domenica 30 aprile 2017

1° Maggio 2017. Continuiamo l'Operazione 'Assalto al Cielo' del 1° di ogni mese col Cardinale Burke

Rimaniamo fedeli a questa esperienza forte di preghiera che ci vede uniti già da oltre un anno. E intensifichiamola, soprattutto in relazione alle recenti vicende che vedono il nostro Cardinale, impegnato a riaffermare con parresìa l'insegnamento costante della Chiesa.
Vedi i precedenti a partire da qui.

Domani, lunedì 1° maggio, come il primo giorno di ogni mese, Sua Eminenza il Cardinale Raymond Leo Burke celebrerà la Santa Messa a Roma, alle 7.00am ora locale e, dopo, pregherà il Santo Rosario per 'prendere d'assalto il Cielo' con la Preghiera. 


Ricordiamo a tutti voi, compagni Guerrieri del Rosario che ci uniremo dai quattro angoli della terra per elevare insieme la nostra voce al Cielo. I circa 86.000 Guerrieri del rosario reciteranno il Santo Rosario e prenderanno d'assalto il Cielo con la Preghiera, in unione alla Santa Messa celebrata dal Cardinale Burke.
Quando direte il vostro Rosario, ricordate di pregare per le intenzioni di tutti i Guerrieri del Rosario, così come loro pregano anche per le vostre.
« Il potere del Rosario è superiore ad ogni descrizione! » affermava l'Arcivescovo Fulton Sheen. Usate dunque questa preghiera potente per prendere d'assalto il Cielo e rivolgere a Dio e alla Benedetta Vergine Maria le seguenti intenzioni:

Habemus tre Papi, o forse anche cinque...

Così viene commentato su Facebook quanto il gesuita Padre Antonio Spadaro,  direttore de La Civiltà Cattolica, "portavoce" non ufficiale di Papa Francesco, ha postato su Twitter (vedi immagine):

«Ѐ ufficiale: i papi sono tre:
Papa Ratzinger, Papa Bergoglio e Papa Tawadros.
Forse anche quattro, se contiamo il Patriarca Bartolomeo. Ma forse è più corretto dire cinque, perché non può mancare Kirill, che potrebbe essere il papa dell'ortodossia assieme a Bartolomeo.
Quindi il vescovo di Roma è uno dei tanti papi sulla piazza».

L'ufficialità pragmatica ci consegna una nuova picconata al Primato petrino. E noi abbiamo da offrire l'ennesima sofferenza, che è di tutto il corpo mistico di Cristo, in attesa del ripareggiamento della verità.

Bocconi di giurisdizione - Fabio Adernò

Pubblichiamo di seguito un commento giuridico-pastorale dell'Avvocato Rotale Fabio Adernò, JCD, alla Lettera della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei" (4 aprile 2017) riguardante i matrimoni celebrati dalla Fraternità San Pio X.
Richiamiamo precedenti commenti dello stesso Autore: 
1) alla Lettera con la quale Papa Francesco conferiva la liceità delle assoluzioni di confessori sacerdoti della FSSPX in occasione dell’Anno Giubilare straordinario della Misericordia [qui] e 
2) alla Misericordia et misera con la quale (cfr. n. 12) lo stesso Pontefice estendeva sine die tale liceità indipendentemente dall’arco temporale dell’Anno Santo [qui].

Bocconi di giurisdizione

Il 4 aprile scorso il Bollettino della Sala Stampa Vaticana diffondeva la Lettera del 27 marzo 2017 (prot. N. 61/2010) con la quale la Pontificia Commissione «Ecclesia Dei» informava i Vescovi diocesani dell’orbe cattolico che d’ora in avanti è lecito conferire le facoltà per assistere ai matrimoni anche ai Sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X, «[…] certi che anche in questo modo si possano rimuovere disagi di coscienza nei fedeli che aderiscono alla FSSPX e incertezza circa la validità del sacramento del matrimonio, e nel medesimo tempo si possa affrettare il cammino verso la piena regolarizzazione istituzionale» (ibid.).

sabato 29 aprile 2017

Santa Caterina Patrona d'Italia. Discorso di Pio XII

Il 29 Aprile 1380 si concludeva la vita terrena di santa Caterina da Siena. Ecco come Pio XII ci presenta la Patrona della nostra Italia che festeggiamo oggi, nel Discorso sui Patroni d'Italia a Santa Maria sopra Minerva, 5 maggio 1940. Santa Caterina, intercedi per noi!

Ammirevole spettacolo e al tutto degno della universale paternità apostolica, Venerabili Fratelli e diletti Figli, fu più volte, in secoli dal nostro lontani, il vedere in questo insigne tempio di Santa Maria sopra Minerva i Successori di Pietro, Nostri Antecessori, venuti con solenne corteo a celebrare i divini misteri nella dolce festività della Santissima Annunziata, e onorare con mano amorevole la pubblica distribuzione alle fanciulle di doti claustrali e nuziali, estimatori, com’erano, della verginità sacra a Dio e della onesta maternità familiare, vegliante, insieme con gli angeli celesti, sulle candide culle, nidi di angeli umani. A tale lieta storica ricordanza l’animo Nostro esulta in mezzo al Nostro amato popolo che Ci circonda devoto; e nella visione del passato, se pur bello di altra luce, contempliamo rinnovato e ripresentato, in festa di duplice e novissima aureola, lo splendore di questo altare, sotto cui dormono le venerate spoglie di una vergine eroica, sposa di Cristo, paladina della Chiesa, madre del popolo, angelo di pace all’italica famiglia. Al Nostro sguardo accanto a lei leva la fronte un poverello, vestito di saio e cinto di una corda, dall’aspetto serafico, dalle mani e dai piedi segnati di cicatrici, dall’occhio che contempla il cielo, i monti e le valli, il valico dei fiumi e dei mari, e nel suo amore e nel suo saluto abbraccia l’agnello e il lupo, gl’infelici e i felici, i concittadini e gli estranei. Sono questi, o Italia, i tuoi alti Patroni al cospetto di Dio, il quale pure ti ebbe privilegiata fra tutte le sponde del Mediterraneo e degli oceani, stabilendo in te, attraverso le mirabili vicende di un popolo prode, ignaro del consiglio e della mano divina, la sede e l’impero pacifico del Pastore universale delle anime redente dal sangue di Cristo. Caterina e Francesco, sotto il beatificante ciglio di Dio, guardano Roma e le regioni italiche, perché l’amore, che nutrirono quaggiù vivendo e operando, non si spegne nel cielo, ma si rinfiamma nell’imperituro amore di Dio.

Invito alla Lettura ~ “Spiritualità Contro Psicoterapia. La Vera Pace dell’Anima”, di Don Curzio Nitoglia

Introduzione a cura di Antonio De Angelis

L’editore effedieffe ha pubblicato recentemente il libro di don Curzio Nitoglia intitolato Spiritualità contro psicoterapia. La vera pace dell’anima (Proceno di Viterbo)[1]

Cristo contro Jung e Freud

Don Curzio Nitoglia in questo libro confronta gli insegnamenti della psicoterapia freudiana e junghiana con i princìpi della teologia ascetica e mistica per dimostrare che solo quest’ultima può aiutare, con la grazia soprannaturale, l’uomo a guarire dalle sue “malattie spirituali”, ossia dai peccati; mentre la prima al massimo aiuta l’uomo a prendere coscienza delle sue patologie psichiche, ma non può far nulla perché ne esca fuori, anzi spesso non solo insegna ad accettarsi come si è ma addirittura spinge l’uomo a praticare il male morale per liberarsi dalle sue patologie.

Occorre distinguere lo psichico, che ha come oggetto le malattie nervose o mentali, dallo spirituale, che ha come oggetto la virtù da praticare e il peccato da fuggire. Purtroppo oggi si confondono i due campi così che lo psicoterapeuta si mette a fare il prete con risultati paradossali (accettazione del male morale o vizio se non la pratica parossistica di esso) e il prete si mette a fare lo psicologo riducendo il peccato ad una sorta di malattia da curare con mezzi umani, naturali e psicologici, invece che mediante la grazia di Dio e l’aiuto della sana spiritualità cristiana.

venerdì 28 aprile 2017

I membri dei Cavalieri di Malta rivolgono una petizione Papa per una 'spiegazione ragionevole' riguardo all'ingerenza sull'Ordine

La vicenda è paradossale. La reazione dell'Ordine appare adeguata allo sconquasso portato dal Vaticano e dal papa stesso. con il rischio di una plateale sconfessione. Certamente la gravità del'accaduto[1] li ha indotti a non tacere. Pubblico di seguito la nostra traduzione da LifeSiteNews. Vanno aumentando i laici che chiedono spiegazioni...

ROMA, 27 aprile 2017 ( LifeSiteNews ) - I membri dei Cavalieri di Malta hanno rivolto direttamente a Papa Francesco una petizione  in occasione della cruciale votazione per il nuovo leader prevista per Sabato prossimo. Hanno firmato una lettera aperta lanciata dal Cavaliere Maltese Dr. Paul J. Camarata.

Essi dicono che vogliono risposte alle loro domande e alle “gravi” perplessità  sorte in seguito alla reintegrazione all'interno dell'ordine da parte di Francesco di un promotore di preservativi fatto dimettere, mentre egli ha costretto a dimettersi il Gran Maestro dell'Ordine e ha di fatto rimosso dal suo incarico il loro patronus, il cardinale Raymond Burke. Così scrivono:
“Il recente svolgersi dei gravi eventi accaduti negli ultimi mesi che coinvolgono l'Ordine di Malta ha lasciato perplessi molti di noi”. E aggiungono: “Il tutto è stato esacerbato dalla mancanza di spiegazione ragionevole rivolta sia ai fedeli membri dell'Ordine che alla pubblica opinione in ordine ai provvedimenti intrapresi da Sua Santità e da funzionari del Vaticano”.
(I membri che desiderano firmare possono farlo via e-mail Dr. Camarata a camarataKM@icloud.com)

La lettera arriva tre mesi dopo che Francesco è stato pesantemente coinvolto negli affari di governo dell'Ordine, che è un'entità sovrana e non ha alcun legame ufficiale col Papa o col Vaticano.

Card. Sarah. La Chiesa sta affrontando un grave rischio di scisma sul tema della moralità

Nella nostra traduzione da LifeSiteNews, 24 aprile 2017. Un articolo di Pete Baklinski, da New York illustra una importante puntualizzazione del Card. Robert Sarah.

Il Card Robert Sarah ha messo in guardia dal fatto che l’unità della Chiesa è minacciata al suo interno da leader influenti che “insistono” nell'affermare che le chiese nazionali hanno la “capacità di decidere autonomamente” su questioni dottrinali e morali. Egli ha detto:
“Senza una fede comune, la Chiesa è minacciata dalla confusione e poi, progressivamente, si può scivolare nella dispersione e nello scisma. Oggi v’è un grave rischio di frammentazione della Chiesa, di infrangere il Corpo mistico di Cristo, insistendo sulle identità nazionali delle Chiese e quindi sulla loro capacità di decidere per se stesse, soprattutto in un campo così cruciale come quello della dottrina e della morale”.

Venerdì 28 aprile. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Ѐ importante mantenerci fedeli nel nostro impegno per la preghiera di riparazione, perché gli oltraggi al Sacro Cuore di Gesù sono quotidiani e condotti a ogni livello. Altrettanto insistente e continua deve essere la nostra preghiera di riparazione. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, concludiamo la lettura del «Cur Deus homo» di Sant'Anselmo d'Aosta Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.

* * * 
LUNEDÌ 1° MAGGIO 2017 A PAGNANO (frazione di Merate – LC), presso il teatro OP (via Cappelletta) con inizio alle ore 09.45 e chiusura con la S. Messa, che verrà celebrata alla ore 17.30, si terrà il Terzo Incontro nazionale della Lega Cattolica per la Preghiera di Riparazione
Per il programma dettagliato, cliccate qui.

giovedì 27 aprile 2017

Questo e quello per me pari sono. Dov'è l'unicità del Signore?

La blasfemia vaticana ormai deborda:

La Chiesa continua prostrarsi unilateralmente nei confronti della altre religioni. Ci segnalano l'unito comunicato del Vaticano, nella persona del prefetto del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso.
"Gesù Cristo e il Buddha hanno promosso la non violenza e sono stati costruttori di pace" (§ 3) ".... insegnare ai nostri rispettivi seguaci come combattere il male nei loro cuori ...." (§ 6) Messaggio per la festa di Vesah 2017 
Da notare è il fatto che il Cardinale prefetto considera il buddismo una religione, mentre è una filosofia di vita che ha una sua etica inventata da Gautama Buddha che persegue la salvezza attraverso una azione personale...
Ormai l'unicità di Cristo Signore per la salvezza sembra sempre più un pallido ricordo. E forse neppure questo...

Applicando il Concilio, Sua Em Scola vuole che i musulmani progrediscano nella loro religione - P. Pasqualucci

Pubblico di seguito le puntuali riflessioni, necessariamente critiche, di Paolo Pasqualucci, riprese dal suo blog di certi concetti del tutto incompatibili col vero Cattolicesimo riproposti per l’ennesima volta dal cardinale Scola in un’intervista, nel caso qualcuno volesse ancora ritenerlo un difensore dell’autentica tradizione cattolica.

Paolo  Pasqualucci : Applicando il Concilio, Sua Em Scola vuole che i musulmani progrediscano nella loro religione

[ L’intervista  al CdS ] In un’intervista concessa al Corriere della Sera di domenica 2 aprile c.a., il cardinale Scola, esaltando il “dialogo” interreligioso e trovando l’immigrazione attuale un fatto “tragico” ma da accettarsi globalmente, ha detto :
Domanda: Lei ha sempre esaltato il meticciato. I migranti ora sono troppi?
Risposta: […] La Chiesa non può chiudere gli occhi. Offre il primo abbraccio. La forza generosa di Milano può individuare strade paradigmatiche per l’Italia e l’Europa.
Domanda: Ad esempio?
Risposta: Parecchi ragazzi musulmani già frequentano gli oratori. Lì sono aiutati a praticare la loro religione, a dire le loro preghiere, a mangiare i loro cibi, restando insieme ai ragazzi cristiani.”
[La Chiesa deve aiutare i musulmani a diventare dei bravi musulmani]<

mercoledì 26 aprile 2017

Il perdono della vedova copta sconvolge i musulmani

Beati coloro che vivono e dicono forte e chiaro cos'è il cristianesimo. "Perché il mondo veda"... e conosca il Signore. Altrimenti "come potranno accoglierLo"?

Dodici secondi di silenzio sono quelli dove si è fatto spazio ad una presenza imponente come raramente accade in televisione. Dodici secondi che in una trasmissione tv (qui il video) paiono un’eternità ma nel senso letterale del termine. Perché è di questa natura, eterna, la sostanza dello squarcio di luce aperto dalla testimonianza di una cristiana copta intervistata da un’emittente araba che ha ammutolito il conduttore.

"VI PERDONO, CREDETEMI!" - In studio c’era Amr Adeeb, uno dei giornalisti musulmani più noti in Egitto, che ascoltava una sua collega inviata ad Alessandria mentre intervistava la moglie vedova Di Naseem Faheem, custode della cattedrale di Alessandria, in cui un attentato islamista ha ucciso i cristiani riuniti per celebrare la Messa la domenica delle Palme. Faheem aveva bloccato prima dell’entrata in Chiesa il kamikaze, che si era fatto quindi esplodere vicino a lui, riducendo così il numero delle vittime. La moglie intervistata sull’accaduto risponde letteralmente così: “Non sono arrabbiata con chi ha compiuto questo gesto, voglio dirglielo: possa Dio perdonarti. Non sei nel giusto, figlio mio, credimi, non la pensi nel modo giusto. Credimi non sono arrabbiata. Lui ora non c’è più, è morto. E io chiedo a Dio di perdonarli e di aiutarli a ravvedersi. Pensateci! Pensateci! Credetemi, se ci pensassero capirebbero che non abbiamo fatto nulla di male a loro. Pensateci ancora, cosa state facendo, è giusto o sbagliato? Ripensateci ancora. Possa Dio perdonarvi e noi anche vi perdoniamo. Credetemi, vi perdono. Avete portato mio marito in un posto che non avrei mai potuto nemmeno sognare. Credetemi, sono orgogliosa di lui. E avrei voluto essere lì al suo fianco, credetemi, e ringrazio”.

martedì 25 aprile 2017

I monaci benedettini si trasferiscono definitivamente fuori da Norcia

Un Monastero alle pendici di un monte

Riprendiamo, nella nostra traduzione, da Rorate Caeli

Dopo essersi trasferita a Norcia da Roma nel 2000, nel luogo di nascita di San Benedetto, la comunità tradizionale dei benedettini aveva vissuto nel mezzo della città nella vecchia rettoria diocesana, e pregando l'ufficio nella basilica costruita sulla casa di S. Benedetto e Santa Scolastica. Da quando la basilica è stata distrutta dai recenti terremoti dell'Umbria, tuttavia, i monaci hanno vissuto nel granaio di un vecchio monastero su una collina sopra la città. [Si tratta del Monastero di San Benedetto in Monte, abbarbicato su un’altura che domina il luogo natale di San Benedetto, fondatore del monachesimo occidentale - ndT]. Nell''immagine a lato: una storica celebrazione, dopo sette secoli. nella Basilica imperiale di Santa Croce al Chienti.
Ora hanno annunciato sul loro sito web che lo spostamento sarà permanente:

“Fare chiarezza”. I dubia e l’urgenza di verità. Intervento di Anna Silvas

Nella nostra traduzione dall'originale inglese pubblichiamo l'intervento tenuto il 22 aprile durante il Convegno di Roma - l'Hotel Columbus, da Anna M. Silvas, australiana di rito orientale, studiosa dei Padri della Chiesa e docente alla University of New England, che sottolinea il pericolo che la Chiesa cattolica si inoltri anch'essa sulla strada già percorsa secoli fa dai protestanti e dagli ortodossi verso il divorzio e le seconde nozze: proprio ora che la Chiesa copta sta tornando all'indissolubilità senza eccezioni del matrimonio cristiano. 

Un anno dopo l’Amoris Laetitia: una parola tempestiva
“Fare chiarezza. I dubia e l’urgenza di verità – la verità vi farà liberi” (“Seeking Clarity. The Dubia and the Need for Truth – The Truth Will Set You Free”).
Anna M. Silvas, Sabato 22 aprile 2017

“Vidi le menzogne che il nemico spargeva in tutto il mondo e dissi, gemendo: ‘Cosa può sconfiggere così tante menzogne?’, e udii una voce dal cielo che mi rispondeva: ‘L’umiltà’”, affermò Sant’Antonio il Grande, padre di tutti i monaci.

È la stessa sensazione che provo io all’accettare di parlarvi in questo momento, un anno dopo la pubblicazione dell’Amoris Laetitia. Vi chiedo di perdonarmi, perché mi sembra che vi siano molti fedeli più qualificati di me che dovrebbero parlare al posto mio. L’ambito ecclesiastico contemporaneo è così disseminato di menzogne canoniche, teologiche ed ecclesiologiche e quest’epoca della Chiesa è così strana che è molto difficile azzardarsi a dire qualcosa.

lunedì 24 aprile 2017

“L’Anticristo” di Joseph Roth

L'articolo che segue cita un testo tradotto dall'originale tedesco. Segnaliamo che del libro esiste anche l'edizione italiana: Joseph Roth, L'Anticristo, Editori Internazionali Riuniti 2010, pag.164


“L’Anticristo” di Joseph Roth

Introduzione

Joseph Roth fu uno scrittore austriaco di origini ebraiche. Nacque nel 1894 a Leopoli, nella Galizia polacca, ma sentì presto la lingua tedesca come la sua autentica patria letteraria. Scosso dal trauma del crollo dell’Impero austro-ungarico – di cui apprezzava la capacità di far convivere numerose culture diverse – e dall’avvento del nazismo in Germania, nonché da tragedie personali come l’internamento in un ospedale psichiatrico della moglie (che rafforzò a sua volta il trauma della malattia mentale del padre di cui egli fu testimone nell’infanzia), successivamente soppressa nell’ambito del programma di ‘purificazione sanitaria’ nazista, visse gran parte della sua fiorente vita di scrittore in esilio per l’Europa, sviluppando una tematica improntata al sentimento di mancanza di radici e contrassegnata da una critica raffinatamente ironica e profonda alla società del suo tempo.

domenica 23 aprile 2017

don Elia. Uomini di Dio

Viam veritatis elegi
(Sal 118, 30).
Cercasi uomini di Dio. No burocrati, gestori, assistenti sociali, ideologi, opinionisti, animatori, intrattenitori… ma nemmeno sofisti in tonaca, pedanti eruditi, saccenti sputasentenze, pedissequi rubricisti, infallibili censori, astiosi restauratori… Uomini che non solo posseggano la retta dottrina  e una sana teologia, ma ne vivano, le incarnino e le facciano risplendere agli occhi di quanti cercano la verità, ardere nei cuori che la amano e fruttificare nella vita dei fedeli. Uomini che non offrano solo idee chiare e argomentazioni (apparentemente) incontrovertibili, ma che guidino le anime nelle vie di Dio, siano di casa nel Suo cuore, trabocchino di unzione spirituale, gustino e facciano gustare le Sue incomparabili dolcezze, comunichino la Sua compassione e tenerezza, risplendano di luce soprannaturale, rendano “tangibile” la grazia.

sabato 22 aprile 2017

I "dubia" dei quattro cardinali fanno scuola. È l'ora dei laici

Tempestivo ed efficace Sandro Magister su Settimo cielo. Per 'fare chiarezza'.

I quattro cardinali non sono mai stati da soli con i loro "dubia". Ne è prova ciò che è accaduto a Roma sabato 22 aprile in una sala dell'Hotel Columbus, a pochi passi da piazza San Pietro, dove sei rinomati studiosi laici sono convenuti da altrettanti paesi del mondo per dare voce all'appello che si leva da larga parte del "popolo di Dio" perché sia fatta chiarezza nella confusione suscitata da "Amoris laetitia".

Anna M. Silvas è venuta dall'Australia, Claudio Pierantoni dal Cile, Jürgen Liminski dalla Germania, Douglas Farrow dal Canada, Jean Paul Messina dal Camerun, Thibaud Collin dalla Francia. E l'uno dopo l'altro, nell'arco di un giorno, hanno fatto il punto sulla crisi che il documento di papa Francesco ha prodotto nella Chiesa, a un anno dalla sua pubblicazione.

“Gesù si è fatto serpente, diavolo e peccato” (Bergoglio)

Nel blog ne abbiamo parlato qui.

Il serpente e Bergoglio

BERGOGLIO MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA DOMUS SANCTAE MARTHAE
Nel segno della croce, Martedì, 4 aprile 2017, da: L'Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLVII, n.79, 05/04/2017.
Ecco le linee di riflessione che il Pontefice ha proposto nella messa celebrata martedì mattina, 4 aprile, a Santa Marta.
«[…] “Quando avrete innalzato il figlio dell’uomo, allora conoscerete che io sono e che non faccio nulla da me stesso”». Con queste parole — ha affermato il Pontefice, riferendosi al brano tratto dal libro dei Numeri (21, 4-9) — «Gesù fa ricordare quello che è accaduto nel deserto e abbiamo sentito nella prima lettura». È il momento in cui «il popolo annoiato, il popolo che non può sopportare il cammino, si allontana dal Signore, sparla di Mosè e del Signore, e trova quei serpenti che mordono e fanno morire». Allora «il Signore dice a Mosè di fare un serpente di bronzo e innalzarlo, e la persona che subisce una ferita del serpente, e che guarda quello di bronzo, sarà guarita».

venerdì 21 aprile 2017

21 aprile. 2770 anni dalla fondazione della Città eterna

2770 anni dalla Fondazione della Città eterna. Il 21 aprile è una festa pagana. Tra l'altro guardate la potente simbologia, indice di ars e saggezza non solo architettonica, e cosa succede al Pantheon in questo giorno quando il sole di mezzogiorno colpisce una griglia metallica sopra la porta, saturando di luce il cortile esterno.
Ma non è soltanto questo. Nonostante questo la Provvidenza ha reso Roma Caput mundi una città già sacra, centro spirituale, culturale e politico del mondo. Ed è per questo che Pietro vi si è recato per annunciare Cristo e vi ha fatto la sua Sede. Dunque, non a caso, questo è il centro da cui ancora oggi si dipartono e nel quale si incrociano, nell'ordine spirituale, le vicende dell'intero genere umano. E non solo con riferimento alla Roma perenne, ma anche alla nostra fatica nel riaffermarne e difendere la cattolicità di cui siamo figli ed eredi. « Non solo e non tanto per nascita, quanto per adesione dell'anima. Chi comprende e aderisce, è figlio. Chi non comprende o non aderisce, è figlio di altro ».
Nell'occasione riprendiamo alcune citazioni che aprono un volume da cui abbiamo attinto e attingiamo molte chiavi di lettura della temperie attuale.
Iota unum non praeteribit (Matth., 5, 18)
Miscuit in medio eius spiritum vertiginis (Isai., 19, 14)
Moribus antiquis stat res romana virisque (Ennio)
Romano Amerio, Iota unum. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX, Lindau Torino, 2009

Dalla Monizione al lettore.
[...] L’autore non ha nessun desiderio del passato, perché un tal desiderio implicherebbe un rigirare del divenire umano in sé stesso e dunque un compimento. Tale compimento terrestre è incompatibile con la veduta sopramondana che domina l’opera. Anche le res antiquae che stanno nel motto enniano che apre il volume, non sono cose che stanno avanti (antiquus da ante) il nostro tempo, ma avanti ogni tempo, stanno cioè nella sfera assiologica tenuta per indefettibile. Se un richiamo v’è in questo libro, è a tale sfera soltanto. Il lettore non voglia cercarne altro. 

Benedetto XVI: «Per gli uomini di oggi Dio ha perso il primato»

Su segnalazione di un sacerdote che ci segue, riprendo dal Corriere della Sera, un recente testo inedito di Benedetto XVI, scritto dal Papa emerito nel 'recinto di Pietro', il Monastero Mater Ecclesiae, per l’edizione russa del volume sulla liturgia della sua opera omnia, Teologia della liturgia. Il testo evoca uno dei suoi discorsi memorabili: la Lectio Magistralis tenuta al Collège des Bernardins di Parigi, il 12 settembre 2008, nel quale ricordava come il monachesimo di San Benedetto avesse salvato il patrimonio del pensiero antico e formato la cultura europea grazie a quei monaci che avevano come obiettivo « quaerere Deum », cercare Dio. C'è da osservare che quando dice: «Ma al fondo, pur con tutte le differenze, l’essenza della liturgia in Oriente e Occidente è unica e la medesima», il pensiero non può che correre al Rito antiquior nel quale questa essenza è intatta; il che spiega il provvidenziale, anche se purtroppo non sufficientemente promosso, suo sdoganamento attraverso il motu proprio Summorum Pontificum.

«Se il Signore non è più importante, si spostano i criteri per stabilire quel che è importante. L’uomo, così, sottomette se stesso a costrizioni che lo rendono schiavo»
Nihil Operi Dei praeponatur — Nulla si anteponga al Culto divino. Con queste parole San Benedetto, nella sua Regola (43,3), ha stabilito la priorità assoluta del Culto divino rispetto a ogni altro compito della vita monastica. Questo, anche nella vita monastica, non risultava immediatamente scontato perché per i monaci era compito essenziale anche il lavoro nell’agricoltura e nella scienza.

Sia nell’agricoltura come anche nell’artigianato e nel lavoro di formazione potevano certo esserci delle urgenze temporali che potevano apparire più importanti della liturgia. Di fronte a tutto questo Benedetto, con la priorità assegnata alla liturgia, mette inequivocabilmente in rilievo la priorità di Dio stesso nella nostra vita: «All’ora dell’Ufficio divino, appena si sente il segnale, lasciato tutto quello che si ha tra le mani, si accorra con la massima sollecitudine» (43,1).

Venerdì 21 aprile. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Altre notizie e avvisi su Riscossa Cristiana [qui].

Dopo la pausa pasquale riprendiamo il nostro incontro settimanale, ricordandoci l’importanza della fedeltà alla preghiera di riparazione, sia per i nostri peccati, sia per quanto vediamo con dolore accadere quotidianamente nella Chiesa e nel mondo. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

Per la nostra formazione, iniziamo la lettura del «Cur Deus homo» di Sant'Anselmo d'Aosta Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete costituire e conservare la vostra biblioteca di letture di formazione.
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LUNEDÌ 1° MAGGIO 2017 A PAGNANO (frazione di Merate – LC), presso il teatro OP (via Cappelletta) con inizio alle ore 09.45 e chiusura con la S. Messa, che verrà celebrata alla ore 17.30, si terrà il Terzo Incontro nazionale della Lega Cattolica per la Preghiera di Riparazione
Per il programma dettagliato, cliccate qui.
Sarà possibile pranzare presso il ristorante Caminun (via Lunga, 19), al costo di euro 15,00, oppure mangiare al sacco.
Per esigenze organizzative vi preghiamo di comunicare la vostra partecipazione entro il 15 aprile, specificando se desiderate pranzare al ristorante. In caso di nuclei familiari vi raccomandiamo di indicare il numero dei componenti. Tutte le comunicazioni andranno fatte all’indirizzo legariparazione@email.it

Dottrina versus Discernimento

Riprendo un articolo di p. Giovanni Scalese su Antiquo Robore.
Vedi precedenti nel blog sull'intervista da lui commentata: qui - qui - qui.

L’intervista rilasciata da Padre Arturo Sosa, Preposito generale della Compagnia di Gesú, al vaticanista Giuseppe Rusconi (pubblicata su Rossoporpora) ha fatto parlare di sé soprattutto per l’infelice battuta sull’assenza di registratori al tempo di Gesú. Connesse con quell’affermazione, però, Padre Sosa faceva alcune considerazioni sul discernimento, che sono state trascurate dai piú, ma sulle quali mi sembra opportuno soffermarsi, tenuto conto delle conseguenze che esse possono avere nella vita della Chiesa. I termini “discernere” e “discernimento” ricorrono nell’intervista 24 volte. Mi limiterò a riportare qui il passo dove si tratta del rapporto fra dottrina e discernimento:

giovedì 20 aprile 2017

Benedetto XVI sul “fondamentalismo islamico”

In occasione dei 90 anni di Joseph Ratzinger, lo Stato e la Chiesa della Polonia hanno tenuto a Varsavia un convegno sul tema: "Il concetto di Stato nella prospettiva dell’insegnamento di Joseph Ratzinger / Benedetto XVI".
E nel messaggio che il "papa emerito" ha inviato il 15 aprile al presidente e ai vescovi della Polonia si legge:
"Il tema scelto porta autorità statali ed ecclesiali a dialogare insieme su una questione essenziale per il futuro del nostro continente. Il confronto fra concezioni radicalmente atee dello Stato e il sorgere di uno Stato radicalmente religioso nei movimenti islamistici, conduce il nostro tempo in una situazione esplosiva, le cui conseguenze sperimentiamo ogni giorno. Questi radicalismi esigono urgentemente che noi sviluppiamo una concezione convincente dello Stato, che sostenga il confronto con queste sfide e possa superarle".
Appare evidente la contraddizione con il successore... Tuttavia resta da approfondire il fatto che parli di radicalismi al plurale. Perché ogni fede (compresa quella cristiana) ha in sé fondamenti che non possono essere messi in discussione. Ѐ importante che Ratzinger abbia focalizzato e posto il problema. Ma un problema è anche mettere sullo stesso piano - sia pure in forma generica - il radicalismo cristiano e quello musulmano (cosa che purtroppo non ha mancato di fare esplicitamente Bergoglio1): il che è erroneo e crea confusione. Innanzitutto perché il cristianesimo propone, mentre l'islam impone e lo fa con la violenza di un regime teocratico che il nostro Signore Crocifisso non genera né insegna, mentre ha già vinto la morte... Tocca ai "Suoi" fecondare la storia, nel Suo Nome, innanzitutto non rinnegandoLo.

Mi si fa notare che il discorso di Ratzinger verte chiaramente sui 'radicalismi' dei movimenti islamisti. Ringrazio e ne convengo. In ogni caso il mio invito ad approfondire i 'radicalismi' (fermo restando il fatto che il termine mi ha evocato l'improvvido parallelo del successore che andava e va rettificato) evoca anche la questione dello 'stato laico'. Perché, alla fine, 'laico' diventa 'laicista' nonché nichilista, mentre la Catholica una concezione convincente dello Stato ce l'ha e non la deve sviluppare ma promuovere. Non a caso un vescovo fedele esclamava: "Lo hanno detronizzato"! E ovviamente si riferiva al Signore.
Centrata l'osservazione di P. Pasqualucci: «Ancora una volta, manca qualcosa nelle esternazioni dell' Emerito, che Dio lo conservi: noi cattolici, noi cristiani non abbiamo già tutti gli elementi di una "convincente" concezione cristiana e cattolica dello Stato? Dobbiamo ancora "svilupparla"? Dico gli "elementi" poiché non si tratta, ovviamente, di riproporre sic et simpliciter il modello medievale dello Stato, con il suo tipico incontro-scontro di Papato e Impero, di gerarchia e anarchia feudal-comunale, etc. etc, così dipendente quel modello da irripetibili situazioni storiche. Si tratta di contrapporre un ideale cristiano di Stato, basato su di un ideale cristiano di società, ossia, per ciò che riguarda lo Stato in senso stretto, di riformare in senso cattolico certe istituzioni politiche ed economiche, tanto per cominciare. E per quanto riguarda il rapporto Stato-società, di riproporre i valori morali cattolici, a cominciare da quello della famiglia, da quelli di un'etica personale improntata all'idea del sacrificio e del dovere etc. Ratzinger non dà un'indicazione precisa, sembra affidarsi all'evoluzione dei tempi, il suo rilievo resta nel generico, anche perché, riproporre l'ideale del vero Stato cristiano significherebbe contraddire il principio spurio del "dialogo", che anche per Ratzinger è stato ed è articolo di fede».
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1. “L’idea di conquista è inerente all’anima dell’Islam, è vero. Ma si potrebbe interpretare, con la stessa idea di conquista, la fine del Vangelo di Matteo, dove Gesù invia i suoi discepoli in tutte le nazioni”. (Bergoglio, L'Osservatore Romano 17 maggio 2016).
Aberrante attribuire a Nostro Signore un intento di “conquista” belligerante proprio, invece, di Maometto che ha brandito e fatto brandire spade grondanti sangue da secoli, ha guidato eserciti. Mentre il Signore Gesù invia i "suoi" discepoli alla conquista di anime da salvare. E li invia inermi, con queste parole : “Vi mando come pecore in mezzo ai lupi” (Matteo 10, 16). 

mercoledì 19 aprile 2017

C'è una logica 'perversa' in questa follia e non ci piace...

È la follia, bellezza!

Ma c'è una logica in questa follia e non ci piace... I segnali in questo senso si moltiplicano da più fonti.
Un senatore della Repubblica ha appena dichiarato che nella Commissione Difesa Senato il responsabile di SOS Méditerranée ha confermato : "li carichiamo a pochi chilometri dalla costa libica". 
Questa si chiama auto-invasione. Siamo l'unico Stato al mondo a promuovere questa follia, nel quadro più generale di un'Europa suicidaria. 
Sull'immigrazione la Dottrina sociale della Chiesa invita a tenere conto sia dei diritti degli immigrati, alla luce del principio di solidarietà, sia del diritto della società che li ospita non solo alla sicurezza ma anche alla propria identità culturale e religiosa, che non deve essere stravolta. Di fronte all'immigrazione, ha detto il Pontefice, «bisogna saper coniugare solidarietà e rispetto delle leggi, affinché non venga stravolta la convivenza sociale e si tenga conto dei principi di diritto e della tradizione culturale e anche religiosa da cui trae origine la Nazione italiana». (Benedetto XVI, 12 marzo 2011)

Santa Messa in Rito antiquior a Rivarolo Canavese (TO)

Riceviamo e volentieri diffondiamo la notizia che venerdì 21 aprile 2017 alle ore 21 presso la Chiesa Parrocchiale di S. Giacomo in Rivarolo C.Se (TO) sarà celebrata la S. Messa Cantata nella Forma Straordinaria del Rito Romano (Messale latino di S. Giovanni XXIII del 1962) ,nel venerdì fra l'ottava di Pasqua. I canti saranno a cura del Coro "Antica Cantoria di Quincinetto".
Con l'occasione, estendiamo ad amici e simpatizzanti i migliori auguri per una buona ottava di Pasqua.

martedì 18 aprile 2017

La deriva autoritaria ed antieuropea del neo-Sultano Erdogan - Alexandre Del Valle

Sta accadendo in Turchia. Sta accadendo in Europa. Ci riguarda troppo da vicino.

Le divisioni comunitariste proprie della Turchia si sono chiaramente manifestate all'atto degli incidenti in occasione dell'incontro di calcio Lyon-Besiktas. Non bisogna dissociarle dall'aumento di potere di Erdogan. Perché è l'Europa, più che il suo paese, ad essere minacciata dal suo referendum.
Votando «sì» alla revisione costituzionale, gli elettori turchi avanzano verso un nuovo regime iper-presidenziale che conferisce quasi pieni poteri al nuovo Sultano foriero di una sintesi islamo-nazionalista .

Erdogan persegue così un triplice obiettivo:
  • Il completamento di ciò che egli stesso chiama «cambiamento di civilizzazione» nel suo paese che, rompendo con la democrazia liberale e l'Occidente «miscredente», diventerà una Turchia autoritaria, islamica, neo-ottomana e riconciliata con la sua cultura medio-orientale;
  • rimanere al potere fino al 2024 ed essere il leader turco che ha governato più a lungo in Turchia, al fine di detronizzare Ataturk, il padre della Turchia nazionalista moderna, del quale ha gradualmente smantellato tutte le strutture laiche in nome delle riforme europee.
  • impadronirsi dei pieni poteri, compreso quello giudiziario per bloccare in modo permanente le indagini sul suo coinvolgimento (e quello di suo figlio e diversi ministri dell' AKP) in gravi casi di corruzione.

Ratzinger e la coscienza

«La coscienza richiede formazione e educazione. Può diventare rachitica; può essere distrutta; può essere deformata a tal pun­to da riuscire a esprimersi solo a stento o in maniera distorta. Il silenzio della coscienza può diventare una malattia mortale per una intera civiltà. Incon­triamo di tanto in tanto, nei Salmi, la preghiera a Dio perché liberi l’uomo dai suoi peccati nascosti. Il salmista vede come il più grande pericolo il non riconoscerli più come peccati, e cadere in essi apparentemente con buona coscienza. Non riuscire ad avere una coscienza di colpa è una malattia, come è una malattia l’assenza di dolore in una malattia. Non si può quindi accettare il principio che ognuno può sempre fare ciò che la sua coscienza lo autorizza a fare: in tal caso, un individuo senza coscienza sarebbe autorizzato a fare qualsiasi cosa. Invece è proprio per colpa sua se la coscienza è tanto oscurata che egli non vede più quello che, in quanto uomo, dovrebbe vedere […]. Questo significa per noi che il Magistero della Chiesa ha la responsabilità di una corretta formazione. Si rivolge, per così dire, alle vibrazioni interne che le sue parole suscitano nel processo di maturazione della coscienza […]. A questo corrisponde quindi un obbligo del Magistero di pronunciare la sua parola in modo tale che possa essere compresa in mezzo ai conflitti di valori e di orientamenti» Cardinale Ratzinger ((tratto da «Coscienza e verità. Conferenza a Dallas ed a Siena», in «La Chiesa. Una comunità sempre in cammino», Edizioni Paoline, 1991, pagg.113-137).

lunedì 17 aprile 2017

don Elia. Il nuovo Verbo

Gli antichi ordini religiosi si basavano su forme concrete di vita che incarnavano il Vangelo sotto un determinato aspetto; le congregazioni più recenti, nell’Età moderna, si caratterizzavano invece per una sequela Christi orientata ad uno specifico servizio caritativo. I fondatori, in ogni caso, non facevano altro che rispondere ad una chiamata speciale da parte di Dio, scoperta mediante un’esperienza di conversione o di vita interiore particolarmente intensa. Tutto nasceva dai fatti – di origine soprannaturale, sì, ma fatti. Gli attuali movimenti ecclesiali, invece, sono stati per lo più generati da un’idea o da un progetto: non c’è anzitutto l’esperienza di qualcuno che, lasciandosi afferrare dall’iniziativa divina, ha cercato di vivere il Vangelo in modo radicale, ma un’intuizione personale con cui lo si interpreta in una certa chiave e si elabora poi un sistema di pensiero o, più semplicemente, una visione della Chiesa e del mondo.

domenica 16 aprile 2017

Buona e Santa Pasqua 2017

Buona e santa Pasqua
Surrexit Dominus vere. Alleluia
Surrexit Dominus de sepulcro. Alleluia

Qui pro nobis pependit in ligno. Alleluia
Et apparuit Simoni. Alleluia
Gavisi sunt discipuli. Alleluia
Gaude et laetare Virgo Maria. Alleluia
Quia quem meruisti portare. Alleluia
Haec dies, quam fecit Dominus. Alleluia
Exultemus et laetemur in ea. Alleluia

sabato 15 aprile 2017

Testo originale della preghiera a San Michele Arcangelo - Leone XIII

Pubblichiamo il testo della preghiera a San Michele Arcangelo, scritta da Papa Leone XIII, tratto da un vecchio opuscolo in mio possesso dei PP. Passionisti della Scala Santa (vedi qui : oltre alla storia, troverete la formula ridotta recitata al termine della Messa Antiquior).
Noto che il testo è diverso da quello che circola sul web di cui non conosco la fonte. E dunque è bene affidarsi sempre a fonti attendibili. Questa preghiera fa parte del testo più ampio dell'Exorcismus in Satanam et angelos apostaticos Iussu Leonis Pp. XIII editus.
Aggiungo il testo originale latino che, a detta degli esorcisti, è più efficace.

Preghiera a San Michele Arcangelo
Gloriosissimo Principe delle celesti milizie, Arcangelo San Michele, diféndici nella battaglia e nel combattimento contro i principati e le potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebre e contro gli spiriti maligni delle zone celesti.
Vieni in aiuto degli uomini, da Dio creati per l’immortalità e fatti a sua immagine e somiglianza e riscattati a caro prezzo dalla tirannia del diavolo.
Combatti oggi, con l’esercito dei beati Angeli, la battaglia di Dio, come combattesti un tempo contro il caporione della superbia, Lucifero, e i suoi angeli apostati; che non prevalsero, né si trovò più posto per essi in cielo: e il grande drago, il serpente antico che è chiamato diavolo e Satana e seduce il mondo intero, fu precipitato nella terra, e con lui tutti i suoi angeli.

Sabato Santo (di mons. Pio del Corona O.P.)

Vorrei far precedere la Meditazione sul Sabato Santo da quella sulla Madre del Signore e nostra, Corredentrice, oltre che Mediatrice di tutte le Grazie.
«La corredenzione è la singolare unione di Maria con Cristo sulla terra e termina con la missione terrena di Maria: indica consociazione, unione sponsale. La mediazione, invece, è il collegamento tra due estremi, il cielo e la terra, il Figlio e gli uomini. Essa non termina con il pellegrinaggio terreno, ma si prolunga anche in cielo, con la sua intercessione celeste. Il fondamento dell’Assunzione è la Corredenzione di Maria, in quanto corredenzione consociativa, che richiama al consors, la consociata, la socia del Redentore. In questa linea si collocano Pio IX, Leone XIII e Pio XII. Nella maternità divina di Maria, in quanto primo principio della mariologia (principio di analogia che unisce in unità e armonia tutte le verità mariane), vediamo il fondamento ultimo di ogni prerogativa mariana, sicché Maria Madre di Dio è la Corredentrice assunta in cielo o si potrebbe dire anche che l’Assunta è la Madre di Dio associata pienamente al Figlio» (Brunero Gherardini [qui]).

Rammenta Anima Devota: 
Il Sabato Santo, giorno di indugio pietoso presso le chiese spoglie e fredde, nella quiete di Gesù nel sepolcro, fu figurata nel riposo di Dio nel settimo giorno della creazione; e la Santa Chiesa leggendo le Profezie ricorda l’opera dei sei giorni ed il riposo dell’Artefice eterno!
Nel Sepolcro il corpo di Cristo giacque accarezzato con mirra e aloe, dalle lacrime della Santissima Madre che già in quel momento raffigurava tutta la Chiesa, ed ora involto in candido lenzuolo. Il Sepolcro era nell’orto di Giuseppe d’Arimatea presso il Calvario stesso, li rimasero le Pie Donne, così restino oggi le Anime Amanti di Gesù presso il suo Sepolcro tra le balze e le pendici del Golgota fino all’alba, quand’essa stessa sarà irradiata dai Divini fulgori della Risurrezione Gloriosa.

La Croce impregnata di Sangue Divino che ci redense è rimasta là, nuda sul Calvario, la Madre Santissima la vediamo lì a fare la spola tra il Sepolcro e quel Legno intriso di Sangue ancora fresco, seguiamo la Madre di Dio mentre solca il mare delle sue amarezze, muta e adorante nel suo dolore immenso. Ѐ morto suo Figlio! Ѐ morto il Figlio dell’Incarnazione prodigiosa, Lei lo sa, è Morto il Verbo Divino. Ma nel cuore della Madre non c’è posto per le tenebre: Oh cara Tomba – le sentiamo sussurrare – ove il mio Dio morto, DORME! Oh sepoltura santa, mistero santo, mistero soave, tutti i credenti sono qui con me ad attendere che Tu ora mantenga le tue promesse, tutti ti udirono: “uccidete questo corpo e dopo tre giorni risusciterà”, noi siamo i tuoi credenti e Ti aspettiamo!

venerdì 14 aprile 2017

Venerdì Santo (mons. Pio del Corona O.P.)

Rammenta Anima Devota: 
Il Venerdì Santo è il giorno del gran lutto per la Chiesa. Gesù muore sulla Croce alla presenza dell’afflittissima Madre Maria, è deposto dalla Croce nel grembo di Lei, è portato alla sepoltura, è chiuso dentro il Sepolcro. La Santa Chiesa ricorda oggi i dolori del Redentore leggendo la Passio di san Giovanni; gli altari sono completamente spogliati, i sacerdoti e i ministri si scalzano e adorano e baciano la Croce; alla Croce si elevano meste melodie; non si celebra il Divino Ufficio, l’Ostia conservata Giovedì nell’Urna viene così consumata. 

Tutta la verità su Fatima - don Curzio Nitoglia

Saverio Gaeta ha scritto recentemente un interessante libro intitolato Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione (Cinisello Balsamo, San Paolo, 2017[1]). 
Raccomando lo studio e la meditazione di questo lavoro esaustivo sulla storia delle apparizioni della Madonna a Fatima nel 1917, di quelle successive a suor Lucia e sul terzo Segreto[2].  Nel presente articolo mi limito a riprendere alcuni temi trattati in questo libro e a farne qualche commento che possa essere di utilità spirituale per gli uomini che si trovano a vivere in questi tempi apocalittici, anticristici e di apostasia generale. 

Serietà contro sentimentalismo sdolcinato

Nel 1946, rispondendo alla domanda se la statua appena terminata rappresentante la Madonna, (che le era apparsa nel lontano 1917) la raffigurasse bene, suor Lucia rispose: “No, non molto. Provai disappunto quando la vidi. In un certo modo è troppo gaia, troppo allegra. Quando vidi la Madonna, ella era piuttosto triste, direi come presa da compassione” (S. Gaeta, Fatima. Tutta la verità. La storia, i segreti, la consacrazione, cit., p. 22).

giovedì 13 aprile 2017

Giovedì Santo (di mons. Pio del Corona O.P.)

Rammenta Anima Devota: 
Nel Giovedì Santo la Santa Chiesa rivive, possiamo ben dire, quel grande eccesso d’Amore che fu l’Istituzione dell’Eucarestia con il Sacerdozio Divino nel quadro indelebile dell’Ultima Cena. Durante l’Ultima Cena vediamo l’apostolo Giovanni posare il capo sul cuore di Gesù e al tempo stesso Gesù rivela ai Suoi che “qualcuno quella notte, lo tradirà” e all’odio del traditore segue la lavanda dei piedi e l’umiltà di Gesù che laverà anche i piedi del traditore. 

La Chiesa prepara i Santi Sepolcri, sugli Altari è deposta l’Urna santa con la Sacra Eucarestia perchè il grande dono che abbiamo ricevuto con questo Sacramento, non si cancelli neppure nei due giorni più dolorosi della nostra storia: il Venerdì Santo e il Sabato Santo. Lo chiamiamo Sepolcro, ma sappiamo che non è; in Esso è chiuso il Cuore stesso di Cristo che è Re ed è Vita. E Gesù va al Getsemani, piange e suda sangue, è tradito, è arrestato ed è condotto ad un tribunale come un comune malfattore. 

È una guerra di religione - Roberto De Mattei

Le parole stralciate di seguito sono il focus del problema e queste pagine da anni non fanno altro che affermarlo e ripeterlo in tutte le salse. L'articolo ripreso oggi è di Roberto de Mattei su Il Tempo, 10 aprile 2017.
Quali sono le parole che, alla vigilia della Santa Pasqua, i fedeli attendono dal Capo della Chiesa cattolica? Aspettiamo di sentirci dire che le vere cause delle guerre non sono né di ordine economico, né di ordine politico, ma innanzitutto di ordine religioso e morale. Esse hanno le loro origini più profonde nel cuore degli uomini e la loro radice ultima nel peccato. È per redimere il mondo dal peccato che Gesù Cristo ha sofferto la sua Passione, che oggi è anche la Passione di una Chiesa perseguitata in tutto il mondo... È un sogno immaginare che un Papa possa rivolgere all’umanità parole di questo genere in una situazione internazionale tempestosa come quella che oggi viviamo?

Prima il cristianesimo: l'autorità e il potere

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno X n° 3 - Marzo 2017

Un Cristianesimo debole, che ha dimenticato la Rivelazione Divina nella sua interezza, o che parla di Rivelazione in maniera generale ma non crede più fermamente nei contenuti puntuali della rivelazione, finisce con l'essere attento solo all'aspetto di potere presente nella Chiesa.

Una Chiesa che dice a parole che Dio si è rivelato, ma, nello stesso tempo, pensa di fatto che Dio sia ancora così nascosto, da puntare tutto solo sulla ricerca umana; da pensare che Dio debba essere rincorso in una estenuante ricerca dell'uomo, poi deve appoggiarsi completamente sull'uomo, e per non esplodere nella completa confusione e anarchia, deve fondarsi sul potere. E questo potere ha la funzione di regolamentare questa ricerca umana, con il quasi esclusivo criterio di fermare, arginare, stigmatizzare chi - obbedendo cattolicamente al contenuto della rivelazione - pensa che si debba obbedire a Dio che ha parlato e non cercarlo come se non si fosse rivelato.

mercoledì 12 aprile 2017

12 aprile. L'anniversario delle Apparizioni della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane

Oggi ricordiamo l'anniversario, il 70° - era il 12 aprile 1947 - delle Apparizioni delle Tre Fontane. In una grotta immersa in un bosco di eucaliptus prossimo ad un'antica Abbazia cistercense alle Acque Salvie, luogo del martirio di San Paolo, la Vergine della Rivelazione apparve a Bruno Cornacchiola, persecutore della Chiesa, che da allora si convertì e divenne un testimone instancabile.
Un testo recente ne ripropone le vicende con molte citazioni, alcune inedite, sul contenuto dei messaggi: Saverio Gaeta, Il Veggente - Il segreto delle Tre Fontane Edizioni Salani, Milano, 2016 - pp. 238, € 13,90.
Ne abbiamo parlato qui e qui.
Colpisce leggere, tra le esortazioni che troverete più avanti: «Camminiamo nella Via della Verità, portiamo al mondo intero la Verità, che dobbiamo conoscere, amare, obbedire e difendere. Ascoltiamo il Sacerdote che vive nell'Autorità del Vescovo, ascoltiamo il Vescovo che vive ed è unito alla Santità del Padre, ascoltiamo il Papa vivente nella Chiesa, che è nell'Autorità e nella Fede di N. S. Gesù Cristo, come vero suo Vicario e successore di Pietro che continuamente ed infallibilmente ci indica la Via della Verità per ottenere la Vita». Ma se questo poteva essere pienamente realizzato allora che regnava Pio XII - da molti chiamato "Il Papa di Fatima" per le molte coincidenze che lo legano a quelle apparizioni (e peraltro anche a questa) - oggi, come siamo messi? Del resto quella che segue è la prima citazione tratta dal testo di Gaeta:
“ Venite al Cuore di Gesù, venite al cuore di una Madre e sarete consolati e sarete alleggeriti dalle vostre pene. Peccatori tutti, venite! Consacratevi al Cuore immacolato di una Madre senza dubitare di essere soccorsi... Sono presso la giustizia divina, il muro riparatore dell'ira divina... Prima che la Russia si converta e lasci la via dell’ateismo, si scatenerà una tremenda e grave persecuzione. Pregate, si può fermare... accostatevi con più fervore al sacramento vivente fra voi, l'Eucaristia, che sarà un giorno dissacrata e non più creduta la presenza reale di mio figlio... Allontanatavi dalle false cose del mondo: vani spettacoli, stampe d’oscenità... Satana è sciolto per un periodo di tempo e accenderà tra gli uomini il fuoco della protesta per la santificazione dei Santi. Figli siate forti, resistete all’assalto infernale... La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i suoi ministri.… sacerdoti e fedeli saranno messi in una svolta pericolosa nel mondo dei perduti, che si scaglierà con qualunque mezzo all’assalto: false ideologie e teologie... Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sacre e sante, quando gli sarà dato di farlo... Pregate molto e vi saranno alleggeriti la persecuzione e il dolore...  Non dimenticate il Rosario che molto coopera alla vostra santificazione, le Ave Maria sono frecce d'oro che raggiungono il Cuore di Gesù... Il mondo entrerà in un’altra guerra, più spietata delle precedenti; maggiormente sarà colpita la Rocca eterna (Roma). L’ira di satana non è più mantenuta; lo Spirito di Dio si ritira dalla terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, sarà lasciata in balìa del mondo... La colpita maggiormente sarà la Chiesa di Cristo per nettarla dalle sozzure che vi sono dentro... I sacerdoti saranno calpestati e trucidati, ecco la croce rotta vicino alla talare dello spogliamento esteriore sacerdotale” (Saverio Gaeta, op. cit. pp, 79-88)

Il cardinale Burke a Infovaticana: dai Dubia all’Ordine di Malta, passando per Trump

Infovaticana Spagna ha incontrato il cardinale Burke nel suo appartamento, nei pressi della Città del Vaticano. Entrando, li accoglie un ritratto di Papa Francesco, che campeggia nella sala d’ingresso.
Raymond Leo Burke è nato nel Wisconsin il 30 giugno 1948. Nel 2003 è stato nominato arcivescovo di Saint Louis (Missouri), una delle più antiche e prestigiose diocesi degli Stati Uniti. La sua esperienza internazionale come canonista lo porta, nel 2008, ad essere nominato da Benedetto XVI nel ruolo di Prefetto della Segnatura Apostolica, dove rimase in carica finché, nel 2014, Francesco non gli affidò l’incarico di Patrono dell’Ordine di Malta.
Il giornalista di Infovaticana Spagna, Gabriel Ariza, lo ha intervistato sui Dubia, sulla crisi dell’Ordine di Malta, ma anche sui primi tre mesi della presidenza di Donald Trump e non solo.

Strada Regina. Maradiaga spara a zero sui 4 cardinali: l’Amoris Laetitia non l’hanno neppure letta, nuovo fariseismo

Strada Regina è una trasmissione settimanale della RSI – Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, emittente di diritto pubblico che fa parte della SRG SSR – la società svizzera di radiotelevisione, ed è curata da un’equipe cattolica di fiducia della Curia: uno spazio offerto dall’ente radiotelevisivo pubblico alla Chiesa Cattolica. 

Nell’edizione del sabato 25/3/17 il giornalista Bruno Boccaletti, specialista in tematiche religiose, ha intervistato il Cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga il quale, oltre a toccare con entusiastica enfasi vari argomenti quali le riforme di Papa Francesco, le finanze del Vaticano e la pedofilia nella Chiesa, sotto lo sguardo visibilmente ammirato e compiaciuto dell’intervistatore, si tuffa a capofitto in inauditi giudizi temerari sui 4 suoi colleghi cardinali autori dei "dubia".

martedì 11 aprile 2017

Testimoni da tutto il mondo con una richiesta: “Fare chiarezza” subito sull’Amoris Laetitia

Sabato 22 Aprile 2017 a Roma, presso l’ Hotel Columbus in Via Della Conciliazione, si terrà il convegno internazionale organizzato da La Nuova Bussola Quotidiana e dal mensile Il Timone dal titolo: “Fare chiarezza” ad un anno dall’Amoris Laetitia
Perché questo titolo? Ѐ passato ormai un anno dalla pubblicazione dell’Esortazione post sinodale Amoris Laetitia, un documento sicuramente molto ricco e vasto. Ma l’attenzione si è concentrata soprattutto sul Capitolo 8, ovvero quello dedicato alle situazioni irregolari, con particolare riguardo alla Comunione ai divorziati e risposati. 
Ѐ chiaro che le interpretazioni in questo anno sono state molto diverse e addirittura diametralmente opposte, data anche l’oggettiva ambiguità del linguaggio utilizzato in questo capitolo. Da una parte c’è chi interpreta il testo in continuità con il magistero precedente: massima attenzione e cura per le persone divorziate e risposate, ma impossibilità di accedere al sacramento della Comunione per chi vive in una situazione oggettiva di adulterio. Dall’altra parte c’è chi invece pensa che, a certe condizioni non meglio definite e dopo un cammino penitenziale non meglio precisato, si possa accede comunque alla Comunione. Dunque una situazione di evidente confusione e disorientamento, una situazione del tutto nuova nella Chiesa cattolica.

La tragedia siriana e l'impossibile 'luna di miele' russo-americana - Alexandre del Valle

Analisi attendibile e competente di un noto studioso/insegnante e giornalista, esperto in geopolitica, già da noi ospitato su queste pagine. Ha pubblicato diversi libri sull’islamismo radicale, il terrorismo islamico e la cristianofobia. Recentemente è uscito in Italia: Il caos siriano – Dalle rivoluzioni arabe al jihad mondiale, scritto in collaborazione con Randa Kassis [vedi], che chiarisce molte dinamiche e indica le soluzioni per affrontare un comune nemico «che ci fa guerra sia col terrorismo, il jihad globale, sia attraverso un proselitismo neo-imperiale sponsorizzato dagli “strani amici” sunniti del Golfo».

In seguito al raid aereo americano sull'aeroporto militare siriano di al-Chayarate, che ha causato pochi morti tra i soldati fedeli al regime ma ha danneggiato l'aviazione siriana come rappresaglia per l’attacco chimico dell'esercito siriano al sito jihadista di Khan Cheykhoun, l’amministrazione Trump è forse pronta ad un confronto diretto con l’Iran et la Russia, che sostengono il regime di Assad?
L'impegno iniziale dell'avvicinamento a Mosca dell'Amministrazione Trump per porre fine alla nuova guerra fredda (che impedisce ai paesi euro-occidentali di combattere insieme contro il loro comune nemico islamista sunnita) si sta frantumando? L'allontanamento di Michaël Flynn, accusato di essere « pro-russia », è stato un segno precursore. La guerra psicologica e mediatica sugli attacchi chimici attribuiti immediatamente (e senza prove inconfutabili) al regime siriano - che la Russia è accusata di coprire - rischia forse di dare il colpo di grazia all'ala filo-russa statunitense e di rimettere in discussione la dottrina neo-isolazionista Trump, osteggiata da molti democratici e repubblicani dalla volontà interventista nella guerra contro la Russia?

lunedì 10 aprile 2017

Comunicato a proposito della lettera della Commissione Ecclesia Dei sui matrimoni celebrati dalla FSSPX

La risposta della Fraternità San Pio X a quanto annunciato qui.

DICI, 5/4/2017 - Così come per le disposizioni prese da Papa Francesco che accordano la facoltà di confessare ai sacerdoti della Fraternità San Pio X per l’Anno Santo (1° settembre 2015), facoltà poi estesa al di là dell’Anno Santo (20 novembre 2016) [ne abbiamo parlato qui e qui], la Casa generalizia apprende che il Santo Padre «ha deciso di autorizzare i Rev.mi Ordinari del luogo perché possano concedere anche licenze per la celebrazione di matrimoni dei fedeli che seguono l’attività pastorale della Fraternità» (Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede del 27 marzo 2017, pubblicato in data odierna). Tale decisione del Sommo Pontefice prevede che: «Sempre che sia possibile, la delega dell’Ordinario per assistere al matrimonio verrà concessa ad un sacerdote della diocesi (o comunque ad un sacerdote pienamente regolare) perché accolga il consenso delle parti nel rito del Sacramento che, nella liturgia del Vetus ordo, avviene all’inizio della Santa Messa, seguendo poi la celebrazione della Santa Messa votiva da parte di un sacerdote della Fraternità».

don Elia. Perché guardare a Oriente

Per chi avesse dei dubbi in proposito, il nostro guardare alla Russia non nasce da un’idealizzazione romantica né da un personale gusto slavofilo. È pur vero che ci sentiamo doppiamente orfani (di Chiesa e di Nazione), ma non per questo ci sentiamo autorizzati a sceglierci a piacimento un’ideale o spirituale patria alternativa, anche perché – psicologicamente parlando – non sarebbe altro che una fuga illusoria. No. Ciò che guida il nostro orientamento è una duplice costatazione. Sul piano religioso, è il fatto che la Madonna abbia espressamente e ripetutamente chiesto la consacrazione di quel grande Paese al Suo Cuore Immacolato. Sul piano geopolitico, è il fatto che la Russia, insieme con la Cina, costituisca a livello politico, economico e militare un valido polo alternativo a quello euro-americano, responsabile di averci sprofondato in uno sfacelo che non risparmia più nulla e diventa sempre più pervasivo, non trovando più ostacoli neanche da parte della Chiesa Cattolica, i cui vertici, in buona parte, assecondano anzi la demoniaca opera di sovversione, quando non vi cooperino attivamente.

domenica 9 aprile 2017

Egitto, attentati in due chiese cristiane. Ѐ strage

Adnkronos - Sangue sulla Domenica delle Palme in Egitto. Almeno 25 persone sono state uccise e oltre 40 ferite a seguito dell'esplosione di una bomba avvenuta nella chiesa di San Giorgio a Tanta, a nord del Cairo.
L'ordigno era stato piazzato all'interno dell'edificio, come hanno confermato fonti della sicurezza egiziana alla televisione di stato, secondo quanto riporta il sito del quotidiano Ahram.
Qualche ora dopo, un altro attacco contro un'altra chiesa copta. Secondo quanto ha riportato la tv di stato egiziana, un'esplosione è avvenuta davanti alla cattedrale di San Marco ad Alessandria (sede del patriarcato copto ortodosso), sulla costa mediterranea del Paese, provocando 11 morti e 66 feriti. La deflagrazione sarebbe stata provocata da un kamikaze che si è fatto esplodere tra la folla mentre all'interno dell'edificio era in corso la messa celebrata dal patriarca Tawadros II, come ha confermato alla televisione Ontv il segretario Angelious Izhaq, precisando che Tawadros è incolume e sta bene.
Entrambi gli attentati sono stati rivendicati dall'Is attraverso il proprio organo di propaganda Amaq, come si legge su Twitter.
Il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi ha convocato una riunione d'emergenza del Consiglio nazionale di Difesa. L'organo discuterà "le conseguenze" e le misure da adottare dopo gli attacchi di oggi. 
Altro che religione di pace!

Domenica di Passione : Ostensione del Velo della Veronica conservato in San Pietro.

Deus, qui nobis signatis lumine vultus tui memoriale tuum ad instantiam Veronicæ sudario impressam imaginem relinquere voluisti, per passionem et crucem tuam tribue nobis quæsumus, ut ita nunc in terris per speculum et in ænigmate ipsam adorare et venerari valeamus, ut facie ad faciem venientem iudicem te securi videamus. Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitate Spiritus Sancti Deus, per omnia sæcula sæculorum. Amen. - (Preghiera di Innocenzo III, 1208)

Gesù non si è fatto peccato né diavolo, si è fatto uomo per salvarci dal peccato e dal diavolo di cui l'uomo era ed è schiavo se non Lo accoglie!

Riprendo quanto scrive Luisa e aggiungo il mio commento. Le due immagini inserite, emblematiche del simbolismo richiamato, si giustappongono nella navata centrale della Basilica di Sant'Ambrogio di Milano.
Scrive Luisa: "Da tempo oramai non leggo più le "meditazioni" quotidiane di Santa Marta, in realtà per la mia serenità ho smesso molto in fretta di farlo, ma quel che è riportato da Socci mi ha spinto ad andare alla fonte, ecco Bergoglio nella sua personalissima lettura e percezione del segno della croce":

Cardinal Turkson – «L'immigrazione è come acqua che scorre dal rubinetto : non bisogna solo asciugarla, ma chiudere il rubinetto»

La notizia, che risale al 30 marzo scorso, è ripresa da una scarna segnalazione del SIR.
Certamente il titolo ad effetto rispecchia il sentire più realista e responsabile rispetto al 'pensiero unico' di un'accoglienza indiscriminata che vorrebbero imporci. Tuttavia sembra riduttivo agganciare, poi, al calo demografico i motivi della preoccupazione non più latente ma manifesta delle popolazioni dei Paesi invasi tra cui il nostro. Il calo demografico, oltre ad essere una delle facce della crisi dell'occidente (della quale sono ben note le cause) è soltanto uno degli aspetti della complessità del fenomeno soprattutto per le conseguenze a medio-lungo termine; ma la preoccupazione vera è la minaccia alla nostra fede, alla nostra cultura, alla nostra civiltà, la cui soluzione non è questione di fertilità biologica. Tuttavia si tratta di un dato messo in risalto dall'Agenzia, mentre occorrerebbe conoscere il testo integrale della relazione del Cardinale, per avere un'idea più precisa dell'intero discorso.

L’immigrazione è come acqua che scorre dal rubinetto: non bisogna solo asciugarla, ma chiudere il rubinetto”. Lo ha detto il cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, presidente del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, presentando ai giornalisti il Convegno organizzato dal citato dicastero il 3 e 4 aprile, sul tema: “Prospettive per il servizio dello sviluppo umano integrale a 50 anni dalla Populorum progressio”. L’immigrazione, ha spiegato il cardinale, è un fenomeno di lungo periodo: per questo “bisogna programmare in maniera più sistematica e chiudere il rubinetto”, promuovendo progetti nei Paesi di provenienza dei migranti “per prevenire la necessità delle persone di emigrare”. Altra priorità, per Turkson, è “permettere l’accesso ai mercati da parte dei Paesi in via di sviluppo”. Il cardinale ha messo, inoltre, l’accento sulla “preoccupazione che l’arrivo di tante popolazioni suscita in Paesi dove c’è un calo demografico: dove ci sono più ospiti che figli, c’è sempre tensione. Dare asilo è realizzabile quando c’è sicurezza nella demografia locale, ma quando siamo in presenza di un calo delle nascite l’arrivo di queste persone preoccupa le popolazioni locali. La nascita dei nazionalismi deriva proprio da qui, dalla preoccupazione, da parte di un Paese, di essere inghiottiti dall’arrivo in massa di nuove popolazioni”.