martedì 26 settembre 2017

Avviso per la firma della 'Correctio'

All'indirizzo qui sotto è possibile firmare una petizione a sostegno della Correctio filialis de haeresibus propagatis. Per ogni firma, una mail viene inviata in Vaticano. Il promotore Steve Skojek spera di sommergere la casella di posta vaticana di mail. Al momento in cui scrivo, in meno di due giorni effettivi, ha già raccolto più di 7.300 firme.
Ѐ un'iniziativa efficace anche dal punto di vista mediatico (forse il migliore), perché dà conto di quanti sono i firmatari, e quindi di qual è il supporto "di popolo" alla Correzione.

E per chi volesse aggiungere il proprio nome (se in qualche modo qualificato) ai primi firmatari della lettera, lo può fare scrivendo a: info@correctiofilialis.org 

24 commenti:

Marisa ha detto...

Io ho sottoscritto la petizione di popolo lanciata da Change.org

Matteo ha detto...

Io fatto ieri. Su su su

Anonimo ha detto...

A quanto ne so, sono stati bloccati tutti gli sms, email e messaggi vari inviati in Vaticano, attendo conferme poi passo eventuali links. no comment.

Anonimo ha detto...

Bisogna continuare a sostenere la petizione di popolo su change.org... la quota 7500 e' stata gia superata e ora si va per le 10.000 sottoscrizioni.

Se cliccate su "Firma anche tu", ci andate diretti.

Firmiamo e facciamo firmare, aiutiamo anche coloro che non avendo dimestichezza con internet, di solito anziani,
vogliono comunque sottoscrivere.

Si tratta gia di migliaia di fedeli e anche molti sacerdoti, in attesa che quei pochi rappresentanti dell'alto clero rimasti cattolici, facciano anche essi il loro dovere ristabilendo la verita', come avvenne ai tempi dell'arianesimo.

E' solo questione di tempo ormai, il resto e' in mano al Signore.

Coraggio e viva Cristo Re.

Anonimo ha detto...

Questo è quello che ci voleva! 62 firme, per quanto autorevolissime, sono poche! firmiamo e facciamo firmare diffondendo con ogni mezzo la petizione!! Dobbiamo essere milioni a farlo!!! Pro tuitione fidei!!!

Anonimo ha detto...

Anch’io. Dobbiamo (possiamo) rifirmare?.

irina ha detto...

Henri Delassus, Il problema dell'ora presente,Antagonismo tra due civiltà,Parte prima: Guerra alla Civiltà Cristiana, Classici della Tradizione Cattolica, 2014, Effedieffe

Henri Delassus, Il problema dell'ora presente, Antagonismo tra due civiltà, Parte seconda: La rinnovazione e le sue condizioni, Classici della Tradizione Cattolica, 2015, Effedieffe

Molti di voi lo conoscono, quattro punti soli segnalo qui:
1) l'intenzione di cancellare l'esistenza della Chiesa Cattolica è di secoli e secoli;
2) le tappe principali di questa marcia:Rinascimento, Riforma, Rivoluzione e l'ora presente;
3) a questo scopo non c'è stato inganno, infiltrazione che non sia stato perseguito e portato a segno;
4) la china può essere risalita: riformare se stessi; ritornare alla Verità teologica, alla Verità economica, alla Verità sociale. La riforma deve cominciare dalla riforma della famiglia.

irina ha detto...

Monsignor Livi: "Pontificato divisivo, Chiesa è allo sbando"
Monsignor Livi, intervistato da La Fede Quotidiana, parla di "pontificato divisivo" e "Chiesa allo sbando per chi si lascia sbandare". Ancora polemiche per la "correzione filiale"

Francesco Boezi - Mar, 26/09/2017 - 16:41
Il Giornale

irina ha detto...

Monsignor Livi: "Pontificato divisivo, Chiesa è allo sbando"
Monsignor Livi, intervistato da La Fede Quotidiana, parla di "pontificato divisivo" e "Chiesa allo sbando per chi si lascia sbandare". Ancora polemiche per la "correzione filiale"

Francesco Boezi - Mar, 26/09/2017 - 16:41
Il Giornale

Anonimo ha detto...

Che differenza c'è fra un papista tridentino e un papolatra modernista? Il papista (che pure ghibellinamente parlando può non essere perfetto) è in genere persona di ingegno, a cui non interessa idolatrare il papa, ma ritiene infallibile il solo magistero ex cathedra del pontefice. Il papista non rinunzia mai alla logica aristotelica e al confronto col magistero precedente, per lui è essenziale il rispetto del principio di non contraddizione. Il papolatra invece è tipo un tifoso di calcio, ha rinunciato all'uso della ragione, ritiene che il papa sia quasi la reincarnazione di Cristo e considera infallibile anche uno starnuto del papa. Ogni critica rivolta al papa, anche al di fuori del magistero, è per lui inammissibile. Se un papa dicesse cose luterane e venisse criticato da posizioni opposte, per lui il papa sarebbe nell'ortodossia e chi critica luterano (protestante). Ogni logica appare saltata. Siamo al fanatismo, ma da stadio.

Petrus LXXVII ha detto...

E' curioso l'intervento di avvenire.. dapprima si precipita nel denunciare che «le sette presunte posizioni eretiche [...] vorrebbero sembrare citazioni ma non sono tali», poiché si tratterebbe piuttosto di una «libera interpretazione dei firmatari», per poi adoperarsi nel dimostrare che Amoris laetitia esprimerebbe «il sentire diffuso del popolo di Dio [...] che è ben lontano da certe rigidità dottrinali e chiede alla Chiesa uno sguardo rinnovato di accoglienza, di comprensione e di tenerezza». In altre parole, lascia intendere che l'esortazione apostolica andrebbe interpretata proprio secondo il senso delle sette proposizioni "impropriamente virgolettate" dagli estensori della correzione filiale! Così, il teologo che scrive, prima prende le distanze dalle eresie evidenziate e poi non si rende conto di giustificare AL proprio ai sensi di quelle eresie. Sbaglio o non è stata invitata la logica in questa "arringa difensiva"?

Anonimo ha detto...


Che il Rinascimento, pur paganeggiando, volesse distruggere la Chiesa cattolica, è affermazione eccessiva. La volontà di distruggere la Chiesa cattolica compare con Lutero, Calvino, i puritani etc., per i quali il Papa era addirittura "l'Anticristo". Compare con i protestanti. Ma già gli "orientali" scismatici detestavano il Papa e Roma.
Z.

Pietro C. ha detto...

"Ma già gli "orientali" scismatici detestavano il Papa e Roma".
Per favore, informiamoci prima di parlare a vanvera.
In Oriente nessuno ha mai detestato il papa e Roma. Se ciò fosse accaduto, immediatamente avrebbero insediato un papa parallelo a Roma o in altra sede con titolo onorifico di "papa di Roma". Ciò non è mai accaduto mentre, al contrario, fino ad alcuni decenni fa un vescovo latino portava il titolo onorifico di "patriarca di Costantinopoli" (penso ad es. a mons. Anastasio Rossi).
La polemica anche nel suo momento più forte non ha mai fatto detestare Roma perché il bizantino sa che la romanità è greca ma pure latina (a santa Sofia, quando si officiava, si cantava le letture della Liturgia eucaristica in greco e in latino).
Ciò che storicamente i bizantini hanno detestato non è il papa (in quanto tale) e tanto meno Roma. E', semmai, la rivendicazione papale di Innocenzo III, le idee sostenute dal papato in quel torno di tempo e che essi non riconoscevano, giusto per fare un esempio.
Ma questo è un capitolo totalmente diverso.
Che nel nord europeo si disprezzasse la figura del papa e Roma, questo può essere ben più veritiero, visto che la latinità in quelle regioni non ha mai detto gran che...

fabriziogiudici ha detto...

Ma nel Rinascimento l'uomo dimostra di voler iniziare a marginalizzare Dio, cosa che nel pensiero medievale era sostanzialmente improponibile. Se si inizia a marginalizzare Dio, distruggere la Chiesa è solo questione di tempo.

Gederson Falcometa ha detto...

Non sense:

UNA 'DISPUTATIO' MEDIEVAL PARA "EVITAR UN NUEVO CISMA" EN LA IGLESIA CATÓLICA
Müller reta al Papa a un debate formal sobre 'Amoris Laetitia'
http://www.periodistadigital.com/religion/vaticano/2017/09/26/religion-iglesia-vaticano-dubia-correccion-filial-gerhard-muller-reta-al-papa-francisco-a-una-disputacion-formal-sobre-amoris-laetitia.shtml

Müller vuole una terza parte dal Sinodo?

Sembra non avere che capito che adesso non devono parlare i cardinali, ma il Papa. E il rimedio per tutto è sempre lo stesso:

"Según lo que ha revelado a Pentin, Müller está convencido de que, aunque el Papa merece "un respeto pleno", los críticos "honestos" también "merecen una respuesta convincente". El purpurado cree que el debate formal puede ser una manera de promover lo que la Iglesia realmente necesita en esta coyuntura: es decir, "más diálogo y confianza recíproca", en vez de "polarización y polémica"".

Più dialogo e fiducia reciproca? Curioso che lo stesso cardinale Müller poco tempo fa ha accusato il Papa di "non basare la sua autorità in una teologia competente", come se può leggere nello stesso sito:

LE AFEA QUE PIENSE QUE "LA RELIGIÓN Y LA POLÍTICA SON UNA SOLA UNIDAD"
Müller acusa al Papa de no basar su autoridad magisterial en una teología "competente"
Denuncia que se preocupa por "cuestiones de diplomacia y poder" más que por las de la fe
http://www.periodistadigital.com/religion/vaticano/2017/09/14/religion-iglesia-vaticano-gerhard-muller-acusa-al-papa-francisco-de-no-basar-su-autoridad-magisterial-en-una-teologia-competente.shtml

Come capire la posizione del cardinale Müller?

Anonimo ha detto...

ha già raccolto più di 7.300 firme.
In questo momento sono 9076. Altre 924 e si è giunti a 10.000.

Luisa ha detto...

Segnalo di Mons. Livi:

"Correzione al Papa, la verità che i lettori meritano"

http://www.lanuovabq.it/it/correzione-al-papa-la-verita-che-i-lettori-meritano

Anonimo ha detto...


# IN Oriente nessuno detestava Roma... # giudizio sul Rinascimento

Quale Oriente? L'avversione dei bizantini per la Roma Antica (cioè la Roma papale) è cosa nota, in particolare a partire dal momento dello scisma (ben prima della disgraziata IV Crociata). La vera Roma era per loro Costantinopoli, la "Nuova Roma". Quando si addivenne al superamento dello scisma con il Concilio di Firenze, non si potè applicare l'accordo "in Oriente" perché ci fu una reazione nazionale anticattolica violenta, sia a Bisanzio che in Russia, guidata dai politici e dal clero locale. L'Ortodossia era ed è appunto cristianesimo a sfondo pseudomistico inteso come religione nazionale autocefala, strettamente collegata con il potere politico. Nell'Oriente russo nacque poi il mito di Mosca Terza Roma, che si sostituiva definitivamente alle altre due, ormai da considerarsi estinte. Mosca ossia la Santa Russia (santa perché "ortodossa", santa per eufemismo) era la nuova Roma, destinata a fondare un impero mondiale.
Quando la smettiamo di propagandare un'immagine edulcorata degli scismatici orientali, bizantini o russi che siano?

# Il Rinascimento elaborò dei valori, dal culto del libero arbitrio, dell'intelligenza e della bellezza, che miravano ad esaltare non solo l'uomo ma anche l'armonia del Tutto creato da Dio. Vi si insinuarono però i noti elementi esoterici e paganeggianti nonché la tendenza all'antropocentrismo collegata con il deismo di origine neoplatonica. Diciamo che comincia ad apparirvi una deformazione del vero senso religioso, che si sarebbe alla fine volta contro la Chiesa. Le due anime che ancora ci sono nel Rinascimento si vedono in Leonardo: l'inquietante suo ritratto di san Giovanni Battista, del periodo giovanile se non erro, e all'opposto il bellissimo volto del Cristo della famosa Cena, che non credo si possa dire paganeggiante o falso.
Ma esagera mons. Delassus col presentare già il Rinascimento come parte del movimento per abbattere la Chiesa. Lutero non era certo un uomo dalla mentalità rinascimentale, già lo si vede dalla sua negazione del libero arbitrio (morbosa, perché in funzione del desiderio di aver la certezza di esser già salvo, qui ed ora - superbia nascosta di un'anima ribelle, che vuol sapere di esser subito sistemata in Paradiso, così com'`e). Z.

fabriziogiudici ha detto...

Il Rinascimento elaborò dei valori, dal culto del libero arbitrio, dell'intelligenza e della bellezza, che miravano ad esaltare non solo l'uomo ma anche l'armonia del Tutto creato da Dio.

Ma perché, nel Medioevo non avevano il culto dell'intelligenza e della bellezza? Ovviamente poi bisognerebbe ragionare su quel "culto", che certamente lei ha inteso in senso corretto. Nel Rinascimento però io vedo che diventa un vero e proprio culto a sé, sia dell'intelligenza (che porta alla superbia) che della bellezza (che porta alla lussuria) e del libero arbitrio (che porta all'errore). Mi pare che ci siano tracce più che evidenti in tal senso nello sviluppo delle arti, specialmente quelle figurative.

Non è che intendo presentare "il Rinascimento come parte del movimento...": sono ben conscio che il Rinascimento non è stato progettato da alcuno (semmai infiltrato, come ha scritto), ma è il termine con cui oggi indichiamo, a posteriori, un insieme di tendenze culturali. Quello che dico è che quelle tendenze culturali erano l'inizio del problema.

S'intende anche che non intendo disprezzare tutto ciò che di buono e di bello comunque anche il Rinascimento ha portato.

irina ha detto...

@ Z.

Il quadro di Delassus è più ampio ed argomentato, naturalmente. La spaccatura inizia con NSGC, con chi lo segue e chi no. Ho messo in evidenza il Rinascimento per segnare il momento in cui la strada, pur battuta all'interno delle Accademie, diventa manifesta a tutti attraverso l'erudizione, l'arte, la cultura. E' chiaro che, ieri come oggi, queste battaglie avvengono principalmente nel cuore degli uomini, nella stessa loro vita, nelle fasi della loro vita, come lei ha così ben esemplificato in Leonardo. Ma anche qui bisogna poi tener conto non solo degli anni in cui una persona ha operato, ma anche del paese in cui ha operato e dello specifico di quel paese in quel particolare periodo. Il mio era uno specchietto per evidenziare le grandissime linee della battaglia, nel tempo, della Chiesa. Nella storia i passaggi con date ed eventi, sono spesso strumenti di studio, i passaggi reali hanno lunghe incubazioni e lunghe conseguenze.

Anonimo ha detto...

Ecco che al sorgere di una ben distinta e ponderata iniziativa come la « Correzione filiale », ora s’incolla la solita truppa di firme inutili. Questo « petizionismo» civile già più volte divulgato col pio lemma : « supplica a...», produrrà, come al solito, un numero irrilevante d’adesioni rispetto ai milioni di cattolici. In Vaticano si temono i pochi ma autorevoli, cioè quelle personalità meritevoli di pubblica considerazione. A che serve annacquare un vino robusto? Ma che strategia è ? Fatemi capire.

Anonimo ha detto...

Un solone che non risparmia insulti e volgarità a destra e a manca pur di difendere il papa, ma che quando gli gira lo critica pesantemente anche lui, ha detto :
"Ora, le cose stanno in questi termini: lamentare che Amoris laetitia è un testo scritto male e foriero di potenziali ambiguità, è vero, ma affermare che contenga eresie sostanziali è falso; una falsità grave che rende eretici coloro che asseriscono una simile empietà."

1. La Correctio non afferma che l'AL contenga "eresie sostanziali", ma che "l’ufficio petrino, conferito alla Chiesa da Nostro Signore Gesù Cristo per il bene dell’unità della fede, è strumentalizzato al punto di aprire una strada all’eresia e allo scisma."
2. Eretici sono coloro che contraddicono o falsificano i dogmi. Come si possono definire eretici coloro che li difendono?

Anonimo ha detto...

Tra le reazioni alla "Correctio filialis" non ci sono solo i papolatri che, a corto di argomenti (evidentemente, argomentare le proprie posizioni è per loro un esercizio retorico troppo difficile) sono scesi sul piede di guerra attaccando le persone e gettando fango su di loro.
Dall'altra parte della barricata, tuttavia, ci sono i loro fratelli gemelli, i fanatici antibergogliani pronti a sparare su chi non ha firmato.
C'è già chi dice: perché nessun vescovo ha firmato (non è vero, ma comunque non importa)? E nessun cardinale?
Allora potrei replicare: perché Antonio Socci non ha firmato?
In realtà, questo è un falso argomento. Saranno o non saranno gli affaracci suoi se firma o non firma? Avrà le sue buone ragioni, e non è affare mio disquisire su ciò che fa, è libero di fare o non fare quello che vuole, senza che un branco di fanatici gli stia alle calcagna chiedendo spiegazioni che non hanno ragione d'essere...

Anonimo ha detto...

Ho firmato la petizione.

Ora come mi libero dell'invasione di Change.org ??????


Anna