domenica 20 maggio 2018

Il vescovo Schneider su un “Sillabo degli Errori” per la Chiesa moderna

Nella nostra traduzione potete leggere di seguito il testo integrale della interessante intervista - rilasciata da Mons. Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Santa Maria in Astana, a Maike Hickson di OnePeterFive - che passa in rassegna le principali questioni sul tappeto in ambito ecclesiale che coinvolgono il nostro impegno quotidiano di riaffermazione della Verità. L'intervistatrice, nel suo preambolo, considera le parole del vescovo una nuova sorta di “Sillabo degli Errori” per la Chiesa moderna, che costituisce sostanzialmente una correzione fraterna di alcune delle gravi distorsioni della Fede che continuano a circolare non corrette negli ambienti ecclesiali e tra i fedeli.

All'inizio dell'anno, i rappresentanti della Conferenza episcopale tedesca hanno proposto una benedizione delle coppie omosessuali. Quale risposta dare alla luce della dottrina cattolica?

Impartire una benedizione ad una coppia omosessuale significa benedire il peccato non solo degli atti sessuali extraconiugali, ma ciò che è ancor peggio, di atti sessuali tra persone dello stesso sesso, benedire cioè il peccato di sodomia, che è considerato da quasi tutta la storia umana e dall'intera tradizione cristiana come un peccato che grida al cielo (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1867). Perché un tale peccato urla al cielo? Perché annulla, contamina e contraddice direttamente la natura e l'ordine della sessualità umana nella mutua complementarità dei due sessi, com'è stata creata dalla infinita saggezza di Dio. Gli atti omosessuali o le relazioni omosessuali sono direttamente contro la ragione e ogni logica, e contro l'esplicita volontà di Dio.

Spunti di meditazione

Ci scrive un lettore.

Le virtù teologali sono la fede, la speranza e la carità. Si chiamano virtù teologali perché sono un dono non uno sforzo dell’uomo. È sbagliato quindi frustrarsi pensando di essere incapaci di fede, di speranza o di amore. Nessuno ci dice che ne dobbiamo essere capaci automaticamente, ci viene piuttosto detto che bisogna essere capaci di domandare e di accogliere questi doni. Liberi da quest’ansia da prestazione veniamo ricollocati con gioia davanti a un Dio che vuole darci questi tre doni. È l’intento di Gesù nel Vangelo quando dice esplicitamente: “Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre che mi ha mandato”. 
  • Quando pensi di non aver fede non perdere tempo a colpevolizzarti, domandala al Signore. 
  • Quando pensi di non avere speranza non perdere tempo a fingere di essere ottimista, domandala al Signore. 
  • Quando pensi di non avere amore, non perdere tempo nel sentirti sbagliato domandalo al Signore. 
In questo domandare Dio risponde attraverso il Figlio. Gesù è la maniera che Dio ha di donarci questi tre doni. I sacramenti sono il Figlio. Soprattutto nell’Eucarestia noi riceviamo una scorta di fede, di speranza e di carità. Riceverla però non ci assicura che la useremo.

sabato 19 maggio 2018

Abbiamo un leader. Politico e cristiano. - Danilo Quinto

A Matteo Salvini, comunque vadano a finire le trattative per formare il Governo con Luigi Di Maio (e con il Capo dello Stato, perché questo è il punto vero, come vedremo), il popolo italiano deve dire solo grazie. La sua azione - molto difficile - ha fino ad ora evitato l'ennesimo "governo tecnico" o "neutrale" (che non può esistere, in teoria e nei fatti), sul quale tutti erano sostanzialmente d'accordo e che molto probabilmente era già pronto, per rinverdire una “tradizione degli ultimi anni, che ha prodotto – a partire dal Governo Monti, il peggiore della storia del nostro Paese – scelte opposte all’espressione della volontà popolare. 
Non sappiamo quello che avverrà nei prossimi giorni. Quello che sappiamo è che Matteo Salvini si dimostra l'unico leader politico che in questo momento è in grado di servire il Paese. Dice parole chiare, libere, oneste, di verità. Parole nobili, che non si sentivano da anni. Coltiva sempre di più la “nobiltà della politica”, una “categoria” totalmente sconosciuta negli ultimi anni. I cittadini devono essergli grati per lo sforzo che sta compiendo, perché “nobiltà della politica” significa svolgere un servizio per il bene comune, mettendo da parte gli interessi e le ambizioni personali. Esiste un leader che non cambia le sue idee (sulla Russia, su Putin, sulla Siria, sull’Europa) e ad esse non rinuncia e questo è già moltissimo in un Paese abituato ai voltagabbana. Non solo. Salvini vuole realizzare le sue idee, per rispetto dei suoi elettori e di tutti i cittadini.

Lettera di un teologo per mons. Camisasca

Note filiali di riflessione per Mons. Camisasca in risposta al Comunicato stampa n. 14/2018 in data 15 maggio AD 2018. [qui]

Vogliamo richiamare alcuni punti del documento per chiarire ‘cristianamente’ le perplessità che hanno provocato, salva ovviamente la buona fede e la certa buona intenzione del Vescovo:
  1. La vicinanza di cui parla Mons. Camisasca (psicologica? pastorale?) “alle persone con orientamento omosessuale (ricordo che nel vocabolario della lobby gay, gli orientati od orientabili  sono coloro che sono in cammino verso l’omosessualità provenendo dall’eterosessualità; il gay è gay orgogliosamente da sempre e non deve essere orientato e nemmeno si definisce con orientamenti gay) affinché si sentano figli della Chiesa…” urta con la realtà dell’omossessuale in quanto l’omosessuale oggettivamente vive relazioni intime con persone dello stesso sesso. L’omossessuale è tale se avverte pulsioni verso lo stesso sesso, ma se praticando ciò che egli definisce ‘amore omo’, desidera vivere, e vive, la sessualità piena esattamente come fanno gli eterosessuali. Quindi l’omosessuale si pone materialmente non solo fuori dalla Chiesa ma, nella Scrittura e nella Tradizione, è considerato posto sotto l’anatema di Dio (cf. Lv 20, 13; Se uno ha con un uomo relazioni carnali come si hanno con una donna, ambedue hanno commesso cosa abominevole; dovranno esser messi a morte; il loro sangue ricadrà su loro…), quindi decade dalla grazia e va ricordata, ipso facto, la scomunica come medicina per l’anima in vista di una eventuale conversione per la salvezza, che implica un cambio di vita e un’adesione totale a Cristo e alla Sua volontà sotto il discernimento della Chiesa che giudica proprio ai fini della salvezza (cf. 1 Cor. 6,9-11; O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio. E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!). Proprio ai ‘figli’, la Madre Chiesa deve infliggere ammonizioni anche dolorose ma efficaci in caso di peccato oggettivamente grave, proprio in virtù dell’amore che nutre verso i suoi figli decaduti dalla grazia, orientato, questo sì orientato, al fine della loro auspicata e desiderata salvezza. Quindi la vicinanza psicologica o orientata da scelte pastorali discutibili, o per alcuni scandalose o di altro tipo, non manifesta amore, ma piuttosto, ci scusi Eccellenza, pusillanimità.

venerdì 18 maggio 2018

Nel mondo portiamo Francesco o Cristo?

La 'pubblicità Vaticana si adegua alle leggi del marketing. E deturpa la facciata della Chiesa Romana in cui è custodita la Scala Santa, quella percorsa dal Cristo Signore nel Pretorio, trasportata a Roma da Sant'Elena, madre di Costantino, nel 326. 

"Portiamo Francesco nel mondo"... Non più portiamo Cristo, ma portiamo Bergoglio?

Oltre a rivelare una forma di papolatria di certo stona anche con la Chiesa povera tra i poveri tanto conclamata...

Il card. Müller sull'omofobia e sul gender

Costanza Miriano intervista il card. Gerhard Ludwig Müller, già prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia.

Vostra Eminenza, partiamo dall’attualità: domani è la giornata mondiale contro l’omofobia. Sappiamo che la parola è stata inventata in America nel 1971, ma sappiamo anche che le persone che provano attrazione verso lo stesso sesso a volte davvero vivono nella sofferenza. Noi cristiani, chiamati ad amare tutti, come dobbiamo comportarci su questo tema?

L’omofobia, semplicemente non esiste, è chiaramente un’invenzione, uno strumento del dominio totalitario sulla mente degli altri. Al movimento omosessualista mancano gli argomenti scientifici, per questo hanno costruito un’ideologia che vuole dominare, cercando di costruire una sua realtà. E’ lo schema marxista, secondo cui non è la realtà a costruire il pensiero, ma il pensiero che costruisce la realtà. Quindi, chi non accetta questa realtà deve essere considerato malato. Come se, tra l’altro, si potesse agire sulla malattia con la polizia o con i tribunali. D’altra parte in Unione Sovietica i cristiani venivano chiusi nei manicomi: sono i mezzi dei regimi totalitari come il nazionalsocialismo e il comunismo. Oggi in Nord Corea la stessa sorte tocca a chi non accetta il pensiero dominante.

Un mondo senza fondamenti opera disgregazione intellettuale, morale, sociale

Più che mai attuale nella diagnosi. La conclusione ci rivela ciò che abbiamo perso.

Non chiedeteci qual è il "nemico", né quali vesti indossi. Esso si trova dappertutto e in mezzo a tutti; sa essere violento e subdolo. In questi ultimi secoli ha tentato di operare la disgregazione intellettuale, morale, sociale dell'unità nell'organismo misterioso di Cristo. Ha voluto la natura senza la grazia; la ragione senza la fede; la libertà senza la autorità; talvolta l'autorità senza la libertà. È un "nemico" divenuto sempre più concreto, con una spregiudicatezza che lascia ancora attoniti: Cristo sì, Chiesa no. Poi: Dio sì, Cristo no. Finalmente il grido empio: Dio è morto; anzi: Dio non è mai stato. Ed ecco il tentativo di edificare la struttura del mondo sopra fondamenti che Noi non esitiamo ad additare come principali responsabili della minaccia che incombe sulla umanità: un'economia senza Dio, un diritto senza Dio, una politica senza Dio... Il Papa deve, al suo posto, incessantemente vigilare e pregare e prodigarsi, affinché il lupo non finisca col penetrare nell'ovile per rapire e disperdere il gregge. (S.S. Pio XII - Dal "Discorso agli uomini dell'Azione Cattolica" del 12 ottobre 1952)

giovedì 17 maggio 2018

Segnalazioni dei lettori. Storie e memoria, preghiera e bellezza...

Chi può, chi sa, non smetta di insegnare le preghiere a memoria, di raccontare le storie ai bambini, di far sentire loro bei canti e di mostrare anche bei film, di far cogliere loro le bellezze e le meraviglie della natura e dell'arte.
L’alternativa è questo balbettio continuo, informe, ottuso. E quando la vita mette di fronte al vero dolore, alla vera necessità, chi è senza parole, senza storia, rimane anche senza pensiero.
Storie e memoria, insieme alla Bellezza, sono il primo vaccino, il primo strumento contro le forze del nulla, contro la schiavitù che avanza.

Ma ora facciamoli provare

Aggiornamento 17 maggio :
Il contratto di governo M5S-Lega, costituito da oltre 40 pagine e 22 punti, è stato chiuso.
Dopo le fibrillazioni di tutti gli organismi dei tecnocrati europei, della stampa estera e dei media di regime che per il popolo bue confezionano narrazioni catastrofiche e rigorosamente di parte senza contraddittorio, registriamo la preoccupazione per l'aria che tira sul Colle.
Art. 94. della Costituzione: "Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere". 
Ѐ il Parlamento che giudica e approva il programma, quindi vota o boccia un qualsiasi governo. Il Presidente della Repubblica pretende di giudicare il programma... Ѐ mica cambiata la Costituzione? È soltanto una mia impressione, ma se per una qualsiasi ragione questo governo dovesse non partire, oppure per qualsiasi ragione dovesse un giorno cadere, c'è da temere che non ci permetteranno più di votarne un altro...

Aggiornamento 12 marzo. Da La Repubblica:
Chiuso vertice a Milano, domani ricomincia. Il leader del Carroccio: "C'è ottimismo sui punti caldi come tasse, pensioni, immigrazione e rinegoziazione trattati Ue". E aggiunge: "Il conflitto di interessi non è la mia priorità". Il capo politico M5s conferma: "Discussione va avanti, ci sono ampi punti di convergenza". Nell'accordo anche il no alla chiusura dell'Ilva di Taranto. Blitz dei centri sociali sotto il Pirellone. Resta il rebus del premier.
Quanto a Mattarella e il suo elogio a Einaudi che suona come un ultimatum a M5s e Lega: "Il presidente non è un notaio. Nominare premier è fra le sue prerogative", Salvini replica: ''Einaudi? Va letto tutto: scrisse di un Paese fondato sulle autonomie''.
* * *
Ultimo giorno di trattative per il governo tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il nuovo faccia a faccia tra i due leader è fissato per le 16 di oggi a Milano. Salvini è stato coraggioso e non aveva alternative. Salvini-Di Maio hanno mostrato un ottimo tempestivo raccordo per evitare il golpe del presidente. Ora si levano boati e minacce da ogni parte: l'Italia è sotto la morsa dell'elite transnazionale europea attuale, del tutto sciolta da vincoli di appartenenza alle patrie dei vari suoi membri. Ѐ un mondo cosmopolita, legato a filo doppio con l'alta finanza, che ha corrotto i propri popoli sino al midollo.. Spero solo che i due leader guardino avanti e riescano a tener duro ai diktat del Colle e al coro degli altri boati europeisti e che nel m5s non prevalga un insano trasformismo... Vi rimando anche all'articolo pubblicato giorni fa che, nella discussione interna, riporta un ampio e interessante excursus di quel che è accaduto fino ad oggi. Aggiorno la discussione di quella pagina, ormai satura di oltre 100 commenti, partendo dalle ottime riflessioni di Marcello Veneziani riprese di seguito, per continuare a parlarne in attesa di quanto ci aspetta. (Maria Guarini)

Di un governo dei grillini penso tutto il male possibile. Non hanno alcuna idea di cosa sia governare, alcuna esperienza, alcuna storia, alcuna cultura, alcuna preparazione, non vengono da alcuna selezione, hanno vaghe idee che non so se definirle più irrealizzabili o più dannose, hanno avuto finora un potenziale distruttivo, sfascista, senza nessuna capacità costruttiva e costituente. E le prove dei loro sindaci, a cominciare da Roma, lo confermano. Credono ora che basti il Programma, gli uomini e la realtà non contano, basta scaricare l’App, accettare il Contratto e la Macchina funziona.

Il Re è nudo e le damigelle accorrono a vestirlo - Cristiano Lugli

La Diocesi di Reggio è in fiamme e da questa vicenda si è aperta una nuova breccia solcata proprio dal conservatore Massimo. Ora accade che la Diocesi si compatti e dia appoggio con commenti fumosi, accusandoci di diffamazione addirittura chi prega in riparazione [qui]. Cristiano Lugli ha voluto scrivere in modo originale la risposta riportata di seguito.

Caro don Camillo,

Devo dirle che mi imbarazza un po’ scriverle: non sono il suo Guareschi e non ho quella confidenza e autorevolezza che lui aveva per potersi rivolgere a lei.
Tuttavia, sono anche io uno della sua bassa; anche io, caro don Camillo, come lei, sono un nostalgico di quel “Mondo Piccolo” che più non è. E, quindi, ho deciso di scriverle per raccontarle di un episodio accaduto proprio oggi. Come avrà saputo, a Reggio Emilia sta accadendo di tutto: le bandiere arcobaleno si alzano dappertutto, i sodomiti, tronfi, dicono che finalmente tira un’aria nuova, che “la Chiesa finalmente è in uscita”. Insomma, reverendo, il vento ha davvero un soffio di “laetitia”, di “Amoris Laetitia” per essere più precisi.

Lei, don Camillo, forse è rimasto un po’ indietro: i compagni che lei combatteva a suon di grinta, ora si sono evoluti. Anzi, potrei persino dirle che quei gloriosi compagni non esistono più. Non se ne abbia a male se li chiamo “gloriosi”, lo dico solo perché, almeno, loro, avevano una precisa identità ed una precisa posizione. Le donzelle che invece ora albergano fra vicariati, sacri palazzi, e che hanno i poster di don Chichì in cappella privata, sono molto più fumosi. Sono, caro don Camillo, il classico esempio di tiepidezza che lei, a muso duro, ha sempre preso a randellate. Ricordo la sua processione con il Crocifisso: era solo, abbandonato da tutti, ma aveva Cristo. Chi ora occupa i ruoli della Chiesa, invece, ha tanta compagnia ma è senza Cristo, cioè è senza Fede.

mercoledì 16 maggio 2018

Firenze irriconoscibile: Il prete si arrende alla violenza chiesa ostaggio dei maghrebini

Quo usque tandem, fino a quando?

Rissa davanti a Sant'Ambrogio, don Guarnieri ai politici: "Sono dieci anni buttati, questi criminali occupano tutto"
Ci sono lo spaccio, la rivalità tra bande, i bivacchi, le risse dove le bottiglie di vetro diventano armi affilate.
Come è successo giovedì sera, poco dopo l'ora di cena, nel centralissimo quartiere Sant'Ambrogio di Firenze, quando c'è voluto l'intervento di tre volanti per ripristinare la legalità e liberare il rione da un gruppo di nordafricani irregolari che si malmenavano sotto gli occhi terrorizzati di cittadini e turisti.

In uno dei video registrati dai passanti e pubblicato dal Corriere Fiorentino, si vedono gli stranieri affrontarsi sul sagrato della chiesa con calci, pugni e bottigliate in testa. Di quella serata infernale restano oggi quattro arresti - due marocchini, un tunisino e un senegalese, tutti irregolari - e due poliziotti rimasti lievemente contusi durante il fermo. Ma resta soprattutto, e le tracce di sangue sulle scale della parrocchia ne sono il simbolo, un quartiere esasperato dal degrado. E un parroco, don Carlo Guarnieri, stremato da anni di battaglie per tentare inutilmente di ripristinare il decoro almeno di fuori dalla chiesa.

Avrò cura di te. Custodire la vita per costruire il futuro - Padre Serafino Lanzetta

Come si è ridotto a vivere e a morire l’uomo del nostro tempo? Non ha più diritto a nascere e non ha più nemmeno la libertà di vivere?
La menzogna e l'autodeterminazione sono diventati i pilastri di questa civiltà che, chiudendosi a Dio e alle verità prime, si incammina sulla via dell'autodistruzione. Abbandonato Dio, l’uomo è in balia del grande Tentatore, che si contorna di depravazione, corruzione e dissolutezza, lasciando e annientando le sue vittime nel caos e nella disperazione. Dove «si andrà se continua a predominare il soddisfacimento di sé, la ricerca di sé e del proprio appagamento, checché ne deriva agli altri e soprattutto ai più indifesi come i bambini?», una cultura simile genera una «guerra tra il soddisfacimento senza futuro e la voglia di vivere per soddisfarmi ancora. Una divisione interna alla persona è alla radice d’ogni altra oppressione» (pp. 21-22), parole forti, audaci, e sapienti che incontriamo scorrendo l'opera di Padre Serafino Lanzetta in onore del valore della vita, dal titolo Avrò cura di te. Custodire la vita per costruire il futuro

La deriva è l'aver cacciato Dio dalla nostra società. Chiudersi a Dio comporta chiudersi alle verità prime della vita ai suoi beni fondanti. La vita senza i beni che la fondano non c'è, è un'apparenza, un arbitrio. Oggi l'Europa, il mondo, vive in questo arbitrio. Quale diritto sarà veramente garantito all'uomo quando viene calpestato quello primissimo di esserci in questo mondo?  In nome di cosa siamo persone libere?
La vita non è un diritto, è un dono perché la vita non è un diritto è un dono. Un figlio 'fabbricato' perché il genitore lo voleva a tutti i costi, in un clima vitale di questo tipo come si misurerà con la libertà , cosa sarà per lui scegliere nella libertà, avrà un concetto di gratuità di dono? Se questa verità si allarga, il primato della libertà finisce con l'essere calpestato dal primato dell'autodeterminazione. A questo dobbiamo ribellarci con la santa battaglia che ci sottrae dalla condizione di squallore in cui siamo precipitati.

martedì 15 maggio 2018

Colpo di scena a Reggio Emilia: il vescovo partecipa alla veglia anti-omofobia!

L'omosessualismo all'interno della Chiesa.

Dopo le fomentate polemiche sulla “veglia anti-omofobia” [qui - qui] prevista per il 20 maggio nella parrocchia di Regina Pacis, il vescovo Massimo Camisasca - non attraverso la Diocesi o l’uffficio stampa diocesano, ma attraverso il sito di GayNews (Dopo Beschi a Bergamo e Lorefice a Palermo colpo di scena a Reggio Emilia: il vescovo Camisasca presiederà la veglia anti-omofobia), evidentemente nuovo canale informativo del Monsignore - ha annunciato che sarà lui stesso a presiedere la veglia omoeretica.
Reggio-Emilia si rivela la Diocesi più Gay-Friendly d’Italia, uno scandalo appoggiato dal Pastore Maximo che, peraltro, si adegua alla locandina arcobaleno già modificata per il grande evento (qui).
Il Gruppo di preghiera 20 maggio grida “VERGOGNA!” e invita tutti i fedeli, ora più che mai, a partecipare alla Veglia di riparazione sotto al Vescovado, domenica 20 maggio alle ore 21:00.

Mons. Georg Gänswein: presentazione del volume di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI «Liberare la libertà. Fede e politica nel terzo millennio”

Intervento di S.E. Mons. Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia e Segretario Personale del Papa emerito Benedetto XVI, alla presentazione del volume di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI «Liberare la libertà. Fede e politica nel terzo millennio” (Edizioni Cantagalli, 2018).
[qui l'intervento di Mons. Crepaldi]
Con un testo inedito del Papa Emerito
Prefazione di Sua Santità Papa Francesco
A cura di Pierluca Azzaro e Carlos Granados

(Roma, Senato della Repubblica, Sala Zuccari, 11 maggio 2018)
Prima di diventare Papa Benedetto XVI,Joseph Ratzinger crebbe tedesco, forse ancor di più bavarese. E tuttavia, per origini familiari, da bambino il suo sguardo sempre si volse al Salisburghese, all’Austria, avendo davanti agli occhi la cultura dell’antica Casa d’Asburgo, forse pensando anche a sua nonna originaria del Sudtirolo, oggi Italia. Gli attraversamenti di frontiera caratterizzano la sua vita, sempre sullo sfondo dell’orizzonte infinito della cattolicità. Dunque, sin dalla sua fanciullezza, la sua patria politica fu rappresentata non da frontiere, ma dall’Occidente nella sua interezza, e perfino nei giorni in cui la furia scatenata del totalitarismo tentò di precipitare il nostro continente nell’abisso.

Così non c’è da meravigliarsi che ben presto l’Europa divenne la passione politica del giovane studioso. E perciò nemmeno sorprende che il giovane Joseph Ratzinger fu affascinato da Konrad Adenauer e dalla politica risoluta con la quale il primo cancelliere della Germania del dopoguerra – contro tutte le lusinghe e le promesse dell’Unione Sovietica e dopo la «cesura di civiltà» della Germania sotto i nazionalsocialisti – impose nuovamente l’ancoraggio della nuova Repubblica Federale al sistema di valori liberale, proprio della storia giudaico-cristiana e dell’Occidente latino-occidentale.

Il Vescovo di Ratisbona Rudolf Voderholzer: “ciò che tocca la fede non può essere soggetto a votazione”

Edward Pentin sul National Catholic Register. riporta la posizione assunta dal Vescovo di Ratisbona. Nei link inseriti potete trovare tutti i riferimenti ai precedenti.

Il vescovo Rudolf Voderholzer di Ratisbona ha sottolineato che il dibattito sulla intercomunione [«ospitalità eucaristica»] in Germania è una questione di dottrina che richiede l’unanimità della Chiesa universale se deve andare avanti.

Nei suoi primi commenti pubblici dopo l’incontro a Roma per discutere la proposta dei vescovi tedeschi di consentire la Santa Comunione per i coniugi protestanti in alcuni casi, il vescovo ha detto ai fedeli a Ratisbona il 9 maggio che raggiungere l’unanimità sulla questione “non sarà facile da realizzare” perché “la comunione ecclesiale trascende i confini della Chiesa in Germania”.

Tre quarti dei vescovi tedeschi hanno votato a febbraio a favore della bozza di proposta [qui], che vogliono offrire come “dispensa pastorale”, ma sette vescovi tedeschi, tra cui il vescovo Voderholzer e il cardinale Rainer Woelki di Colonia [qui], si sono opposti, sostenendo principalmente che essa tocca “la fede e l’unità della Chiesa” e quindi non dovrebbe essere “soggetta a votazione“.

lunedì 14 maggio 2018

Bergamo. La Curia tifa Pride e stoppa la veglia di riparazione

A Bergamo una forte pressione della curia stoppa la preghiera di riparazione che si sarebbe dovuta tenere in chiesa dopo il primo Gay Pride orobico. Ripiegheranno con un Rosario, ma non c'è da stupirsi dato che la stessa diocesi ha collaborato con l'organizzazione dell'evento per non farlo coincidere con l'arrivo delle spoglie del Papa Buono. Invece di condannare l'evento, si è cercato di scendere a patti con i promotori. A farne le spese, come al solito i fedeli che volevano soltanto pregare per un evento pubblico che rimane scandaloso.
Anche a Bergamo, come a Reggio Emilia, una veglia di riparazione per il Gay Pride viene bersagliata di critiche. Ma non sono solo gli attacchi che provengono dal mondo arcobaleno, bensì dalle stesse gerarchie ecclesiastiche che in un modo quanto mai “sotterraneo” hanno costretto gli organizzatori a riparare la riparazione.
Infatti, per quella veglia di riparazione con adorazione eucaristica, prevista per il 21 maggio, dopo il primo carosello gaio nella storia della città orobica gli organizzatori avevamo opzionato la chiesa dei Frati cappuccini di Bergamo. E a questi, promotore il Circolo del Popolo della famiglia di Seriate, si erano aggiunte anche diverse sigle della realtà cattolica locale: il Movimento per la vita della val Cavallina, Intercomunione Bergamo/Brescia, i circoli de "La Croce" di Bergamo, il Movimento "Preghiera delle mamme” più molti altri fedeli in ordine sparso raggiunti con i canali social.

Papa Ratzinger, il manifesto pro-Matteo Salvini. Socci: uno schiaffo a Bergoglio e alla sinistra

Antonio Socci, nell'articolo che segue, pubblicato su Libero, sottolinea le convergenze tra il nuovo libro di Ratzinger e le istanze che hanno determinato il risveglio rappresentato dalla destra nei confronti dell’attuale Europa la cui tecnocrazia cerca di imporre un pensiero unico positivista che però provoca il suicidio della civiltà che l'ha forgiata.

Si può dire che, insieme alla Costituzione e al Vangelo, alla prossima manifestazione Salvini può sventolare il nuovo libro di Benedetto XVI, una grande riflessione politica.
Un paio di anni fa Matteo Salvini – a Pontida – elogiò la maglietta dove stava scritto “Il mio papa è Benedetto XVI”. Lo fece in implicita polemica con il migrazionismo di Bergoglio.
Salvini ricordò l’insegnamento di papa Ratzinger e Giovanni Paolo II secondo cui prima del diritto di emigrare, va riaffermato il diritto di non emigrare. E va difesa l’identità dei popoli.
Ma molto più vasta di questo particolare tema è la sovrapposizione fra le battaglie politiche della sua Lega e l’insegnamento di Benedetto XVI (e di Giovanni Paolo II).
Lo mostra clamorosamente l’ultimo libro appena uscito del papa emerito, “Liberare la libertà. Fede e politica nel terzo millennio” (Cantagalli).Va premesso che è un libro ricchissimo di riflessioni e spunti che immediatamente ci ricorda il fascino e la vastità del pensiero di Ratzinger.
Un pensiero che giganteggia se confrontato con la miseria e la superficialità conformista dello zoppicante eloquio bergogliano, il quale non va oltre i banali slogan “politically correct” graditi dai padroni del vapore.
In questa sede perciò non proverò nemmeno a riassumere le tante e meravigliose pagine di Benedetto XVI che spaziano da Kant a Solzenicyn, dal primato della coscienza a Sacharov, da Popper a Sartre, dalla meditazione sulla musica di Bach per la Passione di Cristo in relazione al “Venerdì Santo del XX secolo” alla concezione dello Stato dei primi cristiani, dal crocifisso di Grünewald (il celebre Altare di Isenheim) a Marx e Lenin.

Mons. Crepaldi in Senato: “Senza il riferimento al Creatore, l’ordine naturale si indebolisce e poco a poco viene perso di vista”

Liberare la libertà. Fede e politica nel terzo millennio (Cantagalli, Siena 2018, il nuovo volume di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI, è stato presentato a Roma, venerdì 11 maggio, con inizio alle ore 18, presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani. Dopo un indirizzo di saluto del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, sono intervenuti: l’arcivescovo Georg Gänswein, prefetto della Casa Pontificia e segretario particolare del Papa emerito, il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, l’arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi.
L’incontro è stato moderato dar Pierluca Azzaro, curatore del volume, che contiene una prefazione di Papa Francesco e un testo inedito del Papa emerito Benedetto XVI.
Pubblichiamo di seguito il testo integrale dell’intervento dell’Arcivescovo Giampaolo Crepaldi.
* * *

Nel libro che abbiamo l’onore di presentare oggi convergono tre Pontefici e questo lo rende veramente singolare e di grande interesse. Ci sono alcuni testi scelti del teologo Joseph Ratzinger, insieme ad alcuni suoi insegnamenti espressi durante il suo Pontificato. C’è la prefazione di Papa Francesco. E c’è anche un rinvio, implicito, a san Giovanni Paolo II. Infatti, il titolo “Liberare la libertà” del volume è ripreso dal paragrafo 86 della Veritatis splendor ed esprime il senso e gli intenti dell’intera enciclica sulla morale. Questa “convergenza” è, come dicevo, di grande interesse perché segna la continuità e nello stesso tempo la novità – la novità nella continuità, si potrebbe dire – degli insegnamenti della Chiesa sul tema dei rapporti tra la fede e la politica.

domenica 13 maggio 2018

19 maggio Marcia per la vita. Santa Messa - Raduno. 18 maggio Adorazione

Sabato 19 maggio si terrà a Roma l’VIII edizione della Marcia per la Vita. Ritrovo in Piazza della Repubblica (piazza Esedra) - ore 14:30. 
Il CNSP promuove, come avviene ormai da diversi anni, la celebrazione di una S. Messa, che sarà offerta da Mons. Marco Agostini, in suffragio di Mario Palmaro, alle h. 12 dello stesso 19 maggio presso la Basilica di S. Vitale, in via Nazionale, n. 194/b [mappa]; il servizio liturgico sarà a cura dell’ICRSS. Le offerte raccolte durante la S. Messa saranno devolute all’Associazione S. Giuseppe, che assiste la Famiglia Palmaro dopo la prematura scomparsa del grande e indimenticato scrittore. Dalla Basilica di S. Vitale si raggiunge poi in pochi minuti il punto di partenza della Marcia.
Alla vigilia della Marcia, venerdì 18 maggio, dalle h. 20 alle h. 21,30, si terrà l’ugualmente consueta Adorazione Eucaristica per la vita, che quest’anno avrà luogo nella chiesa di S. Maria in Campitelli, in piazza di Campitelli, 9 [mappa]. Tutti a Roma, dunque, in difesa della vita!
Ulteriori informazioni qui.

Guareschi, l’eretico della risata - Danilo Quinto

Corrado Gnerre, sposato e padre di cinque figli, filosofo e teologo, docente universitario, fondatore del sito web “Il Cammino dei Tre Sentieri”, autore di numerose pubblicazioni di carattere apologetico, ha dato alle stampe in questi giorni, per le edizioni Mipep-Docete, un libro prezioso, intitolato “Ridateci Don Camillo!”, con sottotitolo: “Giovannino Guareschi, filosofo, teologo… e profeta”.
“Prezioso”, per molte ragioni. Prima fra tutte, perché contribuisce a far comprendere la grandezza dello scrittore e dell’uomo Giovannino Guareschi. Il compianto arcivescovo emerito di Bologna, il cardinale Carlo Caffarra, definì Guareschi «il più grande scrittore cattolico italiano del secolo scorso». Mai giudizio fu più appropriato. Non solo perché Guareschi è tra gli scrittori italiani più tradotti e apprezzati al mondo, non solo perché scrive riuscendo a parlare alla ragione, ma anche al “cuore” dei suoi lettori – cosa molto rara - ma perché l’intera sua produzione letteraria è permeata dall’unico criterio che un cattolico deve usare per rendere non vana la sua vita: la proclamazione della Verità, che è ancoraggio all’ordine naturale, e quindi divino, delle cose. 

sabato 12 maggio 2018

Verso la 'normalizzazione'.... Quale?

Segnalazioni dei lettori:
Eccola la radio super massona con obiettivo la normalizzazione del popolo pecora secondo i dettami del New World Order. Compra un'intera pagina di giornale e viene mandata in onda dopo la pubblicità su una TV nazionale, per dire a tutti i "normali" che si devono accoppiare con gli immigrati che stanno importando.
Obiettivo la distruzione della razza e dell'identità di popolo!

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Il potere dei segni

« In effetti quella che ora prende il nome di religione cristiana, esisteva già in antico
e non fu assente neppure all’origine del genere umano, finché venne Cristo nella carne.
Fu allora che la vera religione, che già esisteva, incominciò ad essere chiamata cristiana
. »
S. Agostino

by Canone occidentale
La forza prorompente del simbolo è quella di poter rimandare dal visibile all’invisibile, dal materiale allo spirituale. Tutto il mondo è “segno” del suo Creatore. In ogni fibra umana c’è traccia della Sua impronta. Talora sporcata e confusa, ma sempre un’impronta di Dio.
Ciò che il mondo sa, che sente istintivamente, forse senza neppure bisogno di doverselo spiegare, è che nel simbolo cristiano c’è una forza, un rimando talmente potente al mistero di Dio, che è davvero l’unico che possa dirsi efficace, in senso diretto o invertito. Per salire o per scendere.
Nella Messa tradizionale l’intero cosmo è presente e partecipe della salvezza che ci viene dal sacrificio di Cristo: il sole, il fuoco, l’acqua, l’olio, la cenere, l’oro, il pane, il vino, l’agnello, le stelle, i secoli, gli uomini e gli angeli… tutto è presente e salvato in Cristo.

venerdì 11 maggio 2018

2 giugno. Secondo pellegrinaggio al Colle don Bosco con S. Messa solenne in Rito Romano Antico

Visto il buon esito dell'anno scorso, anche quest'anno abbiamo ideato una giornata di pellegrinaggio al Colle Don Bosco, dove sarà celebrata la Santa Messa nella forma straordinaria del Rito Romano come da locandina a fianco (che potete leggere nei dettagli cliccando sull'immagine per ingrandirla).

Sarà un’ottima occasione per ritrovarci insieme con tutti i coetus, in particolare quelli del Piemonte e della Liguria, e i singoli che condividono il comune apprezzamento per l'antica liturgia della Chiesa -ut unum sint!- per lodare Dio e testimoniare la nostra fede.

Vi aspettiamo numerosi con affetto fraterno,
in Christo et Maria.

Una settimana internazionale a Roma in difesa della vita

La metà di maggio vedrà una settimana internazionale a Roma in difesa della Vita. Il 17 maggio si aprirà alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (Angelicum), il IV Rome Life Forum promosso da Voice of the Family, una coalizione che raccoglie le principali associazioni pro-life di tutto il mondo [qui].

Oltre cento saranno i leader pro-life che discuteranno per due giorni all’Angelicum sul tema Vera e falsa coscienza. Ma la novità quest’anno è che l’incontro sarà aperto al pubblico e vedrà la partecipazione di tutti coloro che sono interessati alle importanti tematiche che saranno dibattute.
Dopo la Santa Messa e la registrazione dei partecipanti, il convegno sarà aperto alle ore 10 dal Rettore dell’Angelicum, padre Michal Paluch. Nella mattinata interverranno quindi il teologo domenicano padre Thomas Crean, la prof.ssa Isobel Camp, docente all’Angelicum, e il presidente della Society for the Protection of the Unborn Children, John Smeaton.

L'omosessualismo all'interno della Chiesa - Cristiano Lugli

Lo so, mi direte che è un disco già sentito. Mi direte che ci sono tantissime altre realtà simili in tutta Italia a cui dover prestare attenzione. 
Avete ragione, tuttavia vi dirò che Reggio-Emilia assume un significato particolare. In primo luogo per la Processione di portata nazionale che c’è stata l’anno scorso [qui - qui], in riparazione dell’ignominioso Remilia Pride consumatosi fra le vie e le piazze reggiane; in secondo luogo per una posizione decisamente ambigua portata avanti dalla diocesi in questi anni in cui alcuni punti nevralgici sono stati scoperti. Non voglio però parlare di questo perché non mi compete ora come ora.
Come saprete, a Reggio-Emilia le cosiddette “veglie anti-omo-transfobia” non sono una novità: già l’anno scorso ve ne fu una, che in un certo senso inaugurò il ciclo di incontri di apertura al gay pride. Purtroppo ci arrivammo tardi e sempre purtroppo, nonostante la mail bombing che fu organizzata mirando alla segreteria del vescovo per chiedere un suo intervento, non ottenne riscontro. Ci fu detto che le mail dei reggiani erano troppo poche, e altresì che quasi tutte si assomigliavano. Cosa volesse dire questo, onestamente, debbo ancora capirlo. Ma andiamo oltre, venendo ad oggi. 

Venerdì 11 maggio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui.

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica totalmente il Santo Sacrificio, con annesse catechesi dei protestanti nelle nostre Chiese. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso rivoluzionari orizzonti inesplorati fuori dalla Via maestra.
Preghiamo per come viene contristato il Signore nel nostro Paese e nel degrado ingravescente che lo attanaglia e per tutti i problemi in attesa di soluzione in un agone politico esasperato e attraversato da molte dinamiche contrapposte.
Invochiamo Cristo Signore che ci ha ammonito che “ senza di Lui non possiamo fare nulla ” (cfr. Gv 15, 5) e chiediamo l'intercessione della Vergine, Madre Sua e nostra, perché voglia stornare tutti i pericoli, i mali e le insidie in tutti gli ambiti del vivere civile e religioso dove Lui possa tornare a regnare. Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa.

giovedì 10 maggio 2018

Democrazia svilita, uno spettacolo penoso - Mons. Luigi Negri

Riporto all'attenzione questo articolo pubblicato giorni fa che, nella discussione interna, riporta l'excursus interessante di quel che è accaduto fino ad oggi in attesa di quanto ci aspetta nei prossimi giorni.

“Mattarella vuole un governo di tregua affidato a un tecnico”.
Cioè un colpo di Stato finanziario (Diego Fusaro)
Le vicende che sono seguite alle ultime elezioni del 4 marzo mostrano tutta la gravità della situazione. Abbiamo assistito a una serie di interventi di personaggi che - tutti sul presupposto di vittorie elettorali il più delle volte inesistenti - esprimono il desiderio di sedersi a Palazzo Chigi e di assumere la funzione di presidente del Consiglio. Una girandola di personaggi chiusi nel loro desiderio di gestire il potere a cui finalmente sono arrivati. Parlo soprattutto delle nuove formazioni politiche che sono quanto di peggio il Paese abbia potuto veder nascere. 

Gloria a Dio perché sia pace in terra. Un inedito di papa Benedetto

Il libro sarà in vendita dal 10 maggio, ma Settimo Cielo ne anticipa qui le pagine più nuove e più attese: un testo di Joseph Ratzinger che porta la data del 29 settembre 2014 e non è stato mai pubblicato prima d'ora, sulla questione capitale del fondamento dei diritti umani, i quali – scrive – o sono ancorati nella fede nel Dio creatore, o non sono.
È un testo di chiarezza cristallina, che Ratzinger ha scritto nel suo ritiro vaticano, un anno e mezzo dopo le sue dimissioni da papa, a commento di un libro – edito poi nel 2015 col titolo definitivo "Diritti umani e cristianesimo. La Chiesa alla prova delle modernità" – del suo amico Marcello Pera, filosofo di scuola liberale, già presidente del senato italiano.
In questo suo commento, il "papa emerito" analizza l'irrompere dei diritti umani nel pensiero laico e cristiano della seconda metà del Novecento, in alternativa alle dittature totalitarie di ogni tipo, atee o islamiche. E spiega perché "nella mia predicazione e nei miei scritti ho sempre affermato la centralità della questione di Dio".
Il motivo è appunto quello di assicurare ai diritti umani il loro fondamento di verità, senza il quale i diritti si moltiplicano ma anche si autodistruggono e l'uomo finisce col negare se stesso.
Il volume nel quale sta per uscire questo scritto, assieme ad altri testi di Ratzinger sul nesso tra fede e politica, è edito in Italia da Cantagalli: 
Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, "Liberare la libertà. Fede e politica nel terzo millennio", a cura di Pierluca Azzaro e Carlos Granados, prefazione di papa Francesco, Cantagalli, Siena, 2018, pp. 208, euro 18.

Voto sull'aborto in Irlanda

Richiesta di pubbliche preghiere  perché vinca il NO al referendum irlandese del 25 maggio prossimo, che vuole istituire il libero aborto. 

La costituzione della Repubblica d’Irlanda, in vigore dal 29 dicembre 1937, contiene molti emendamenti, trentacinque. L’Ottavo Emendamento fu introdotto con legge del 7 ottobre 1983.  Nella Costituzione si trova all’art. 40.3.3:
“Lo Stato riconosce il diritto alla vita del [bambino] non nato. Tenendo nel debito riguardo il pari diritto alla vita della madre, garantisce con le  leggi di rispettare questo diritto e, per quanto possibile, di difenderlo e imporne l’osservanza – [The State ackowledges the right to life of the unborn and, with due regard to the equal right to life of the mother, guarantees in its laws to respect, and, as far as practicable, by its laws to defend and vindicate that right]”.

mercoledì 9 maggio 2018

Uno scandalo che non lascia spazio a commenti, sintomo di una diocesi oramai senza governo.

Don Cugini, parroco di Regina Pacis a Reggio-Emilia, dopo le polemiche sulla veglia “anti-omotransfobia” ha deciso di rilasciare un’intervista per il sito “Gaynews”
Uno scandalo che non lascia spazio a commenti, sintomo di una diocesi oramai senza governo. 
Riportiamo integralmente l’intervista di don Cugini, curata e integrata all’interno di un articolo di Francesco Lepore [qui
Da notare particolarmente il discorso sulla castità che fa don Cugini, clamorosamente contro il Catechismo e irrisorio verso la vita di tutto il clero.
Una vergogna senza precedenti storici nella diocesi di Reggio-Emilia. (Cristiano Lugli)

Don Paolo, com’è nata l’idea di una veglia per superare l’omofobia e la transfobia?

Organizzata per la prima volta lo scorso anno in occasione della Giornata mondiale contro l’omotransfobia, la veglia è stata voluta quale momento forte di preghiera e condivisione alcuni mesi dopo la costituzione in parrocchia del Gruppo di Cristiani Lgbt. È stata fortemente osteggiata al pari di ogni attività connessa al Gruppo.

Lettera del Card. Willem Eijk. «Il Papa non può ammettere l'intercomunione»

Della questione ho parlato qui, con accenno alla posizione del card. Robert Sarah e numerosi rimandi al contesto ed alle riflessioni che si impongono. Ora abbiamo la posizione ufficiale del card. Willem Jacobus Eijk (che già si era espresso: qui - qui), chiara, netta e autorevole.

La Conferenza Episcopale Tedesca ha votato a grande maggioranza [qui] a favore di direttive che implicano che un protestante sposato con un cattolico possa ricevere l’Eucaristia dopo aver soddisfatto una serie di condizioni: deve aver effettuato un esame di coscienza con un sacerdote o con un’altra persona con responsabilità pastorali; deve aver affermato la fede della Chiesa Cattolica, oltre ad aver “desiderato di porre fine a “gravi disagi spirituali” e deve avere un “desiderio di soddisfare la brama per l’Eucaristia”.

Sette membri della Conferenza Episcopale Tedesca hanno votato contro queste direttive [qui] e hanno chiesto il parere di alcuni dicasteri della Curia Romana. La conseguenza è stata l'invio di una delegazione della Conferenza Episcopale Tedesca che ha parlato a Roma con una delegazione della Curia Romana, fra cui il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.

La Solenne Celebrazione in memoria del Miracolo Eucaristico di Ferrara del 1171

Domenica 6 maggio, alle ore 18, è stato celebrato il 500° anniversario della consacrazione dell’altare della Basilica Canonicale di S. Maria in Vado in Ferrara, che ingloba per volontà della Famiglia d’Este la cappella dove, di fronte all’icona bizantina risalente al V secolo della Madonna detta “di Costantinopoli”, si verificò il Miracolo Eucaristico del Prodigioso Sangue della Pasqua del 1171, quando dall’Ostia spezzata dal canonico Pietro da Verona – che dubitava della Presenza Reale -  sprizzò un’imponente flusso del Sangue Preziosissimo del Nostro Signore e Redentore Gesù Cristo  che tuttora è visibile sulla volticina.

Pride 2018: Lugano è "arcobaleno"? No, il vero arcobaleno è tutt'altro. Perciò preghiamo in riparazione... e scopriamo che qualcuno ci stava anticipando

L’arcobaleno, uno dei fenomeni naturali più affascinanti del Creato, il simbolo per eccellenza dell’unione tra il Cielo e la terra, da chi è stato platealmente stravolto, anzi usurpato? Proprio da chi ha fatto strame della Legge Naturale dell’Onnipotente, il Creatore dei cieli e della terra e di ogni cosa dell’universo, dell’uomo e della donna con la loro meravigliosa diversità sessuale mirabilmente ordinata alla procreazione. Quest'altro marchio farlocco di “arcobaleno”, presentato nel titolo sul sito web della città per lanciare l’evento, evoca invece tutt’altro: non è che un incongruo simulacro evidenziante appunto non l’unione bensì la frattura tra Cieli e terra, tra Dio e l’uomo.

Ed ecco così che per la prima volta, dopo le lodevoli reticenze degli scorsi anni che un po' facevano ben sperare, ora pure a Lugano, con la collaborazione economicamente iperinteressata delle autorità locali, facendo scaltra leva sullo sfruttamento delle notevoli potenzialità paesaggistiche e turistiche della regione, l'amena città sul golfo sarà teatro per quasi una settimana di una varietà di manifestazioni improntate ai rapporti contro natura e snaturati addentellati, con perfino esplicito invito alle famiglie (da parte dell’ente organizzatore) di portare i loro figlioletti, evidentemente affinché già fin dalla tenera età e in modo molto tangibile e socialmente integrante possano essere iniziati alla sconsiderata ideologia omosessualista: un vero e proprio attentato all’innocenza dell'infanzia, con l’avvallo compiacente dell’amministrazione comunale. Appunto nel tipico ormai super-collaudato clima di godereccio orgoglioso festino, così da inneggiare tutti insieme appassionatamente a distorti concetti di "solidarietà", "accoglienza" e a sbandierati presunti “diritti umani”.

martedì 8 maggio 2018

Roma 9 giugno. Processione in riparazione del Gay Pride

Il Comitato San Filippo Neri è un Comitato composto da cattolici (senza ulteriori aggettivi). Dissociandosi pubblicamente dalla vergognosa sfilata politica organizzata dai militanti dei circoli omosessualisti, conferma per il 9 giugno la Processione in riparazione dello scandalo che oltraggerà, con la desolante complicità delle istituzioni, la Città Eterna. Essendo il Gay Pride una pubblica apologia del peccato contro natura, esso richiede una risposta altrettanto pubblica volta a consolare l’afflitto Cuore di Gesù dalle ignominie esecrande che si compiranno quel giorno in odio a Lui, alla Chiesa e alla semplice ragione.
  1. La volontà di riparare alla provocatoria sfilata organizzata dai circoli LGBT non è mossa dall’emotività o dalle singole opinioni dei suoi aderenti, ma dall’inequivocabile Dottrina della Chiesa compendiata nel Catechismo. 
  2. Il Comitato ha già ricevuto il supporto di diverse realtà cattoliche come Radio Spada, Militia Christi, Comitato Beata Giovanna Scopelli, Chiesa e post-concilio, Confederazione Triarii, e altri se ne stanno aggiungendo. 
  3. Riguardo i rapporti con la stampa, sono in fase di designazione alcuni portavoce, che saranno gli unici titolati a parlare in nome e per conto del Comitato San Filippo Neri. Ogni dichiarazione di altri membri o simpatizzanti andrà considerata a titolo esclusivamente personale. 
  4. La Processione è un atto liturgico, non una manifestazione politica. Sono sgradite e vietate sin da ora bandiere di gruppi politici, ideologiche, striscioni e tutto ciò che non sarebbe attinente una iniziativa di pubblica preghiera che, sottolineiamo nuovamente, è un atto religioso e non politico.
Ringraziamo per l’attenzione e porgiamo un cordiale saluto, in Cristo Re e Maria Regina.
Roma, 07/05/2018 - Comitato San Filippo Neri

Il Vaticano nel tempo di un Pietro elusivo. Il caso-papa

Su Stilum Curiae il punto sui più recenti eventi ecclesiali.

Nelle ultime settimane è emersa con evidenza l’incapacità – o la non volontà – del Pontefice regnante di assolvere al suo compito primario: e cioè quello di dare risposte precise a questioni precise e non secondarie per la guida della Chiesa. È emerso anche che proprio le Chiese locali che lo hanno appoggiato e aiutato a raggiungere il soglio di Pietro sono quelle gli stanno procurando i guai maggiori. Cominciamo da quella che è stata, e resta, forse la peggior figura di questo pontificato. Il caso degli abusi sessuali in Cile, le imprecisioni (per non dire bugie) pronunciate, l’appoggio incredibile al vescovo Barros, e il tentativo di recupero mediatico con grande gesti, lettere, ammissioni per dimostrare che il Capo c’è, ed è in grado di amministrare comprensione e risolvere i problemi. In favore di media, ma c’è. Resta il fatto che i suoi uomini, quelli che lo hanno aiutato e/o che ha promosso, Errazuriz e Ezzati sono fortemente implicati in un caso che ha devastato la credibilità della Chiesa cilena.

Assalto dei lupi al gregge - Danilo Quinto

Per comprendere la situazione senza precedenti in cui si trova la Chiesa, si deve andare in profondità e risalire al XVI secolo, alla figura di Jan Amos Kominsky detto Comenius (1592-1670). Discendente da una famiglia della setta protestante anti-trinitaria dei Fratelli Boemi, divenne membro dei Rosacroce, una setta segreta, panteistica, di derivazione cabalistica, protestantica e madre della massoneria. Ebbe come padre spirituale Johann Valentin Andreae (1586–1654), uno dei fondatori dei Rosacroce, che lo elesse come suo successore nell’opera di espansione della sinarchia mondialista anti-cattolica romana. «Comenius» - come scrive Don Curzio Nitoglia (2015) in “Nuovo dis-ordine europeo”, (qui) - «voleva unificare a livello mondiale l’istruzione scolastica; coordinare i governi nazionali in un’istituzione super-nazionale; riunire pan-ecumenicamente le chiese cristiane e le religioni a-cristiane all’insegna di un “cristianesimo” (di nome) pluralista, relativista, tollerante e modernistico. (…). Nel suo scritto “Consultatio de rerum humanarum emendazione, pars VI, Panorthosia (Amsterdam, 1644), annunzia il piano sinarchico della distruzione della Chiesa romana e del Papato ad opera dei popoli nordici, ossia luterani e di quelli islamici ottomani, passando prima attraverso la dissoluzione del S. Impero Romano Austriaco (v. 1a guerra mondiale) per giungere al Nuovo Ordine Mondiale: “ordo a caos”, oppure “lux ex tenebris”, come dicono i massoni». Il piano di Comenius è entrato nella Chiesa di Roma con il Concilio Vaticano II e con il post-concilio, tanto che il 16 aprile 1993 il Pontificio Consiglio della Cultura, lo celebra con un simposio internazionale, intitolato “L’eredità di Comenius, bilancio di un centenario” e il cardinale Paul Pouppard, suo presidente, dichiara: «Comenius è stato il pioniere di una nuova educazione dell’uomo per l’uomo» (“Esprit et Vie”, 13 maggio 1993). 

lunedì 7 maggio 2018

Varese 16 giugno - Preghiera di Riparazione

Comitato "Beato Miguel A. Pro" - Comunicato del 4 maggio 2018 Il prossimo 16 giugno avrà luogo, nella città di Varese, la manifestazione "Varese Pride", ennesimo osceno atto di propaganda omosessualista e di esaltazione del peccato impuro contro natura. L'ostentazione e la celebrazione di uno dei peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio costituisce una pubblica offesa al Sacratissimo Cuore di Gesù, la quale richiede una pubblica riparazione. A tale scopo, si è costituito il comitato "Beato Miguel A. Pro, sacerdote e martire", il quale, in continuità con l'iniziativa dello scorso anno, invita tutti i cattolici a riunirsi presso il Sacro Monte di Varese, in concomitanza dell'oltraggiosa sfilata, per la recita del S. Rosario e dell'atto di riparazione al Cuore Sacratissimo di Gesù. Il ritrovo è fissato per sabato 16 giugno alle 14.30 presso la Prima Cappella del Sacro monte. Viva Cristo Re! Comitato "Beato Miguel A. Pro, sacerdote e martire"

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La strana sindrome di Stoccolma degli occidentali - Alexandre Del Valle

Intervista. Le minacce dei «tagliatori di teste» islamici e dei «tagliatori di lingua» islamici [vedi] prosperano sull'odio di sé dell'Europa.
Parigi, Barcellona, ​​Magnanville, Manchester, Nizza e ora Trèbes. Tanti nomi che continuano ad aggiungersi alle desolate litanie delle città occidentali colpite da attacchi islamici. Tante vite spezzate senza che si faccia nulla per esaminare le radici di questo Islam nel cui nome si uccide. Al contrario - osserva Alexandre Del Valle, geopolitologo e professore presso l'Ipag - quest'ultimo esce ogni volta magnificato e reso innocente. In un'opera approfondita, Del Valle rivela in che modo il jihadismo alimenta l'islamismo istituzionale per mettere a tacere ogni critica. Una strategia di intimidazione orchestrata dalle lobby internazionali nelle moschee radicalizzate nei sobborghi. Un'analisi agghiacciante che invita, più che mai, a ritrovare l'orgoglio dei nostri valori di civiltà.
Cosa pensa dell'attacco islamista a Trèbes?

L'attacco del 23 marzo [qui] mi ispira due pensieri. Prima di tutto, come spiego nel mio libro, la caduta di Isis non significa che la minaccia del terrorismo islamico svanirà. L'ex portavoce dello Stato islamico, Abu Mohamed al-Adnani, lo ha spiegato perfettamente: «Coloro che credono che la perdita del territorio in Siria o in Iraq rappresenti la nostra sconfitta non ha compreso che finché la sharia e il Corano progrediranno nei cuori dei musulmani, saremo vittoriosi». Più Isis suscita attentati, più progredisce l'adesione all'ideologia islamista. La seconda osservazione è che abbiamo assistito, con l'attacco di Trèbes e il sacrificio dell'eroico Arnaud Beltrame, a uno «shock dei martiri»: quelli che perdono la vita per la morte rispetto a coloro che muoiono per salvare vite umane. Questo è un fallimento inaspettato per Isis, che vuole far credere che solo i cavalieri di Allah sono in grado di offrire le loro vite ...

domenica 6 maggio 2018

Reggio Emilia, 20 maggio. Gruppo Preghiera di Riparazione

Premesso che:
  1. contro quanto definitivamente stabilito (tra l'altro) in Catechismo di San Pio X, presso la parrocchia Regina Pacis di Reggio Emilia, in data 20 maggio, ore 20.45, si terrà una blasfema "preghiera" di stampo omosessualista intitolata "La verità di farà liberi: per il superamento dell'omofobia, della transfobia e di ogni intolleranza";
  2. contro quanto definitivamente stabilito (tra l'altro) in Sillabo, Mortalium Animos, Orientalis Ecclesiae, il fatto è aggravato dall'orientamento interreligioso -pancristiano dell'evento, cui parteciperà attivamente la "pastora battista" (sic) Lidia Maggi.
Il gruppo di preghiera-riparazione "20 maggio":
si dissocia pubblicamente dall'evento e rende noto che, in base a indicazioni che successivamente diramerà, si opporrà all'evento in maniera attiva, anche con preghiera di riparazione.
Per informazioni: 346 2317932 - 393 4825963
Per chi volesse approfondire i dettagli: leggere qui

La Chiesa omofila alla riscossa

La chiesa omofila alla riscossa...

Come scrisse Sant'Agostino d'Ippona nei suoi Sermones (164, 14) “Humanum fuit errare, diabolicum est per animositatem in errore manere” ("cadere nell'errore è stato proprio dell'uomo, ma è diabolico insistere nell'errore per superbia"). Eccoci qua, un anno dopo, sempre a Reggio Emilia, sempre nella parrocchia di Regina Pacis, sempre sotto la direzione del parroco don Paolo Cugini, responsabile dell’Unità Pastorale 5, Santa Maria degli Angeli, comprendente altre tre parrocchie oltre a quella già menzionata. Il parroco che celebrò, da “missionario” in Brasile, la Messa con la maglietta rossa di “Che Guevara”, il parroco censore delle Sentinelle in piedi, di cui fece saltare una conferenza, il parroco, infine, amico del mondo LGBT, con cui collabora attivamente nel suo blog (https://regiron.blogspot.it) e attraverso il portale Gionata di “cristiani LGBT” (www.gionata.org).

Ma che ignoranza il cardinale Marx - Stefano Fontana

La sconcertante presa di posizione del cardinale Marx, che ha detto che senza Karl Marx non ci sarebbe Dottrina sociale della Chiesa. Un’operazione infantile, un gioco di balocchi. Il marxismo è la negazione dell’uomo perché è la negazione di Dio. Tra di esso e la Dottrina sociale della Chiesa non può esserci nessun rapporto se non di contrapposizione.
Dopo l’arcivescovo Sorondo [qui], ora tocca al cardinale Reinhard Marx. Il primo, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze sociali, aveva dichiarato che il Paese ove oggi viene meglio realizzata la Dottrina sociale della Chiesa è senz’altro la Cina. Il secondo, in una intervista alla “Frankfurter Allgemeinen Sonntagszeitung”, ora afferma che senza Karl Marx non ci sarebbe Dottrina sociale della Chiesa.

Nella sintesi dell’intervista apparsa sul sito ufficiale della Conferenza episcopale tedesca (vedi qui) in occasione del 200mo compleanno del filosofo di Treviri che cadrà il 5 maggio prossimo, l’arcivescovo di Monaco dichiara di essere sempre stato molto colpito dalle parole del Manifesto del Partito Comunista ove si direbbe che “Il mercato non ci porta automaticamente ad una società giusta”, Per questo, il cardinale vede nel marxismo un “correttivo” del capitalismo: “Prosperità e profitto non sono l’unica cosa a cui una società debba tendere”. Secondo il cardinale è il caso di ricordare i 200 anni dalla nascita di Karl Marx perché “le sue analisi hanno contribuito alla nascita della Dottrina sociale della Chiesa”.

sabato 5 maggio 2018

Ferrara 6 maggio. Santa messa in Rito Romano Antico

Segnalazione del Dott. F. Righini, segretario del Coetus Fidelium Sumorum Pontificum di Ferrara:

Domani, Domenica 6 Maggio 2018 - Ore 18
Basilica Canonicale S. Maria in Vado
via Borgovado, 3 - Ferrara
S. Messa Solenne in rito Tridentino, in commemorazione del Miracolo Eucaristico del 1171

Celebra il Rev.mo Don Riccardo Petroni, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale della Familia Christi e Parroco, con l’Assistenza Pontificale di S. E. Rev.ma Mons. Luigi Negri, Arcivescovo emerito di Ferrara-Comacchio.
Ave Maria!

Un cardinale, sette vescovi e nuovi “dubia”. Questa volta sulla «ospitalità eucaristica»

Vi invito a documentarvi anche sui link di riferimento inseriti che sviluppano molti aspetti dell'orizzonte di complessità che riguarda l'intera questione liturgica, che è il cuore della nostra fede.

Nei giorni scorsi in Vaticano si è svolto un vertice tra una rappresentanza della Conferenza episcopale tedesca - i cui vescovi sono in disaccordo tra loro sulla questione della «ospitalità eucaristica», cioè concedere o meno ad un protestante di accedere alla comunione mentre assiste alla messa insieme al coniuge cattolico [quiqui] - e i responsabili della Dottrina della fede e del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. 

Da notare ancora una volta l'ostracismo nei confronti del Card. Robert Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino - escluso dal vertice - il quale subito dopo l’assemblea dei vescovi tedeschi a Ingolstadt, aveva dichiarato che non era possibile l'inter-comunione con un protestante non convertito : “per comunicarmi devo essere in stato di grazia, senza peccato, e avere la fede della Chiesa Cattolica… Non è un desiderio personale, o un dialogo personale con Gesù che determina se posso ricevere la comunione nella Chiesa Cattolica”. E inoltre: «Se non riceviamo il Signore in modo corretto – ed Egli ci aiuta a farlo – non si creerà affatto unità. Anzi, mangeremo la nostra condanna. San Paolo dice: “Ognuno esamini se stesso… chi mangia e beve senza riconoscere il Corpo e il Sangue del Signore, mangia e beve la propria condanna” (cfr. 1Cor 11, 27-29) [qui]. Pertanto, non saremo mai uniti se partecipiamo con il peccato, disprezzando il Corpo di Cristo». [Su dissensi ed esclusioni del card. Sarah, in relazione ad altri vulnera riguardanti la Liturgia: precedenti qui - qui].

venerdì 4 maggio 2018

Clare: la mamma che richiama il cardinale Nichols su Alfie

Gli inglesi non sono tutti uguali e i cattolici inglesi esistono ancora: appartiene a questa sparuta categoria Clare Short, madre di tre figli, che ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera aperta al cardinale Nichols per richiamarlo con fermezza disperata ai doveri del suo ruolo di pastore della Chiesa Cattolica. Parole appassionate e dirette, quei “sì sì, no no” completamente svaniti dal panorama giuridico inglese, una boccata di dolorosa verità.

Caro Cardinale Nichols,

Ho letto la sua dichiarazione sul caso Alfie Evans con estrema tristezza e incredulità. Ho avuto la sensazione che si sia schierato con la cultura della morte che è così prevalente nella nostra società di oggi, piuttosto che difendere i valori evangelici della vita, della speranza, dell’amore e della misericordia. In questa lettera, voglio approfondire alcune delle cose che lei ha detto, e anche cercare di arrivare alla radice del perché ha preso le difese dell’ospedale, piuttosto che quelle di Alfie e dei suoi genitori.

Ha affermato: «La saggezza ci permette di prendere decisioni basate su informazioni complete, e molte persone che hanno preso posizione sul caso di Alfie nelle ultime settimane non avevano tali informazioni e non hanno fatto il bene di questo bambino».

Soncino 4 maggio. Messa in Rito Antico per la festa di San Pio V

Oggi venerdì 4 Maggio, alle 20:30, verrà celebrata una Messa in canto in Rito antico per la festa di San Pio V nella chiesa di San Giacomo a Soncino (Cr).

Dal 1548 al 1550 Michele Ghisleri fu priore del convento domenicano annesso alla chiesa.