giovedì 22 febbraio 2018

La coscienza rivoluzionaria del Cardinal Cupich

Nella nostra traduzione da Catholic thing, l’intervento di padre Gerald E. Murray che replica alle affermazioni del Card. Cupich sul matrimonio alla luce di Amoris Laetitia [qui] che hanno suscitato vasta eco nel mondo cattolico non allineato ai nuovi 'paradigmi' rivoluzionari. 

La Chiesa ha sempre insegnato che il matrimonio è intrinsecamente indissolubile per espressa volontà di Dio e che l’unità inscindibile del matrimonio non è un ideale, nel senso di una meta ancora non raggiunta verso la quale le coppie coniugate si sforzano; ma, piuttosto, è la realtà stessa, la natura stessa del matrimonio. La Chiesa insegna che la fedeltà alle promesse matrimoniali non è solo qualcosa per cui ci si deve sforzare nella ricerca di raggiungere l’ideale del matrimonio ma, piuttosto, è un obbligo serio intrinseco alla natura del matrimonio. L’infedeltà non è quindi una scusabile incapacità di realizzare un ideale difficile, forse impossibile, da raggiungere. L’infedeltà è piuttosto un rifiuto positivo di un voto solennemente promesso di vivere secondo la natura divinamente voluta del matrimonio. Dunque, la Chiesa insegna che Dio unisce un uomo e una donna in un legame indissolubile e offre loro la grazia di essere fedeli per la vita agli obblighi insiti in questo stato di vita. L’infedeltà a tali obblighi non comporta la morte o la scomparsa del matrimonio. E il matrimonio non è soggetto a scioglimento col ritiro retroattivo del consenso in qualunque momento dopo lo scambio delle promesse.

Torino 27 febbraio. Presentazione "Il Magno Sinodo"

A cura dell'Associazione Introibo ad altare Dei - Torino
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La civiltà della vita e la secolarizzazione del diritto. Conferenza dell’arcivescovo Giampaolo Crepaldi a Milano

Lunedì 19 febbraio l’arcivescovo Giampaolo Crepaldi, vescovo di Trieste e presidente dell’Osservatorio cardinale Van Thuân, ha tenuto a Milano una conferenza su invito del Centro Studi Livatino sul tema “Civiltà della vita e legislazioni che la minacciano” (Qui il testo della relazione). Di seguito la sintesi di Stefano Fontana.

Il Relatore ha subito evidenziato la “svolta” che si è dovuta registrare in questi ultimi tempi nel campo della legislazione contro la vita: «La prima e fondamentale conclusione è che nelle leggi sul diritto alla vita c’è stata una svolta molto significativa quando è stato proclamato il “diritto” a questi nuovi diritti. Per una lunga fase la legislazione in materia aveva tollerato alcuni comportamenti contrari al rispetto della vita nascente con leggi che prevedevano l’aborto solo in casi particolari ed eccezionali. Nei fatti, l’applicazione delle leggi sull’aborto fu fin da subito molto più ampia di quanto la lettera del testo legislativo  permettesse. Va comunque riconosciuto che fino ad un certo stadio della sua evoluzione, il diritto alla vita veniva addirittura proclamato nei primi articoli dei testi di legge sulla disciplina dell’aborto volontario per poi passare a prevedere la possibilità di alcune eccezioni».

mercoledì 21 febbraio 2018

Rosario per l'Italia. Tre giorni di preghiera ardente per la nostra Patria

Carissimi amici e lettori,
Nell'approssimarsi della data delle elezioni politiche siamo tutti invitati ad aderire alla lodevole iniziativa di un gruppo di fedeli di diverse città italiane, che prevede la recita del S. Rosario per tre giorni, il 2-3-4 marzo), perfezionata, per chi vuole, con penitenze e digiuni. Certamente la politica – la cui crisi rispecchia quella spirituale e antropologica del nostro tempo – non potrà, da sola, salvare la nostra Patria, ormai tragicamente avviata verso una deriva anticristiana. Ѐ indispensabile quindi, oltre al nostro impegno civile, anche quello nella preghiera. 
Riprendiamo da https://rosarioperlitalia.net/ il testo riportato di seguito, invitando ognuno di voi e i siti amici a diffondere questa iniziativa con ogni mezzo possibile. (Maria Guarini)

L'interdetto precede la scomunica?

Segnalazioni dei lettori:
"I papolatri americani - fonte LifeSiteNews - chiedono il supporto del noto pretoriano papale, padre Spadaro, per tappare la bocca di Raymond Arroyo, noto anchorman del network cattolico anglofono più conosciuto, EWTN.
Viene chiesto che su EWTN sia proclamato l'interdetto1 se non licenzieranno Arroyo, notoriamente critico verso Cupich e Amoris Laetitia.
Come sempre, in questi ultimi cinque anni, "misericordia" è sinonimo di "ghigliottina"." ___________________
1. L'interdetto (dal latino interdicere = ordinare, vietare) è un decreto di proibizione, una pena canonica che ha l'effetto di impedire l'accesso a tutte o a gran parte delle sacre funzioni della Chiesa in un luogo particolare. 

«Pensavi di aver scoperto un sistema per fregarli...»

E adesso tocca a te. A te che, fino a qualche anno fa, pensavi di aver scoperto un sistema per fregarli, quelli del Vaticano. A te che, vestito della tua bella talare di Gammarelli come un monsignorino anni Cinquanta, credevi di esserti messo al riparo dal pericolo di esser trasferito in una parrocchietta tra i monti.

Avevi trovato il tuo piccolo nido, un’oasi in cui avere piena cittadinanza nella Chiesa pur continuando a celebrare la Messa di sempre, quella Messa che per la sua stessa esistenza costituisce un rifiuto del Concilio. E quell’oasi dorata era eretta giuridicamente dalla Santa Sede, con i timbri ed i sigilli della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, che ti riconosceva il diritto di esser un sacerdote cattolico, nientemeno.

Una piccola Ecône approvata da Roma: che bello. Con la libertà di celebrare la liturgia antica, di predicare e di far catechismo. La tua chiesa in ordine, la sacristia con l’Ordo in bella vista, il tuo bell’altare col paliotto e le cartegloria, le balaustre con la tovaglia inamidata. Anzi, meglio di Ecône: perché lì, tra le montagne svizzere, i seminaristi non usano la fascia con le frange, la talare coi bottoni, la berretta, la cotta col pizzo. Un po’ giansenisti, se vogliamo; un po’ Francia anni Quaranta, con quell’allergia alla romanitas che si mostra nelle piccole cose a cui tu tieni tanto.

martedì 20 febbraio 2018

Professione di fede e espressione di fedeltà alla Chiesa di Don Alfredo Morselli a seguito della interpretazione di 'Amoris laetitia' da parte dei Vescovi di Emilia-Romagna

Riprendiamo da MiL l'esemplare Professione di fede di don Alfredo Maria Morselli, parroco in diocesi di Bologna. Con l'auspicio che sia di aiuto e di sprone a molti sacerdoti. Che sappiano di poter contare sulla nostra vicinanza spirituale - e materiale in rapporto alle contingenze - nonché sul nostro sostegno anche e soprattutto nella preghiera.

A Sua Ecc.za Rev.ma
Mons. Matteo Zuppi
Arcivescovo di Bologna

Pubblica professione di fede in forma di giuramento

I. Premessa.

Eccellenza,
non Le ho mai nascosto le mie perplessità nei confronti dell'Esortazione Amoris laetitia: perplessità condivise con autorevoli personalità della Chiesa, Cardinali e Vescovi, soprattutto con il Suo Predecessore.
Mai mi sarei sognato di esternare questi dubbi se anche queste personalità non si fossero pronunciate in modo analogo.
Inoltre, preliminarmente, dichiaro di sottoporre al giudizio della Chiesa quanto contenuto in questo scritto, ed intendo fin d'ora per ritrattato tutto ciò che di contrario alla fede - del tutto involontariamente - io eventualmente affermassi.

I “punti di rottura” del Concilio Vaticano II con la Tradizione della Chiesa – Sinossi.

I “punti di rottura” del Concilio Vaticano II con la Tradizione della Chiesa – Sinossi.
di Paolo Pasqualucci

Pubblico qui, modificato in diversi punti e ampliato, il § 1.1 della ‘Introduzione’ a: P. Pasqualucci, “UNAM SANCTAM. Studio sulle deviazioni dottrinali nella Chiesa Cattolica del XXI  secolo”, Solfanelli, Chieti, 2013, pp. 437; pp. 10-18. 
I “punti di rottura”da me elencati sono 26, senza pretesa di completezza.  I primi 12 si ricavano da mons. Brunero Gherardini: “Concilio Ecumenico Vaticano II. Un discorso da fare” (2009) e da: “Quod et tradidi vobis – La tradizione vita e giovinezza della Chiesa”(2010). Si trovano già parzialmente anticipati nel fondamentale testo di Romano Amerio, “IOTA UNUM. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX”, 19862. Senza dimenticare, ovviamente, il contributo essenziale del primo acuto e preciso critico del Concilio, già durante lo stesso Concilio: mons. Marcel Lefebvre, “J’accuse le concile!”(1976); “Ils l’ont découronné (1986). Né le ulteriori, approfondite analisi critiche raccolte negli Atti dei Convegni di “sì sì no no” e del “Courrier de Rome”, organizzati dalla FSSPX; né gli importanti contributi di Don J.M. Gleize FSSPX, del quale voglio ricordare qui, tradotto in italiano: “Vaticano II Un dibattito aperto. Questioni disputate sul XXI Concilio Ecumenico, Editrice Ichthys, 2013.  La critica seria e documentata al Vaticano II ha ormai una lunga storia.

lunedì 19 febbraio 2018

Il caso del convento di San Marco: i retroscena (seconda parte) - Tommaso Monfeli

Di seguito, sulla chiusura di San Marco a Firenze di cui ci occupiamo da tempo [qui - qui - qui], il contributo di un nostro lettore e carissimo amico romano, Tommaso Monfeli. Cogliamo l'occasione per ricordare che qui si può firmare la petizione; ma speriamo anche negli effetti della preghiera e in un sussulto di civiltà e di responsabilità in chi è direttamente responsabile sia politicamente che pastoralmente.

Nell'articolo precedente ho raccontato le travagliate vicende che hanno portato il Convento domenicano di San Marco a Firenze sull’orlo della chiusura, ricordando le due risoluzioni del Capitolo Provinciale del 2013 e 2017 e le reazioni (quasi tutte contrarie alla soppressione) che hanno suscitato nell’opinione pubblica.
Prima di volgere lo sguardo al presente, dobbiamo precisare che la proprietà dei locali abitati dai frati è della Diocesi e non dello Stato; questo dato non è affatto indifferente, come vedremo in chiusura dell’articolo. Ritorniamo alla narrazione ed al cardinal Betori, protagonista di un intervento che, nel 2015, aveva scongiurato la chiusura del Convento; purtroppo, di fronte alla nuova risoluzione del 2017, egli sembra avere un atteggiamento più passivo ed attendere la decisione del Generale domenicano, che è sì il decisore ultimo da un punto di vista giuridico, ma pur sempre decisore su una realtà che è collocata nell’Arcidiocesi fiorentina.

Ragazze in vendita, ritorno della barbarie nel Regno Unito


“IL COPIONE, QUINDI, SI RIPETE. RAGAZZINE VIOLENTATE, IL LUNGO SILENZIO DI POLIZIA E MAGISTRATURA prima di intervenire, con la paura di dover fare i conti con le accuse di razzismo e islamofobia, nella prigione culturale e mediatica del politicamente corretto.
Per gli abusi sessuali si sono serviti di coltelli, mannaie, mazze da baseball, giocattoli sessuali... Gli abusi erano accompagnati da comportamenti umilianti e degradanti come mordere, graffiare, urinare, picchiare e bruciare le ragazzine. Le violenze sessuali sono state compiute spesso da gruppi di uomini, e, a volte, la tortura è andata avanti per giorni e giorni. [...] I luoghi in cui sono state effettuate le violenze spesso erano case private di Oxford. Gli uomini che pagavano per violentare le ragazze non erano sempre di Oxford. Molti venivano, appositamente, anche da Bradford, Leeds, Londra e Slough. Spesso previo appuntamento". Così un estratto del rapporto della procura inglese a fine processo. Era maggio del 2015 e usciva la notizia della condanna a 95 anni di prigione per sette membri di una banda islamica che per quindici anni ha violentato, torturato e venduto ragazzine inglesi.

domenica 18 febbraio 2018

La Pontificia Accademia per la vita non è più quella fondata da Giovanni Paolo II

La rivoluzione nella Chiesa sta procedendo a ritmi sempre più accelerati. Nei giorni scorsi ha fatto scalpore il caso del rabbino Fishel Szlajen, membro della Pontificia Accademia per la vita, in contrasto con il rispetto e la difesa della vita che appartiene all'insegnamento costante della Chiesa
Il 1 gennaio 2017 è entrato in vigore  il nuovo statuto della pontificia accademia per la vita, accuratamente studiato per facilitare l'epurazione dei membri non allineati al nuovo corso, come ad esempio i cardinali Carlo Caffarra (ora defunto) e Willem Jacobus Eijk, o i rinomati studiosi Josef Maria Seifert e Luke Gormally.

I membri originari dell'Accademia, fondata da Giovanni Paolo II per promuovere una visione umana conforme al Magistero della Chiesa, sono stati oggetto di una massiccia epurazione. Attualmente, a parte quelli defunti, essi risultano infatti tutti licenziati senza il minimo preavviso, mentre i nuovi accademici, per i quali non è più previsto il giuramento con cui si impegnavano a difendere la vita,  rappresentano il frutto di una svolta inquietante che ha reso la PAV il contenitore di un umanitarismo interreligioso di conio non cattolico.

sabato 17 febbraio 2018

L’Opzione Benedetto. Vivere da cristiani in un mondo non cristiano e la lezione dei cristiani dei primi secoli

Ho da diversi giorni nelle bozze numerosi appunti sull'Opzione Benedetto - che si riferisce a San Benedetto protettore d'Europa - di cui molto si è parlato e si continua a parlare in relazione alla crisi epocale che stiamo vivendo e a possibili soluzioni per attraversarla non supinamente, ma in base alle esigenze ed alle risorse che scaturiscono dall'Incarnazione e dalla Redenzione che ci appartengono. Volevo mettere insieme, e trarre le mie conclusioni, quanto letto  su Il Foglio  [qui], su  Anonimi della Croce [qui], che cita  un articolo di Sandro Magister e quello de La Civiltà Cattolica che qualifica i sostenitori dell'opzione come "donatisti" alzando il tono della contesa. Su Il Timone, invece, troviamo la risposta alla provocazione de La Civiltà Cattolica [qui] di Rod Dreher, l'intellettuale americano che scrive e parla dell’Opzione BenedettoOggi Sandro Magister pubblica un'interessante testo, Come essere oggi "minoranza creativa". L'esempio dei cristiani dei primi tre secoli, accompagnato dalla lettera dell'Autore, che ci permette di approfondire e che trascrivo di seguito, preceduto da quanto traccia per sommi capi ma efficacemente Il Foglio:

Uno studioso mette in imbarazzo il card. Cupich chiedendo se il "cambiamento di paradigma" del Papa significhi cambiamento 'radicale' della dottrina

Nella nostra traduzione da  LifeSiteNews - Cambridge, Inghilterra, 15 febbraio 2018
Un rispettato storico e filosofo cattolico ha sfidato il cardinale Blase Cupich durante una conferenza la scorsa settimana su Papa Francesco: la cosiddetta "rivoluzione della misericordia" che ha causato quello che molti difendono come "cambiamento di paradigma" nella pratica cattolica.
Il 9 febbraio scorso,  il professor John Rist, dopo aver ascoltato presso l'Università di Cambridge una lezione nella quale il cardinale Cupich ha elogiato il "cambiamento di paradigma" di papa Francesco nella prassi cattolica, alla fine della conferenza ha chiesto al cardinale perché papa Francesco insulta ed elimina "senza pietà" li suoi oppositori in tema di dottrina.

Rist ha chiesto al Cardinale:
Eminenza, in base al suo resoconto sugli aspetti solari, premurosi e olistici della rivoluzione della misericordia di Papa Francesco - descritta in maniera inquietante dal volantino di questo incontro e da Sua Eminenza come "cambio di paradigma" nell'annuncio del Cattolicesimo - e sulla richiesta del Papa di una discussione libera e franca in ordine alle sue proposte e tattiche provocatorie, vorrei chiedere perché Papa Francesco agisce così spietatamente nell'insultare ed eliminare gli oppositori dottrinali:

venerdì 16 febbraio 2018

Verona 17 febbraio. Conferenza Danilo Quinto

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Le nuove direttive UNESCO per corrompere i bambini

Una aberrazione, dalle infauste conseguenze socio-antropologiche, oltre che spirituali, nella più totale inerte complicità dei governi e della Chiesa. Anche per questo la nostra fervida preghiera che vi ricordiamo per Domenica 25 febbraio [vedi]

L’UNESCO (che è l’agenzia “culturale”” dell’ONU) ha appena pubblicato le direttive globali per i nuovi standard di educazione sessuale da impartire in tutte le scuole ed asili infantili dell’Occidente. Firmata dalla direttrice generale dell’UNESCO, l’ebrea francese Audrey Azoulay, che è stata ministra della “cultura” per Hollande, che l’ha piazzata all’ONU prima della caduta.

Fra le cose curiose del testo, c’è che la direttiva della “nuova educazione sessuale”, l’UNESCO dice che s’inserisce nel programma politico dell’ONU per il 2030 sullo “Sviluppo Sostenibile” (sic).

La teologia narrativa di papa Francesco

Ringraziamo di cuore il lettore che ci invia questo suo interessante lavoro che, dalla sapiente recensione di un testo che vale la pena conoscere, ci apre molti ambiti di comprensione sul fenomeno Bergoglio.

Gian Enrico Rusconi, La teologia narrativa di papa Francesco, Laterza, Bari-Roma 2017, pp. 153, euro 16,00.

Il professor Gian Enrico Rusconi, emerito di Scienze politiche all’Università di Torino e noto editorialista del quotidiano «La Stampa», ha voluto proporre, con questo suo saggio, una analisi “laica”[1] della proposta teologica di papa Bergoglio. Rusconi, che è autore non cattolico vicino alle tesi della Scuola di Francoforte e gran conoscitore della cultura tedesca, propone, sin dal titolo, di intendere il pensiero di Bergoglio come una originale espressione della teologia narrativa. 

Ciò che Rusconi rifiuta sin dalle prime pagine è la derubricazione del parlare bergogliano a rozzezza intellettuale, ad incapacità teologica. L’Autore, piuttosto, riconosce a papa Francesco la pretesa di mutare paradigma alla teologia cattolica, dalla sistematica alla narrativa, dall’argomentazione alla narrazione. Bergoglio non sarebbe così un cattivo teologo, un provinciale ignorante venuto a Roma dalla pampa piuttosto, nell’analisi di Rusconi, Francesco assume i tratti del rivoluzionario impegnato, come Papa, a ridefinire la stessa identità del cattolicesimo: «di fatto ricodifica la dottrina tradizionale con codici semantici-retorici-metaforici o mitici, la cui compatibilità con la versione tradizionale è di difficile valutazione».[2]

Venerdì 16 febbraio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica totalmente il Santo Sacrificio, con annesse catechesi dei protestanti nelle nostre Chiese. Per non parlare dei cambiamenti di paradigma che usano il funambolismo linguistico per condurre verso orizzonti inesplorati ma fuori dalla Via maestra.
Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa. 

Per la nostra formazione, proponiamo una lettura di Sant'Ambrogio sull'Eucaristia. Il testo potrà essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete è possibile conservare la biblioteca di letture di formazione.

giovedì 15 febbraio 2018

I “cambiamenti di paradigma” sono estranei alla Chiesa cattolica

Leggo sulla rivista First thing un recente articolo dello scrittore cattolico statunitense George Weigel, noto anche come amico a biografo di Giovanni Paolo II, che avevamo già avuto occasione di incontrare qui sulla situazione della Chiesa in Cina. Il titolo dell'articolo: The Catholic Church doesn’t do “paradigm shifts” (La Chiesa cattolica non opera “cambiamenti di paradigma”).

L'espressione “cambiamenti di paradigma” è stata coniata da Thomas Kuhn nella sua opera: La struttura delle rivoluzioni scientifiche (1962). Essa sta ad indicare una rottura drammatica, improvvisa e inaspettata nella comprensione umana e quindi qualcosa come un nuovo inizio (ad esempio il passaggio dalla cosmologia di Isaac Newton ad Einstein).

Possono darsi “cambiamenti di paradigma” nella Chiesa? 

Weigel risponde negativamente:

mercoledì 14 febbraio 2018

Oggi inizia il tempo di Quaresima: una palestra per l'anima e per il corpo

«Il cristiano anche negli altri tempi dell’anno deve essere fervoroso nelle preghiere, nei digiuni e nelle elemosine. Tuttavia questo tempo solenne deve stimolare anche coloro che negli altri giorni sono pigri in queste cose. Ma anche quelli che negli altri giorni sono solleciti nel fare queste opere buone, ora le debbono compiere con più fervore. La vita che trascorriamo in questo mondo è il tempo della nostra umiltà ed è simboleggiata da questi giorni nei quali il Cristo Signore, il quale ha sofferto morendo per noi una volta per sempre, sembra che ritorni ogni anno a soffrire. Infatti ciò che è stato fatto una sola volta per sempre, perché la nostra vita si rinnovasse, lo si celebra tutti gli anni per richiamarlo alla memoria. Se pertanto dobbiamo essere umili di cuore con tutta la forza di una pietà assolutamente verace per tutto il tempo di questo nostro pellegrinaggio, durante il quale viviamo in mezzo a tentazioni: quanto più dobbiamo esserlo in questi giorni nei quali non solo, vivendo, stiamo trascorrendo questo tempo della nostra umiltà, ma lo simboleggiamo anche con un’apposita celebrazione? L’umiltà di Cristo ci ha insegnato ad essere umili: nella morte infatti si sottomise ai peccatori; la glorificazione di Cristo glorifica anche noi: con la risurrezione infatti ha preceduto i suoi fedeli. Se noi siamo morti con lui ‒ dice l’Apostolo ‒ vivremo pure con lui; se perseveriamo, regneremo anche insieme con lui (2 Tim. 2, 11. 12)» (Sant’Agostino, Sermoni, 206, 1).

Dalla Liturgia del mercoledì delle Ceneri

Resurrection - il sequel di Passion di Mel Gibson - un'opinione dai Fratelli Maggiori

Nostra traduzione di un articolo di S. Feder apparso sul mensile ebraico americano The Forward.

Mel Gibson sta facendo Passion 2. Ecco perché dovreste preoccuparvi.

Era stato un fenomeno culturale che aveva rastrellato 600 milioni di dollari nei cinema ed è tuttora il film con restrizioni [ndt: in USA vietato ai minori di 17 anni se non accompagnati] che ha più incassato in tutti i tempi. Anni dopo la gente ancora si chiede quanto sia stato antisemitico Passion. Mel Gibson, la star che ha guidato il film alla sua sanguinolenta e sadomasochistica conclusione, è noto per aver rifiutato di assumere qualsiasi consulente ebreo per supervisionare il film. Gli ebrei di Passion assaporano la loro crudeltà, scalciando Gesù quando è a terra, mentre i romani nel film vengono mostrati avere occasionalmente compassione verso Gesù. C'era stata preoccupazione su come ciò avrebbe influito sulle relazioni interreligiose, costernazione sul fatto che il film perpetuava l'idea antisemita che gli ebrei hanno ucciso Gesù, e un'intera pagina sul sito della Anti-Defamation League di domande e risposte sul caso.

martedì 13 febbraio 2018

Cattolici di Hong Kong ai vescovi del mondo: Fermate il possibile accordo fra Cina e Santa Sede. E l'esemplare parresìa del Cardinale Zen

1. «Un errore deplorevole e irreversibile»: un gruppo di personalità cattoliche di Hong Kong così definisce il possibile accordo tra Cina e Santa Sede sulla nomina dei vescovi, che alcuni media danno come «imminente». E indirizza ai vescovi di tutto mondo una lettera aperta perché chiedano alla Santa Sede di fermare l’accordo reimpostandolo con precise garanzie.
2. Di seguito la risposta del Card. Zen all’intervista del Card. Parolin a La Stampa riassumibile in poche parole: Non sono ancora riuscito a capire per che cosa dialogano con la Cina. Notevole per la riaffermazione della vera unità, del vero dialogo e sostanzialmente della verità che appartiene all'autentica Cattolicità. Richiamo l'attenzione sulle frasi in corsivo (che sono nel testo originale) ognuna delle quali ma anche messe insieme, rispecchiano la situazione della Chiesa non solo in Cina. Scioccante, tuttavia, il riferimento all'opzione del possibile "ritiro a vita monastica"...
I precedenti, nel blog, nell'ordine dal più recente: quiqui - qui - qui - qui - qui.

Cattolici di Hong Kong ai vescovi del mondo: Fermate il possibile accordo fra Cina e Santa Sede
Accademici, avvocati, attivisti per i diritti umani chiedono che la Santa Sede esiga più garanzie di libertà nelle nomine dei vescovi e per la libertà religiosa nel Paese. Scetticismo verso la Cina di Xi Jinping. “Affrettarsi per un risultato immediato, facendo un passo falso, può portare a un fallimento totale”.

L'opinione dei cattolici americani su Bergoglio. Accenno al Convegno del 7 aprile

Riprendiamo di seguito un'intervista importante al vaticanista Edward Pentin perché conferma quanto serpeggia anche nel cattolicesimo statunitense e accenna al Convegno di Roma del 7 aprile [qui - qui]

Edward Pentin è il corrispondente da Roma del National Catholic Register. Un quotidiano che genericamente viene definito “liberal” e che, in ogni caso, rappresenta una voce importante del cattolicesimo americano. In questa intervista esclusiva, Pentin analizza, dal suo punto di vista e da quello degli americani, il rapporto tra i cattolici statunitensi e Papa Bergoglio. 

Il suo giornale è stato particolarmente attento sul “caso Barros”. Come ritiene sia stata la “gestione” di questa vicenda?
Caotico. Il problema è l’incoerenza del Papa nel trattare i casi di abuso: da un lato si è mostrato impegnato a implementare nuove strutture per combattere il crimine, ma dall’altro ha favorito amici o amici di amici – cardinali, vescovi e sacerdoti – che hanno coperto in funzione di abusi o commesso abusi stessi. Il caso del vescovo Barros è solo un altro esempio di una tendenza provata”.

Domenica 25 febbraio, ore 19. Ardente preghiera, nell'imminenza del voto, perché l'Italia non cada di nuovo nelle mani dei nemici della Chiesa.

Segnaliamo questa bella iniziativa indetta dai 'nostri' fedeli di S. Simon Piccolo a Venezia, una "campagna elettorale di preghiera" perché il Signore ci dia la grazia di avere un prossimo governo che non promuova le ideologie anticristiane, ma viceversa difenda la famiglia e i valori non negoziabili. Non vuol essere un'opera di sostegno a nessun partito politico nello specifico, ma vuole essere un'ardente supplica a Nostro Signore Domineiddio perché l'Italia non cada di nuovo nelle mani dei nemici della Chiesa. Ciascuno partecipi come può a questa campagna, tenendo conto che:
  1. Nostro Signore ha detto 'picchiate e vi sarà aperto, chiedete e vi sarà dato'.
  2. Lo scopo è chiedere un governo migliore fra tutti quelli possibili, non un governo specifico, ma uno che (nella peggiore delle ipotesi) non sia anticristiano, o (nella migliore) difenda i valori fondamentali.
  3. Con grande fede nell'onnipotenza della Provvidenza divina.
  4. Scopo di tale campagna è anche la conversione dei politici peccatori e persecutori della Chiesa.
A coronamento, proponiamo a tutti i cristiani italiani di buona volontà di unirsi al S. Rosario indetto dai fedeli veneziani, uniti in quest'ardente supplica alla Santissima Trinità, un Rosario recitato in diretta o se preferite in simultanea domenica 25 febbraio alle ore 19.00. Il nostro caro Padre Joseph, qualche minuto prima, impartirà su di noi una breve ma particolare e Paterna Benedizione. Ad majorem Dei gloriam!

Mentre vi rimando a questo link per il Comunicato dei fedeli si San Simeon piccolo, pubblico di seguito la Preghiera che, insieme al Santo Rosario, innalzeremo al Cielo in unione di mente cuore e spirito.

lunedì 12 febbraio 2018

“Soffrire nella Chiesa, con la Chiesa e per la Chiesa”

Una preziosa esortazione che non esclude, ma precede, il nostro impegno nel denunciare gli errori, riaffermare le verità di fede calpestate o oltrepassate, proporre testi formativi e di approfondimento. Anche il nostro è un soffrire e offrire, oltre alle sofferenze personali, anche i talenti. C'è, poi, una sofferenza silenziosa che non è nominalismo ma è una chiamata ancor più forte...

 “Come facciamo a sanare queste piaghe? A far crescere la Chiesa? C’è un solo sistema: cura la tua santificazione, fai in modo di far parte di quelle membra risplendenti di luce, che ricreano quel Capo e gli ridanno tantissima gloria. Fai in modo che Gesù, guardando te, possa essere un minimo consolato e al tempo stesso, per quelle membra che stanno rovinate, riparato. E poi soffrendo con Gesù lo preghi per queste membra. L’atteggiamento della sofferenza silenziosa, orante e riparante, soffrire con la Chiesa considerando quelle sofferenze mie, cioè il fratello che pecca, che scandalizza, ancora di più se fosse un religioso o un membro dell’ordine sacerdotale, è una cosa che riguarda anche me, soffro con lui. Mi coinvolge e me ne faccio carico come Gesù che ha preso su di sé i peccati degli altri. Non mi tiro fuori. Certo che si soffre. Non è bello vedere queste cose, è un aspetto, una dimensione, non l’unica, della Santa Croce. Allora nella Chiesa si vive così se si vuole interpretare i sentimenti e il cuore del Fondatore e del suo Capo. Soffriamo e ci facciamo carico dei peccati degli altri. (don Leonardo Maria Pompei)

domenica 11 febbraio 2018

Sono passati 5 anni; ma siamo stati catapultati in un'altra era...

Un lettore ci segnala il testo che segue, che riprendo per commemorare l'evento che ricorre oggi, V anniversario della notizia dell'abdicazione di Benedetto XVI propedeutica al suo allontanamento dal Soglio [11 febbraio qui - 28 febbraio qui - qui - qui].
Il testo è toccante, ma restano le perplessità connesse col motivo dell'abdicazione, tutto incentrato sui limiti umani, come se nell'esercizio della sua alta funzione, d'istituzione divina, il Papa non fosse assistito dal Soprannaturale. Tra l'altro questo dato apre la porta a una serie di conseguenze che purtroppo si stanno già rivelando. Il vero e serio problema che si evidenzia è proprio il vulnus del primato petrino e della sua integrità, comunque messa in discussione proprio da una interpretazione progressista e 'moderna' dell'atto di rinuncia dalla potestà primaziale, che non è una qualunque funzione amministrativa... Il nocciolo della questione nasce dalla tesi, quanto meno ardita, del munus petrino 'dimidiato' per effetto della impropria e improvvida scissione del Ministero attivo da quello contemplativo esercitato nel 'recinto di Pietro' che così non è tanto un 'luogo' geografico quanto un luogo teologico dal quale Benedetto XVI continuerebbe ad esercitare il Ministero spirituale, mentre ha deposto la potestà di governo universale. Il tutto ha provocato una congerie di dubbi tuttora irrisolti e di riflessioni consultabili negli articoli pubblicati sul blog [indice qui], che mostrano in diretta il dipanarsi dell'inedita vicenda dei 'due Papi' con tutte le anomalie all'insegna dell'ambiguità nonché della carenza di motivazioni teologiche e canoniche in rapporto alla figura del 'papa emerito'. (M. G.)

Un legame misterioso tra Bernadette e Ratzinger

"Posso solo dire a riguardo che, nel lento scemare delle forze fisiche, interiormente sono in pellegrinaggio verso Casa". (citazione dalla Lettera a La Repubblica di cui all'immagine a lato)
Poco tempo e spazio per meditare queste brevi parole che hanno commosso tanti, scritte da colui che - misteriosamente - ha detto di sé stesso di essere 'l'ultimo papa del vecchio mondo' e, contestualmente, il 'primo del nuovo'. [relazione mons. Georg Ganswein qui ; nostre considerazioni qui - qui]

Cinque anni dopo la 'rinuncia' all'esercizio del Ministero di Pietro -altra sfumatura sottile e misteriosa- continuiamo a chiederci il senso profondo di quel passo dietro le quinte della storia, di quel appartarsi, pur rimanendo dentro il recinto vaticano... 

Un senso, mi pare, stia nella data scelta: l'11 febbraio, che evoca Lourdes e, sopratutto, la sua protagonista. Che evoca il dolore della malattia che martirizzò la veggente dei Pirenei, Bernadette. 

Il suo giorno, nel canone dei santi, è quel 16 aprile che ha visto i natali di Joseph Ratzinger: ed il filo rosso appare così evidente, chiaro.

Storia: 89 anni fa , 11 febbraio 1929, la ‘Conciliazione’ tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica

Oggi, 11 febbraio, pubblichiamo un breve testo di Paolo Pasqualucci, a ricordo della Conciliazione, nota anche come Patti Lateranensi, che dal 1929 sancisce i termini del mutuo riconoscimento tra Regno d'Italia e la Santa Sede e delle regolari relazioni bilaterali tuttora vigenti. Ci sembra doveroso, visto che non ne parla più nessuno.

Fino agli anni Settanta circa del secolo scorso l’11 febbraio era festa nazionale.  Oggi, l’evento non solo non si celebra ma sembra esser caduto del tutto in oblìo.  Si è trattato di un fatto storico assai importante per il nostro Paese e, indirettamente, anche per il resto della cattolicità.  Finiva la grave tensione, che durava dal 1870, tra la Chiesa e lo Stato unitario italiano, dopo che quest’ultimo aveva tolto con la forza alla Chiesa il potere temporale e, pur nel mantenimento della religione cattolica quale unica religione ufficiale dello Stato, aveva introdotto leggi eversive dei beni ecclesiastici e il matrimonio civile (fallì, invece, anche per l’opposizione del Re, il tentativo di introdurre il divorzio).  La Chiesa cessava di rivendicare la restituzione del dominio temporale di un tempo, mettendo una pietra sopra il passato e riconoscendo lo Stato italiano.

Un vescovo di Curia esalta la Cina e crea imbarazzo nella Chiesa - George Weigel

Nella nostra traduzione da National Review del 7 febbraio scorso, riprendiamo il giudizio duro e inequivocabile espresso dallo scrittore George Weigel, amico e biografo di Giovanni Paolo II sui recenti sviluppi dei rapporti Cina/Vaticano e della situazione dei cattolici cinesi. Giudizio che si aggiunge ai noti precedenti. Nell'ordine: qui - quiqui - qui - qui.

Malgrado l'attenzione dei media e l'interesse della blogosfera, il vescovo argentino Marcelo Sanchez Sorondo (75 anni), consulente di varie accademie pontificie, svolge un piccolo ruolo di punta nell'attuale dramma di un Vaticano che sia amici che critici considerano sempre più disfunzionale. Eppure, quando qualcuno con la sua relativa irrilevanza annuncia che "in questo momento, i cinesi sono coloro che meglio stanno attuando la dottrina sociale della Chiesa", la disfunzione acquista un forte rilievo e si impone una correzione del caso.

La dottrina sociale cattolica si basa su quattro principi fondamentali: 
  • la dignità inviolabile e il valore di ogni persona umana,
  • la responsabilità di tutti di esercitare i propri diritti in modi che contribuiscano al bene comune,
  • l'importanza del pluralismo sociale e della società civile (e quindi il rifiuto del totalitarismo), 
  • l'imperativo della solidarietà (la virtù dell'amicizia civica che tiene insieme le società libere). 
Questi principi hanno contribuito a plasmare la rivoluzione di coscienza che ha preceduto e reso possibile la rivoluzione politica del 1989 nell'Europa centrale e orientale. Questi principi erano in gioco anche nelle trasformazioni democratiche dell'America latina e dell'Asia orientale negli ultimi decenni del XX secolo. Questi principi rimangono oggi il nucleo della dottrina sociale della Chiesa.

sabato 10 febbraio 2018

Lo scandalo del silenzio di tutti, media cattolici compresi, intorno al processo per diffamazione contro Danilo Quinto

Riprendiamo da Stilum Curiae.

Nei prossimi giorni, intorno al 22 febbraio, se le informazioni che abbiamo sono giuste, un collega pubblicista, Danilo Quinto, verrà giudicato in tribunale con l’accusa di diffamazione. Danilo Quinto è stato nel Partito Radicale dal 1986, ne è stato il tesoriere, lavorando fianco a fianco con Marco Pannella. Poi ha avuto il torto enorme di incontrare una donna, di farsene convertire al cattolicesimo, e di sposarla.
Ha raccontato la sua storia in un libro, “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio”, per i tipi di Fede e Cultura. In questo libro, secondo quanto racconta in un suo articolo Gianluca Venanzi su “L’Intraprendente”  “che il gruppo dirigente radicale di cui aveva fatto parte era «acefalo», e che un membro di quel gruppo dirigente veniva definito «servo sciocco». Entrambe le espressioni erano peraltro scritte in corsivo, quasi a indicare la loro valenza metaforica. Ma ciò che più colpisce è che non si tratta certo di insulti ingiuriosi, al più di pareri che attengono la libertà di opinione del singolo e non possono essere sottoposti a censura né tanto meno a condanna”.

Eliminato l’ordine della società da costruire secondo il diritto naturale, i cattolici si fanno strumentalizzare da tutti

In una chiesa aperta e dai confini indefiniti, con una pretesa base ecumenica che non moralizza, caratterizzata dalla sinodalità perenne deliberativa e non consultiva, centrata sull'uomo e non su Cristo, non c'è posto per i principi non negoziabili e, alla fine, neppure per il diritto naturale. Ecco in cosa consiste la rivoluzione portata da Rahner: una Chiesa democratica e aperta, strutturata a partire dalla base, pluralista dal punto di vista teologico, filosofico e dottrinale, che sostituisce la pastorale alla dottrina, che non evangelizza nessuno e che anzi non condanna più, perché ogni situazione particolare di vita può essere un buon punto di partenza. È la Chiesa che, senza una verità esclusiva da comunicare, per Rahner deve convertirsi al mondo: dietro questo cattivo assunto c’è solo una cattiva filosofia, che ha in Kant, Hegel e Heidegger i suoi riferimenti.

Standing ovation per Stefano Fontana

«Se si aiutano le famiglie in difficoltà si è lodati, se si lotta contro le leggi anti-famiglia si è vituperati come dei violenti che vogliono le prove muscolari. Basterebbero poche persone per bloccare l’educazione gender nelle scuole pubbliche, agendo per esempio sugli errori procedurali degli uffici pubblici, ma farlo è considerato una prova muscolare che non si confà al cattolico. Egli dovrebbe dedicarsi solo a raccogliere caritatevolmente i cocci di una società disfatta, ma senza impegnarsi a costruirla meglio. Se lo facesse sarebbe come trasformare il Vangelo in ideologia. La verità è invece il contrario: eliminato l’ordine della società da costruire secondo il diritto naturale, i cattolici si fanno strumentalizzare da tutti sul piano del funzionamento delle istituzioni e delle leggi e si illudono che basti fare poi i buoni samaritani per eliminare il rimorso. Questo è un nuovo clericalismo. Infatti, facendoci strumentalizzare dagli altri contribuiamo, sotto il diretto indirizzo della gerarchia, alla costruzione (anche se distorta) della società, e intervenendo, sempre dietro indirizzo diretto della gerarchia, per sanare le ferite con le sole opere di carità senza una verità naturale, ossia laica, che ci guidi, pensiamo che politicamente il Vangelo sia un “copia e incolla”. “Basta il Vangelo”, hanno sempre detto i cattolici rahneriani, legittimando in questo modo la loro presenza politica in partiti distruttivi non solo del cristianesimo ma anche del diritto naturale. Erano i cultori della mediazione, ma hanno eliminato ogni mediazione, che fino ad allora la ragione naturale aveva fornito. Benedetto XVI a Berlino aveva detto che mai il cristianesimo ha preteso di rapportarsi direttamente alla politica, ma era sempre passato attraverso il diritto naturale. Tolto ora il diritto naturale, il Vangelo si rapporta direttamente alla politica… degli altri però».
(Stefano Fontana, La nuova Chiesa di Karl Rahner – Il teologo che ha insegnato ad arrendersi al mondo, 2017, pp. 36-37)

FFI: Assemblea Suore/Vaticano per “condividere, ascoltare, comprendere...”. P. Siano: dovevano pensarci prima

Un nuovo interessante scritto di padre Paolo Siano ripreso da Stilum curiae. Qui l'indice degli articoli pubblicati nel blog

Caro Dr. Tosatti,

Una fonte confidenziale mi ha riferito una novità interessante sul caso delle Suore Francescane dell’Immacolata (SFI). Mi permetto di condividerla non per mero gossip, bensì per difendere degli innocenti oppressi (i cui appelli e ricorsi canonici sono risultati praticamente vani in quanto ingiustamente e/o ideologicamente inascoltati e/o bloccati…) e per essere di aiuto e di stimolo (nonché di pungolo) a coloro che a vario livello sono e saranno chiamati a fare discernimento sul caso e/o a scriverne la storia.

Partiamo da un antefatto: la sera del 24gennaio u.s. il sito Corrispondenza Romana pubblica un mio articolo-denuncia, una sorta di estremo ed accorato SOS, dato che le vie ecclesiastiche sembrano bloccate, impraticabili [ripreso qui anche da noi].

venerdì 9 febbraio 2018

Talmassons 17 febbraio. Convegno sull'attualità e vitalità del pensiero di Cornelio Fabro

clicca sull'immagine per ingrandire
Convegno di Studi
Cornelio Fabro: attualità e vitalità di un pensiero
Talmassons - Aula magna polo scolastico
Sabato 17 febbraio 2018 ore 17.00

Presiede
Prof. Danilo Castellano
(Università di Udine)
Saluto dell'Amministrazione comunale
Interventi
  • Il Progetto culturale Cornelio Fabro e l’edizione dell’Opera omnia
    Prof. p. Gianluca Trombini I.V.E. (Direttore “Progetto Fabro”)
  • Trascendenza e vita sociale nella riflessione fabriana
    Prof. Giovanni Turco (Università di Udine)
Cornelio Fabro è un pensatore di fama internazionale, fermo nella Tradizione cattolica e nel realismo classico cristiano di matrice tomista. Le sue opere hanno trattato principalmente della filosofia dell'essere e della conoscenza, spaziando anche sugli aspetti inerenti la morale, la politica e l'ambito giuridico, apportando in tal modo un importante ed originale contributo al pensiero cattolico. Pertanto l'importante appuntamento di studio, è un'occasione unica di accrescimento della nostra cultura cattolica sulle orme di un illustre sacerdote friulano.

Gabriele Kuby, “impavida guerriera” antigender / Attivismo progender in un liceo milanese

Rina Ceppi, una delle due traduttrici, impavida lei pure e tenace combattente nonché educatrice a tutto campo mi segnala questo importante libro che andrebbe diffuso il più possibile e soprattutto non dovrebbe mancare nelle biblioteche di associazioni cattoliche e parrocchie. 
Estraggo dall’articolo, che rilancio da qui, queste brevi informazioni molto indicative:

"L’introduzione all’edizione italiana è del compianto cardinale Caffarra, che si è sempre esposto nella difesa di vita e famiglia. Egli considerava la lettura di questo libro come «un invito potente a uscire da quel sonno della ragione che ci sta conducendo alla perdita della libertà, cioè di noi stessi». 
La prefazione è invece affidata a Robert Spaemann, filosofo e teologo tedesco, che esprime la sua gratitudine per questo lavoro definito “illuminante”.
Infine la postfazione è di Toni Brandi, presidente di ProVita, che spiega tutte le iniziative che l’associazione ha intrapreso in questi anni e che hanno riguardato i temi trattati dalla Kuby.

Il suo è un testo che vuole far pensare e spingere verso azioni finalmente consapevoli. Perché i guerrieri impavidi non rimangano a lottare da soli, ma siano sostenuti da una maggioranza coscienziosa, che, se vuole, può invertire la pericolosissima rotta intrapresa."

Il convento di san Marco: una battaglia per tutti i cattolici - Tommaso Monfeli

Di seguito, sulla chiusura di San Marco a Firenze di cui ci occupiamo da tempo [qui - qui - qui], il contributo di un nostro lettore e carissimo amico romano, Tommaso Monfeli. Cogliamo l'occasione per ricordare che qui si può firmare la petizione; ma speriamo anche negli effetti della preghiera e in un sussulto di civiltà e di responsabilità in chi è direttamente responsabile sia politicamente che pastoralmente.

L'antica farmacia
Oggi ci occupiamo di una vicenda che è balzata agli onori delle cronache fiorentine da diverse settimane, con echi sulla stampa nazionale; una vicenda che, purtroppo, viene raccontata talvolta con molta approssimazione, talvolta con aggiunte non rispondenti alla realtà (ciò a prescindere dalla buona fede dei giornalisti). Parliamo dello storico Convento domenicano di San Marco, che è situato nel centro di Firenze, nell’omonima piazza ed unanimamente riconosciuto come uno degli splendori artistici della città (ospita la più grande collezione al mondo di opere del Beato Angelico), ricco di storia e di spiritualità (fu la culla del Rinascimento e vi abitarono o lo frequentarono, a partire dal XV secolo, solo per fare alcuni nomi, Cosimo il Vecchio, Sant’Antonino, lo stesso Beato Angelico, Savonarola, Pico della Mirandola, Fra Bartolomeo e, da ultimo, il sindaco Giorgio La Pira). Il complesso del convento, interamente di proprietà dello Stato italiano, è diviso in due parti: una è adibita a Museo (dal 1869), l’altra è concessa ai frati; ebbene, quest’ultima parte rischia seriamente sia la chiusura, a causa di conflitti interni all’Ordine domenicano, sia di rimanere incustodita e, probabilmente, di essere trasformata, in una seconda fase, in qualcosa di molto diverso rispetto alle sue finalità originarie: una comunità di frati domenicani che, dal 1436, prega, studia e predica.

Venerdì 9 febbraio. La Preghiera di Riparazione

Ricordiamo che oggi, venerdì, è il giorno dedicato alla nostra Preghiera di Riparazione secondo le modalità, complete delle Litanie del Sacro Cuore, che trovate qui

Rimaniamo fedeli al nostro impegno nella preghiera di riparazione e continuiamo a pregare perché sia sventata l'introduzione della cosiddetta Messa ecumenica, che vanifica totalmente il Santo Sacrificio, con annesse catechesi dei protestanti nelle nostre Chiese. 
Preghiamo anche perché il Signore voglia presto darci Santi Pastori che possano guidare i fedeli in questa epoca di smarrimento, di confusione e di empietà e sostenga quelli che si espongono con parresìa. 

Per la nostra formazione, completiamo la lettura della “Vita di Martino”, di Sulpicio Severo. Il testo potrà anche essere scaricato in formato pdf cliccando qui; in tal modo potrete è possibile conservare la biblioteca di letture di formazione.

giovedì 8 febbraio 2018

Non c’è più religione? Dipende.

Intorno ai fatti di Macerata

La giovanissima Pamela Mastropietro viene uccisa e smembrata a Macerata, pare dal criminale nigeriano Innocent Oseghale, in concorso con altro suo connazionale (identificato, non si sa perché non ancora arrestato). Immediatamente un giovane maceratese, Luca Traini, che pure non la conosce di persona, decide di vendicarla. Incensurato, con simpatie sommarie per l’estrema destra, candidato della Lega alle ultime elezioni comunali (zero voti),  in possesso di porto d’armi per uso sportivo (rilasciato dalla Questura in seguito a presentazione di certificato medico ASL attestante l’idoneità psicofisica[1], nonostante egli oggi dichiari d’essere “in cura da una sua amica psichiatra”) si propone di uccidere Oseghale. Ma Oseghale è protetto dalle FFOO, e Traini ripiega su una vendetta generica, una rappresaglia collettiva: sale in automobile e spara con la sua Glock a undici passanti neri, per fortuna senza ucciderne nessuno. Subito allertate, le FFOO lo cercano per ben due ore nella minuscola Macerata, senza trovarlo. Ci pensa Traini, a farsi trovare. Si avvolge in un tricolore e va ad attendere l’arresto-martirio, al quale non opporrà resistenza, sul monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale. Il simbolismo del gesto è limpido: Traini si considera un eroe, che ha agito per difendere la patria e la stirpe italiana come i soldati che combatterono e morirono nella Grande Guerra. Sorpresa: pare che non pochi maceratesi siano d’accordo con Traini, a giudicare da quel che riferisce il suo avvocato Giancarlo Giulianelli: “Mi ferma la gente a Macerata per darmi messaggi di solidarietà nei confronti di Luca. E’ allarmante ma ci dà la misura di quello che sta succedendo.”[2]

mercoledì 7 febbraio 2018

Dopo le smentite, il Vaticano ammette che una commissione papale sta riesaminando Humanae Vitae

Un recente articolo di LifeSiteNews rivela che Alejandro Cifres, supervisore dell'Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF), ha ammesso in un'intervista rilasciata a Kathpress, l'agenzia di stampa ufficiale dei vescovi cattolici tedeschi, l'esistenza di una commissione che sta indagando sulla genesi di Humanae vitae per conto del papa con l'evidente intento di effettuarne una reinterpretazione non si sa quanto imminente.
L'Humanae Vitae, pubblicata nel 1968 da Papa Paolo VI, sostiene la condanna perenne della Chiesa cattolica al controllo artificiale delle nascite. Tuttavia, l'aria che tira sotto l'attuale pontificato sta inducendo alcuni teologi Vaticani a contraddire l'enciclica, e lo stesso Francesco sembra negarne l'insegnamento sul male intrinseco della contraccezione. Ѐ accaduto in una conferenza stampa in volo nel 2016 [qui], quando tirò fuori che "Paolo VI - il grande! - in una situazione difficile, in Africa, ha permesso alle suore di usare gli anticoncezionali per i casi di violenza".

Prato 16 febbraio. In memoriam di Mons. Brunero Gherardini

L'immagine che accompagna il testo ritrae mons. Brunero Gherardini nel suo studio, nel quale mi sono rifugiata molte volte con dubbi e domande, mai così fitti come in questo nostro tempo. Ed ho vissuto e provato esattamente quanto viene sapientemente scritto nell'avviso che segue.

Il 22 settembre dello scorso anno moriva a Roma Mons. Brunero Gherardini. Nato a Prato nel 1925, Mons. Gherardini è stato un sacerdote esemplare, uno studioso appassionato e competente, un teologo che ha saputo coniugare in mirabile sintesi l’intelligenza della fede e la fedeltà al Magistero imperituro della Chiesa.
Sacerdote pratese ha trascorso gran parte della sua lunga vita a Roma, come Docente presso la Pontificia Università Lateranense e come Canonico della Basilica papale di San Pietro. Questa sua appartenenza alla Città Eterna, era cittadino vaticano, non gli fece mai dimenticare la sua “pratesità” che coltivò con amore e gratitudine e che declinò con iniziative di vario genere.
Sacerdote secondo il Cuore di Cristo, la sua persona trasmetteva un immediato senso di venerazione e ammirazione: ascetico e schivo, di grande umiltà e modestia, sapeva però aprire il suo cuore generoso e gioviale agli amici che hanno avuto la gioia di condividere con lui un tratto della sua vita.
Accogliente e attento, sapeva mettere a suo agio l’interlocutore che con un vago senso di soggezione lo avvicinava. La sua conversazione era sempre ricca e appassionante, mai banale, ma sempre attento a chi gli stava davanti. Sicuramente in futuro dovranno essere fatti studi per scandagliare la vastità e la profondità della ricerca teologica di Mons. Gherardini.
Sarà il lavoro degli studiosi e dei ricercatori; ma venerdì 16 febbraio alle ore 21,15 presso la Chiesa del Sacro Cuore di Gesù (via Ofanto, 9 a Prato) alcuni amici lo ricorderanno con la gratitudine e la venerazione che si deve ad un maestro coerente e coraggioso che ha saputo donare scienza e amicizia.
In tale occasione verrà presentata anche una piccola pubblicazione In memoriam, che Mons. Vittorio Aiazzi ha voluto per ricordare queste insigne ed illustre figlio della Chiesa pratese. L’incontro è aperto (Rodolfo Abati)

Scusi Monsignor Sorondo, ma di quale dottrina sociale della Chiesa sta parlando?

Segnalazioni dei lettori. Ricevo e condivido il testo che segue a corollario della tormentata vicenda della Chiesa in Cina e delle posizioni inquietanti del Vaticano. Qui il più recente articolo con la testimonianza del Cardinale Zen., dal quale si può risalire ai precedenti.

Scusi Monsignor Sorondo, ma di quale dottrina sociale della Chiesa sta parlando?

Ogni giorno la sua pena! Così verrebbe da pensare e da dire. Proprio così: ogni giorno la sua pena! Ogni giorno nella Chiesa qualcuno ci deve sorprendere con affermazioni al limite dell’assurdo.
È così che il vescovo argentino Marcelo Sánchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, ha lodato lo stato comunista come "straordinario”, e ha detto che in Cina "l'economia non domina la politica, come accade negli Stati Uniti, come direbbero gli americani stessi".
E certo. Bisognerebbe però precisare al prelato che se è sicuramente vero che negli Stati Uniti l’economia e la finanza hanno una forte influenza sulla politica, è altrettanto vero che in Cina le redini di tutta l’economia sono saldamente nelle mani del potere centrale rappresentato dal regime del Partito Comunista Cinese.

Alle radici della rivoluzione luterana - Padre Serafino Lanzetta

Padre Serafino Lanzetta, teologo, analizza in questo servizio la «rivoluzione luterana» a 500 anni dalla sua fondazione: «Vedo in ambito cattolico una simpatia mai vista verso Lutero», afferma, nonostante Lutero rifiuti il libero arbitrio e definisca la ragione «prostituta del diavolo», confonda peccato e concupiscenza, neghi che si possano compiere il bene e le opere buone, mentre la stessa libertà rappresenterebbe «una minaccia all’onnipotenza di Dio, poiché Egli non sarebbe più necessario» e la «vita non sarebbe un dono, ma una necessità».

martedì 6 febbraio 2018

Modena, Sabato 10 febbraio. Presentazione: La conquista della "Mela d'oro"

Massimo Viglione, La conquista della "Mela d'oro" - Islam ottomano e Cristianità tra guerra di religione, politica e interessi commerciali (1299-1739), Solfanelli 2018, pag. 360. Euro 30 

Il libro presenta 440 anni di storia religiosa, politica, diplomatica, sociale e ovviamente militare. Il quadro che ne esce è impressionante, tra Papi e Sultani, Imperatori e re, santi e visir, battaglie di terra e di mare, condottieri e avventurieri, diplomatici e corsari, e la grande massa delle popolazioni massacrate ma anche ribelli.
Vengono narrati i più decisivi assedi (da Costantinopoli a Vienna), descritte le più grandi battaglie (da Nicopoli a Lepanto fino a Zenta) e le più efferate tragedie (da Otranto e Famagosta); e viene esaminato l’operato dei grandi protagonisti militari (da Hunyadi e Scanderbeg ai Barbarossa, da La Valette a don Giovanni d’Austria, dal Montecuccoli e dal Morosini a Eugenio di Savoia), politici (dai primi sultani a Maometto II e Solimano il Magnifico, dai Re Cattolici a Carlo V e Filippo II, da Francesco I al Re Sole, da Leopoldo I a Sobieski, senza tralasciare quello degli Stati balcanici e italiani, Serenissima in primis), religiosi, da Giovanni da Capistrano a padre Marco d’Aviano.
La maggiore attenzione però viene data alla costante — ma nient’affatto uguale per intensità e convinzione — politica di decine di pontefici, che dovettero combattere anzitutto contro la ritrosia e spesso il tradimento delle potenze cristiane.
È la ricostruzione generale di una vera e propria epocale pagina della storia umana, dove le centinaia di personaggi appaiono come i protagonisti di un’epopea tragica e sommamente violenta, ma anche eroica e gloriosa. Un affresco del più grande scontro di civiltà forse mai avvenuto nella storia, ma, al contempo, di un sotterraneo incontro di interessi politici ed economici.

Zen: "Il segretario di Stato vaticano sbaglia"

Riprendo da Settimo cielo la traduzione integrale dalla lingua cinese dell'intervento pubblicato il 5 febbraio sul suo blog dal cardinale Giuseppe Zen Zekiun, vescovo emerito di Hong Kong, che risponde alle reazioni vaticane a questo suo precedente intervento: Pericolo di scisma in Cina. Il cardinale Zen: "Il papa mi ha detto…" [qui] dal quale potete risalire agli intrecci precedenti. La risposta si riferisce alla dichiarazione del direttore della sala stampa vaticana [qui], a un'intervista del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin e alle anticipazioni su un imminente accordo tra la Santa Sede e la Cina [qui - ne abbiamo parlato qui].

QUATTRO CHIACCHIERE
di Giuseppe Zen Zekiun

Alcune persone che mi vogliono bene mi hanno consigliato di pregare di più e di non parlare troppo. Certo è giusto pregare di più, perché il Signore è la nostra speranza e abbiamo fiducia nell’intercessione della Madonna, Madre di Dio.
Mi hanno consigliato così probabilmente con il timore che se parlo troppo, sarò più facilmente attaccato. Ma non ne ho paura, purché le mie parole siano giuste e utili. Con l'età che ho, non mi importa se guadagnare o perdere.
Voglio parlare ancora perché ho l'impressione che fra poco tempo non potrò più parlare. Perciò chiedo il vostro perdono.

LA VERA VITA È LA VITA CRISTIANA - Don Curzio Nitoglia

LA VERA VITA È LA VITA CRISTIANA
Questa vita non è la vera vita

Introduzione 

Tutti amano la vita, ma che cosa è la vera vita? Vivere non significa vegetare come le piante o trascinare un’esistenza simile a quella degli animali, che mangiano, bevono, si muovono, crescono, si riproducono, hanno una certa sensibilità esterna (vista, gusto, tatto, odorato e olfatto) ed interna (memoria, immaginazione…) e poi muoiono dissolvendosi nel nulla. 

Ordine naturale e soprannaturale

L’uomo ha anche un’anima spirituale, dotata di intelligenza per conoscere la verità e di volontà per amare il bene, ma oltre alla vita umana naturale vi è anche una vita soprannaturale, dono gratuito di Dio, che perfeziona la vita naturale e la fa partecipare mediante la grazia santificante, in maniera finita e limitata, alla vita stessa di Dio, per cui “questa vita non è la vera vita”, essa è una preparazione alla vera vita che è quella eterna la quale ci attende nell’aldilà.

lunedì 5 febbraio 2018

Elmar Fischer, vescovo emerito di Feldkirch (Austria) 10° sottoscrittore della “Professione delle verità sul matrimonio sacramentale”

Anche mons. Elmar Fischer, vescovo emerito di Feldkirch (Austria), ha sottoscritto la  “Professione delle verità sul matrimonio sacramentale” [qui], del 31 dicembre 2017. I sottoscrittori della Professione finora, oltre ai tre primi firmatari dal Kazakhstan, che aprono l'elenco: 
  • Tomash Peta, Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana
  • Jan Pawel Lenga, Arcivescovo -Vescovo emerito di Karaganda
  • Athanasius Schneider, Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Maria Santissima in Astana
  • Cardinale Janis Pujats (Arcivescovo emerito di Riga)
  • Arcivescovo Carlo Maria Viganò (Nunzio Apostolico emerito negli USA)
  • Arcivescovo Luigi Negri (Arcivescovo emerito di Ferrara)
  • Vescovo Rene Gracida (Vescovo emerito di Corpus Christi, USA)
  • Vescovo Andreas Laun (Vescovo Ausiliare emerito di Salzburg)
  • Vescovo Marian Eleganti (Vescovo Ausiliare di Chur/Coira)
  • Vescovo Elmar Fischer, vescovo emerito di Feldkirch (Austria).
Qui l'elenco completo di coloro che, riaffermando la retta dottrina, possono considerarsi sostenitori dei Dubia dei 4 Cardinali; qui l'indice degli articoli su Amoris Laetitia.

Vicenza, 17 febbraio. Conferenza di don Roberto Spataro sulla Messa tridentina

Sabato 17 febbraio 2018 alle 16 a Vicenza don Roberto Spataro sdb terrà una conferenza dal titolo «Lex credendi, lex orandi: la Messa tridentina come catechismo dei nostri giorni». L’incontro avrà luogo nella Sala Meeting del Polo Giovani B55 in Contrà Barche 55.

La conferenza si rivolge a tutti gli interessati alla Messa tridentina in città – cioè nella forma straordinaria del rito romano in base al Motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI -, ed è stata organizzata dal Gruppo pro Missa Tridentina Vicenza in collaborazione con Una Voce Italia.

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Vergogna! L'Italia prona davanti al neo-sultano non è la nostra Italia...

Ci stiamo dimenticando della Grecia, al cui popolo va tutta la nostra solidarietà (di certo non ai suoi governanti purtroppo collusi quanto i nostri con i poteri forti anti-Occidente Europeo). Mentre Ygit Bulut, uno dei primari consiglieri di fiducia di Erdogan, dichiara: “Spezzeremo le gambe alla Grecia”, oggi il neo-sultano è in visita a Roma, ricevuto con tutti gli onori dai rappresentanti politici, dal'imprenditoria e perfino dal papa. 
Non ho tempo né parole né più lacrime per dire tutto quello che penso sulla pagliacciata di oggi e tutto ciò che la sottende  -  che ognuno di voi penso intuisca e condivida - e dunque mi limito alla citazione che segue:
“Storicamente e culturalmente la Turchia ha poco da spartire con l'Europa: perciò sarebbe un errore grande inglobarla nell'Unione Europea. Meglio sarebbe se la Turchia facesse da ponte tra Europa e mondo arabo oppure formasse un suo continente culturale insieme con esso. L'Europa non è un concetto geografico, ma culturale, formatosi in un percorso storico anche conflittuale imperniato sulla fede cristiana, ed è un fatto che l'impero ottomano è sempre stato in contrapposizione con l'Europa. Anche se Kemal Ataturk negli anni Venti ha costruito una Turchia laica, essa resta il nucleo dell'antico impero ottomano, ha un fondamento islamico e quindi è molto diversa dall'Europa che pure è un insieme di stati laici ma con fondamento cristiano, anche se oggi sembrano ingiustificatamente negarlo. Perciò l'ingresso della Turchia nell’UE sarebbe antistorico ”. (Benedetto XVI, Velletri, 18 settembre 2004)
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1. Precisavo in un altro contesto che occorre distinguere l’Occidente europeo da quello USA (et alii), anche se al momento le loro sorti sono molto interconnesse ed il discorso da fare è complesso. Nel definire l'Occidente identitario ci riferiamo alla civiltà europea, basata sull'antichità greco-latina, l'apporto biblico (nel quale è stato inserito l'accenno anche a radici giudaiche) e l'importanza data alla persona umana e alla Ragione. Prendendo spunto dalla distinzione tra i due Occidenti, sarebbe opportuno introdurre nel lessico quotidiano, un po’ provocatoriamente e un po’ realisticamente, l’espressione Estremo Occidente per riferirsi all’America protestante laica e ultra-liberista, esattamente come esiste l’espressione Estremo Oriente per differenziare il mondo cino-giapponese da quello Centro Asiatico e Medio-Orientale.

Chiude il convento di Savonarola e La Pira: 12mila firme non bastano

Cogliamo l'occasione per ricordare che qui si può firmare la petizione contro la chiusura del convento di San Marco. Vedi precedenti qui - qui. Ma, visto che le petizioni, per quanto nutrite e sentite, sembrano lasciare il tempo che trovano, come svegliare i nostri politici perché non continuino a latitare anche nei confronti di questo ennesimo segnale allarmante di decadimento della nostra cultura e della nostra civiltà, prim'ancora che della nostra fede?
Il convento di San Marco di Firenze sta per chiudere. I frati rimasti a presidiare le stanze che ospitarono Girolamo Savonarola e Giorgio La Pira, del resto, sono solo quattro. 
Il complesso in questione non è uno dei tanti presenti sul territorio italico: San Marco è il convento domenicano più conosciuto al mondo. Affrescato dal Beato Angelico, il monastero fiorentino sarà "cancellato" per decisione degli stessi domenicani, data la mancanza di alternative.
Il capitolo della provincia romana dell'ordine interessato aveva già deliberato la chiusura nel settembre del 2013. Dopo una serie di rinvii, nel luglio del 2017, è arrivata la conferma della decisione. Le firme raccolte dai fedeli e da cittadini di tutte le estrazioni religiose e sociali tramite una petizione pubblica sono 12mila, ma potrebbero non bastare. I religiosi rimasti, infatti, sono già stati spostati a Santa Maria Novella. Da salvare, però, c'è l'immenso patrimonio artistico e culturale. Oltre al valore spirituale del plesso.